lunedì 25 ottobre 2010

Sono un razzista!

"Noi intellettuali tendiamo sempre a identificare la "cultura" con la nostra cultura: quindi la morale con la nostra morale e l'ideologia con la nostra ideologia. Questo significa che non usiamo la parola "cultura" nel senso scientifico e che esprimiamo, con questo, un certo insopprimibile razzismo verso coloro che vivono, appunto, un'altra cultura". Pierpaolo Pasolini
Non saprei...quindi sono un razzista o non sono intellettuale?....per la seconda il dubbio è sciolto, ma per il razzista.....mmmmm.....si forse un pò lo sono, anzi no, provo profondo odio verso coloro che in virtù di un dogma perdono di vista le soluzioni, e si incamminano in una più favorevole strada dell'odio, portando avanti una serie di luoghi comuni, per sentito dire o per autosuggestione mediatica. E allora ci provo anch'io a fare il razzista e vediamo se smuovo un po i vostri preconcetti!
"Sono un razzista verso quella chiesa che viola le innocenti vite, che le profana impunemente, che continua a riscuotere consensi in virtù di comportamenti poco limpidi"
"Sono un razzista verso quei goliardici simpaticoni che imperversano negli stadi di calcio"
"Sono un razzista verso il proliferare di uomini e donne imbellettati davanti alle telecamere, sciacalli di vicissitudini, e sfruttatori di sentimenti"
"Sono un razzista verso coloro che non hanno rispetto per la loro pianeta che gettano le cicche delle sigarette in terra o seppelliscono rifiuti tossici nel terreno"
"Sono razzista verso gli Stati che vogliono portare libertà e democrazia, colonizzando i popoli e depredandoli delle loro identità"
"Sono razzista verso gli ideologi dell' imposizione (rosse o nere che si voglia)"
"Sono razzista verso quegli uomini che abusano delle donne, che agiscono per istinto perverso e privo di ogni ragione"
"Sono razzista verso coloro che non operano con obiettività, e si fanno trasportare dalle masse inferocite del momento"
"Sono razzista verso questi politici rigidi e classisti sempre intenti a gestire il potere e non a risolvere i problemi"
"Sono razzista verso quelle banche e banchieri che fanno il bello e cattivo tempo su questo pianeta"
"Sono razzista verso quest'economia del profitto"
"Sono razzista verso la superorganizzazione che deve gestire le sorti di tutto"
"Sono razzista verso coloro che sfruttano i lavoratori"
"Sono razzista verso il perbenismo mascherato di chi cosapevolmente ricicla il denaro"
Sono un razzista su una moltitudine di fatti, persone eventi....però non mi nascondo dietro la folla per gridare la mia idea, perché è la mia idea e non quella degli altri, perché se non ve ne rendete conto anche una carezza è razzista quando sfiora un volto alla presenza di un'altro volto mai sfiorato.

16 commenti:

  1. ....carezza è razzista quando sfiora un volto alla presenza di un altro volto mai sfiorato.

    Non è necessariamente vero.....

    E non è vero che sei razzista, il razzista è colui che adotta misure discriminatorie nei confronti di chi percepisce come diverso.....e magari tu o io riuscissimo a discriminare anche solo una delle situazioni che hai descritto!...Spesso, anzi, non tolleriamo proprio chi purtroppo definisce la nostra vita, ne determina i contorni, i colori, i contenuti....ahimè, nella fattispecie, non tolleri ma non sei razzista!
    Daniela

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  2. la discriminazione per la carezza è solo una estremizzazione....nel senso che una persona mai sfiorata da un gesto affettuoso può sentirsi discriminata dal continuo affetto risevato all'atro individuo.....
    Il resto è pura provocazione e lo dico apertamente con quel...."vediamo se smuovo un po i vostri preconcetti"

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  3. siamo tutti un po razzisti.
    P2

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  4. Io sono razzista. I vigili urbani di Monza sono certamente una razza inferiore. Secoli di incroci tra le peggiori mignotte e i più laidi rifiuti dell'umanità hanno selezionato una razza di infami che odiano a morte noi umani e farebbero di tutto per rovinare le nostre vite. Per costoro ci vorrebbero i campi di sterminio e le camere a gas.

