martedì 9 agosto 2011

Guerriglia urbana con spruzzi di economia

Ci sono guerre di potere, di odio, di conquista, di religione, d'ipocrisia, di libertà e fame...queste che guerre sono? Esseri umani esasperati contro chi? I media parlano a iosa di bande di teppisti. Forse pensavano, come del resto molte altre menti lungimiranti, che ghettizzare intere etnie ai bordi della società potesse dare quel sentore di perbenismo che aleggia nei salotti buoni. Le banlieu francesi hanno insegnato poco, far un elenco degli eventi del passato e del presente è cosa ardua, il mondo nel suo complesso ha i suoi problemucci eppur vedo i signorotti seduti a far finta di decidere, la politica e i guerrieri ideologici che cavalcano l'onda più impetuosa, che sventolano il vessillo della soluzione, per poi sedere le poltrone dorate di un impero dismesso, mi danno la nausea. Gli scontri di Londra hanno cause che vanno oltre l’uccisione di Mark Duggan, endemica diffusione di un male che cova odio e rabbia pronto a esplodere al minimo input. La situazione economica mondiale non giova a distendere, però anche in quella situazione non c'è reale volonta di risolvere...oggi leggendo qualche Blog (Exudusclic) mi sono imbattuto in una delle mie battaglie ideologiche...o fissazioni fate voi...
"Io credo che le istituzioni bancarie siano più pericolose per le nostre libertà di quanto non lo siano gli eserciti permanenti.
Se il popolo americano permetterà mai alle banche private di controllare l'emissione del denaro, dapprima attraverso l'inflazione e poi con la deflazione, le banche e le compagnie che nasceranno intorno alle banche priveranno il popolo dei suoi beni finché i loro figli si ritroveranno senza neanche una casa sul continente che i loro padri hanno conquistato. "


Thomas Jefferson (1743 – 1826), uomo politico americano, terzo Presidente degli Stati Uniti d'America.

16 commenti:

  1. Giovani descritti e fatti passare per disperati sfaccendati in cerca di un pò di adrenalina. Invece sono solo il termometro dei tempi, la prova provata di come non si possa vivere più come schiavi senza alcun diritto e, soprattutto, senza alcuna prospettiva futura.
    E' il disagio dell'emarginazione. Il tentativo di far sapere a tutti che esistono. La protesta "civile e democratica", ormai, serve solo a farsi sfasciare il cranio da qualche altrettanta democraticissima " manganellata".

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  2. Forse qualcosa si può fare l'Islanda lo sta facendo....clicca quì

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  3. Qualcuno in effetti si sta muovendo ma in maniera poco organizzata e senza un obiettivo preciso.
    Almeno così a me pare.

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  4. Credo che da questa situazione non se ne esca, se non ad un duro prezzo.
    Einstein diceva "Immagino come possa essere la terza guerra mondiale, ma nella quarta vedo solo coltelli e bastoni" (o qualcosa di simile).
    Cristiana

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  5. Crollarono le Signorie e le Repubbliche italiane del Rinascimento, espressioni del potere bancario dell'epoca, crollò l'Olanda del Seicento, patria della prima vera Borsa d'affari: sono segni premonitori?

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  6. Forse non si tratta più di constatare che l'Economia (leggi Speculazione) abbia pesantemente influito sulla nostra vita ....Si tratta di impostare il modo di vivere in maniera totalmente diversa da quello attuale, dominato dall'ansia, dalla rabbia e dalla frustrazione....In questo clima è facile far danno..in questo clima sbucano fuori gli altri mostri privi di ragione....
    Ma i mostri più pericolosi sono quelli cui si riferisce Thomas Jefferson, più che mai attuale....

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  7. e come sempre noi leggiamo e commentiamo.... certamente qualcuno trema, ma pensa che Londra è molto lontana ...e noi qui siamo al sicuro ....


    ave

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  8. @Kylie...Forse la spontaneita delle azioni produce effetti migliori delle organizzazioni.