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  5. Mark, complimenti! bellissime le tue riflessioni razzistiche, mi auguro che tanti condividano cio' che hai scritto che e' dimostrazione di intelligenza ,cultura e sensibilita'
    maurizio

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  6. per l'amico anonimo che si è espresso sui vigili urbani di monza....non condivido il tuo commento troppo estremista e offensivo non solo verso i vigili, ma anche verso altri eventi storici che nulla hanno a che fare con il post....
    La mia era una provacazione buttata li senza presuzione o accuse, per porre l'accento su temi che ritroviamo spesso sui media che a mio avviso distolgono dalla realtà...
    P.s.
    Ho pubblicato il post perchè ogni forma di espressione deve aver modo di esser valutata.
    Saluti

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  7. @Maurizio...ti ringrazio non pensavo che tali considerazioni potesssero suscitare tale interesse ed approvazione.
    Grazie e un salutone

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  8. ovviamente il mio sfogo sui vigili di Monza era uno scherzo per mettere in ridicolo il razzismo (e per alleggerire un po' il dibattito, che mi pareva troppo serioso. E anche per togliermi qualche sassolino per quella che considero una persecuzione nei miei confronti...). Con il razzismo si sa da dove si comincia, ma non si sa dove si finisce, ed è un attimo ritrovarsi dalla parte "sbagliata". Fermo restando che negli umani le razze non esistono: tra noi non ci sono "alani" o "pechinesi", siamo tutti della stessa razza, casomai si può parlare di etnìe.

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  9. @Aninimo pultroppo non ho seguito il dibattito su Ok notizie e non so per quale motivo mi sono ritrovato su questo sito...quindi non saprei cosa dire sui tuoi sassolini...saluti

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  10. io non sono razzista, ma sono intollerante nei confronti di chi: non rispetta le regole, dell'ignoranza dilagante, dei neuroni che fremono di fronte il grande fratello, degli arrivisti, dei lecchini e di chi pensa che possa fare tutto senza incorrere a sanzioni.

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  11. Max...sei un razzista e non voui ammetterlo....sei un razzista come me!

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  12. Si, anch'io sono razzista in tutti i punti descritti qui sopra, se vuoi, sottoscrivo..

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  13. Sottoscrivi pure mr.Hyde...e benvenuto

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  14. A parte che Pasolini fa sempre e comunque squillare cento campanelli di allarme, nella citazione c'è la ragione del nostro attuale declino. In fatto è ovvio che se io affermo A non posso che ritenere B sbagliato, altrimenti dovrei affermare B. Come quando dico al gelataio "mi dia un coppetta panna e cioccolato" invece di "puffo e gorgonzola".

    Esiste una alternativa e cioè non affermare niente. Epperò cosi facendo non posso mangiare il gelato. Oppure, il gelataio dovrebbe fare un gelato unico mischiando in parti uguali cioccolata, panna, puffo e gorgonzola e quindi potrei mangiarlo senza dovere "ordinare" ma farebbe schifo.

    La citazione di Pasolini implica un ovvio paradosso legato al meccanismo con cui noi "conosciamo" le cose. Portando il ragionamento all'estremo, nel momento che io dico "1 è un numero e 2 è il successivo di 1", che poi è il fondamento della matematica, sto facendo del razzismo numerico. Per non parlare di quando definisco dei numeri "razionali" e degli altri "irrazionali", o "reali" e "immaginari".

    Qualsiasi categorizzazione è "insopprimibile razzismo".

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  15. Sono sempre attonita per la facilità con cui Pasolini fa presa sugli 'intellettuali' - io che lo considero persona mediamente intelligente, ma non questo gran genio. De Martino, prima e meglio di lui (nonché con l'umiltà dello scienziato sociale), fa invece notare che non possiamo non giudicare da un punto di vista etnocentrico - semplicemente perché ciò è insito nella natura umana quindi di qualsiasi essere umano - poiché nascendo e crescendo in una certa cultura, già solo per via del linguaggio col quale impariamo ad esprimerci vengono parimenti strutturate le categorie interpretative della realtà, dei pensieri e delle esperienze. Importante è imparare però a relativizzare, ovvero a tener conto che anche gli altri, in altre culture, fanno la stesa cosa, e quindi assumere un atteggiamento di "etnocentrismo critico" (dice sempre De Martino), che "consiste nell'assumere la storia della propria cultura come unità di misura delle storie culturali aliene, ma, al tempo stesso, nel mettere in causa deliberatamente i limiti di impiego del proprio sistema di misura, al fine di riformare, sotto lo stimolo dello scandalo prodotto dall'incontro etnografico, le stesse categorie di osservazione di cui all'inizio si dispone".

    Rispetto ai punti che hai indicato, non sei razzista: hai il tuo sistema di valori nei quali il dominio e lo sfruttamento di alcuni su altri non è contemplato. E ciò non significa essere razzisti - semmai libertari e pluralisti. Non usare parole con copnnotazioni negative per atteaggiamenti e sistemi di valori invero positivi e umani: le parole sono importanti, da quelle discendono le visioni delle cose ;-)

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  16. In genere ciò che scrivo è una riflessione tra le pareti dello stomaco, e le citazioni non sono ossequiose, ne verso il pensiero, ne verso l'autore. Prendo al volo il suggerimento ed andrò a leggere il prima possibile qualcosa di De Martino. Per quanto riguarda il tuo commento condivido, ma quando butto giù due righe cerco di comunicare con esagerazioni, spropositi, provocazioni, e questo post scritto tempo fa, pur non essendo il massimo ha forse trasmesso quello che inttendevo dire. Benvenuta :-)

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