    @Cristiana...Non ho idea di quali armi serviranno per combattere la terza Guerra Mondiale, ma la quarta sarà combattuta coi bastoni e con le pietre...Einstein è il mio aforismatore preferito, e qui di lato vien prima della rabbia di officina :-D

    @Adriano...Ogni evento è un segno, la storia nel suo complesso dovrebbe insegnare, in troppi dimenticano e in molti hanno artefatto la storia per dipingere il mondo con i colori dell'iganno.

    @MrH...Concordo pienamente sul nuovo stile di vita che comporta un rimodulazione dei comportamenti e una serie di rinucie iniziali non da poco...lo farei volentieri.

    @TheWhite...E' la solita storia dell'orticello, fin quando il nostro e verde nessun ci da peso, ma gli orticelli sono un tuttuno, ed è dura capirlo.

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  9. mi sento sulla stessa lunghezza d'onda di Jefferson, e del commento di mr.Hyde... e non idealizzo questi finti ribelli, per i quali il morto è solo un pretesto per dare sfogo a cieca e vuota violenza, e saccheggiare negozi NON di alimentari ma di videogiochi e merda firmata... grandi i londinesi che li fronteggiano con le scope!

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  10. Secondo me una parte di responsabilità ce l'ha chi sostiene che la società multietnica sia una cosa buona e giusta epperò non ha nessuna idea di come fare a gestire le inevitabili conseguenze.

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  11. Penso che l'ennesima ingiustizia abbia attizzato un fuoco covato sotto le ceneri.
    L'uccisione del ragazzo inglese pare disarmato, ha fatto esplodere un malessere sociale causato da emarginazione, razzismo, disoccupazione.
    Chiaramente poi a ciò si aggiungono bande di delinquenti i quali approfittano di tali situazioni.

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  12. "malessere sociale".
    Boh, a volte a me pare di vivere in una realtà alternativa. Se hai dei ghetti dove vivono milioni di persone il "malessere sociale" direi che è insieme causa e conseguenza della "separazione" che il genera il ghetto e ne è a sua volta generata.

    Il problema qui è che i ragazzi in questione non sono "inglesi", nel senso che pur vivendo fisicamente in Inghilterra sono estranei ed estraniati dall'essere "inglesi".

    Abbiamo voluto una società globale e multi-tutto e la conseguenza è che ai ricchi non importa essere apolidi perché con abbastanza soldi sei a casa tua in qualsiasi parte del mondo e i poveri sono senza radici e senza contesto.

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  13. @Zio...Non saprei rispondere su quanti Londinesi siano veramente tali, visto che oltre il 40% dei lavoratori non è "indigena", però le mie perplessità oltre al pretesto dell'aggressione sia il prologo per l'istituzione di uno stato di polizia. Sembra come che il contesto europeo stia spingendo se stesso verso il più alto grado di tensione sociale per poi riprendere il controllo con la forza, con la scusante di dover poi presidiare per mantenere la pace e la libertà.

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  14. @Lorenzo...Credo che il ghetto in se sia emarginazione, quindi c'è poco da meravigliarsi, anche se continuano a sfuggirmi dettagli neanche di poco conto...ad esempio i tagli alle forze dell'ordine e le Olimpiadi...e come ho scritto sopra, il tutto giustificherebbe di fatto uno stato di polizia.

    @Joker...di ingiustizie se ne riscontrano sempre molte, ma questo mi sembra un pretesto. Per un mio modo di vedere le cose al di là di ciò che viene rappresentato e visualizzato, è come se il tutto per taluni fosse caduto a fagiuolo!!!

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  15. Ma che stato di polizia. I problemi che abbiamo sono ben altri e partono tutti dallo scardinamento della "società tradizionale". Il fatto è che quando ti trovi la strada davanti sbarrata e non puoi procedere, normalmente ti volti indietro. Ma se indietro non hai niente, cosa ti rimane? Il nostro problema è che la "americanizzazione" della società implica la estrema solitudine dell'individuo. Il concetto di "libertà" in realtà significa "solitudine". E le reazioni anti-sociali non sono altro che la logica conseguenza.

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  16. @Lorenzo...Complessa la tua ipotesi, non male come la poni, però mi sembra riduttivo porle solo tra questi paletti. Potrebbero essere una serie di concause che ci sfuggono per la prospettiva ristretta da cui possiamo osservare, anche se lo stato di polizia non lo scarterei a priori, anzi.

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