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martedì 1 novembre 2011

In Viaggio...

Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.

Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.

Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?

E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.

Kostantin Kavafis
Grazie a Daniela...mia sorella ^_^

venerdì 25 marzo 2011

Prometto...almeno ci provo

Prometto a me stesso

Di essere così forte da non permettere a niente
e nessuno di disturbare la mia pace interiore.
Di parlare di salute, felicità e prosperità a chiunque incontro.
Di far sentire a tutti i miei amici che
c’è qualcosa di bello in loro
Di guardare il lato luminoso di ogni cosa
e rendere vero il mio ottimismo
Di pensare solo al meglio, di lavorare solo
per il meglio e di aspettarmi solo il meglio.
Di essere entusiasta dei successi altrui come lo sono dei miei.
Di dimenticare gli errori del passato
e concentrarmi sui grandi traguardi del futuro.
Di avere sempre un’espressione felice
e fare un sorriso a tutte le creature che incontro.
Di dedicare talmente tanto tempo a migliorare me stesso
da non avere tempo per criticare gli altri.
Di essere troppo grande per le preoccupazioni,
tropo nobile per la rabbia, troppo forte per la paura
e troppo felice per permettere la presenza di problemi.
Di pensare bene di me stesso e di sostenere questo fatto il mondo,
non ad alta voce, ma con grandi sfide.
Di vivere nella fiducia che il mondo intero è dalla mia parte,
fino a che sono fedele al meglio che è in me.

D.C. Larson

P.S.
Un pensiero inviatomi dalla sorellina, distante nei chilometri vicina nei sentimenti, nel complesso non è una cosa facile, almeno per me, però si puo tentare.....per la serie non sono solo una cruda realtà, ma ho un cuore che pulsa. ^_^

mercoledì 9 giugno 2010

Libertà

E un oratore disse:
Parlaci della Libertà.

E lui rispose:
Alle porte della città e presso il focolare vi ho veduto, prostrati, adorare la vostra libertà,
Così come gli schiavi si umiliano in lodi davanti al tiranno che li uccide.
Sì, al bosco sacro e all'ombra della rocca ho visto che per il più libero di voi la libertà non era che schiavitù e oppressione.
E in me il cuore ha sanguinato, poiché sarete liberi solo quando lo stesso desiderio di ricercare la libertà
Sarà una pratica per voi e finirete di chiamarla un fine e un compimento.
In verità sarete liberi quando i vostri giorni non saranno privi di pena e le vostre notti di angoscia e di esigenze.
Quando di queste cose sarà circonfusa la vostra vita, allora vi leverete al di sopra di esse nudi e senza vincoli.

Ma come potrete elevarvi oltre i giorni e le notti
Se non spezzando le catene che all'alba della vostra conoscenza hanno imprigionato l'ora del meriggio?
Quella che voi chiamate libertà è la più resistente di queste catene, benché i suoi anelli vi abbaglino scintillando al sole.

E cos'è mai se non parte di voi stessi ciò che vorreste respingere per essere liberi?
L'ingiusta legge che vorreste abolire è la stessa che la vostra mano vi ha scritto sulla fronte.
Non potete cancellarla bruciando i libri di diritto né lavando la fronte dei vostri giudici,
Neppure riversandovi sopra le onde del mare.

Se è un despota colui che volete detronizzare, badate prima che il trono eretto dentro di voi sia già stato distrutto.
Poiché come può un tiranno governare uomini liberi e fieri,
Se non per una tirannia e un difetto della loro stessa libertà e del loro orgoglio?
E se volete allontanare un affanno, ricordate che questo affanno non vi è stato imposto, ma voi l'avete scelto.
E se volete dissipare un timore, cercatelo in voi e non nella mano di chi questo timore v'incute.
In verità, ciò che anelate e temete, che vi ripugna e vi blandisce, ciò che perseguite e ciò che vorreste sfuggire,
Ognuna di queste cose muove nel vostro essere in un costante e incompiuto abbraccio.
Come luci e ombre unite in una stretta, ogni cosa si agita in voi.
E quando un'ombra svanisce, la luce che indugia diventa ombra per un'altra luce.
E così quando la vostra libertà getta le catene diventa essa stessa la catena di una libertà più grande.
(K. GIBRAN)...by d.s.

martedì 20 aprile 2010

Dedicata....a voi




Dedicata a chi, ogni giorno, consapevolmente o meno, arricchisce di e con il proprio valore, la mia vita....grazie





Valore


" Considero valore ogni forma di vita, la neve, la fragola, la mosca.
Considero valore il regno minerale, l'assemblea delle stelle.
Considero valore il vino finché dura il pasto,un sorriso involontario,
la stanchezza di chi non si è risparmiato, due vecchi che si amano.
Considero valore quello che domani non varrà più niente e quello
che oggi vale ancora poco.
Considero valore tutte le ferite.
Considero valore risparmiare acqua, riparare un paio di scarpe,
tacere in tempo, accorrere a un grido, chiedere permesso prima di sedersi,
provare gratitudine senza ricordare di che.
Considero valore sapere in una stanza dov'è il nord,
qual è il nome del vento che sta asciugando il bucato.
Considero valore il viaggio del vagabondo, la clausura della monaca,
la pazienza del condannato, qualunque colpa sia.
Considero valore l'uso del verbo amare e l'ipotesi che esista un creatore.
Molti di questi valori non ho conosciuto"
Erri De Luca

mercoledì 14 aprile 2010

...per proposte indecenti...."Applausi"


VIVI COME CREDI

(di Charlie Chaplin)

C'era una volta una coppia con un figlio di 12 anni e un asino. Decisero insieme di viaggiare, di lavorare e di conoscere il mondo. Così partirono tutti e tre con il loro asino. Arrivati nel primo paese, la gente commentava: "Guardate quel ragazzo quanto è maleducato... lui sull'asino e i poveri genitori, già anziani, che lo tirano". Allora la moglie disse a suo marito: "Non permettiamo che la gente parli male di nostro figlio." Il marito lo fece scendere e salì sull'asino.


Arrivati al secondo paese, la gente mormorava: "Guardate che svergognato quel tipo... lascia che il ragazzo e la povera moglie tirino l'asino, mentre lui vi sta comodamente in groppa." Allora, presero la decisione di far salire la moglie, mentre padre e figlio tenevano le redini per tirare l'asino.


Arrivati al terzo paese, la gente commentava: "Povero uomo! Dopo aver lavorato tutto il giorno, lascia che la moglie salga sull'asino; e povero figlio, chissà cosa gli spetta, con una madre del genere!"
Allora si misero d'accordo e decisero di sedersi tutti e tre sull'asino per cominciare nuovamente il pellegrinaggio.

Arrivati al paese successivo, ascoltarono cosa diceva la gente del paese: "Sono delle bestie, più bestie dell'asino che li porta: gli spaccheranno la schiena!". Alla fine, decisero di scendere tutti e camminare insieme all'asino.
Ma, passando per il paese seguente, non potevano credere a ciò che le voci dicevano ridendo: "Guarda quei tre idioti; camminano, anche se hanno un asino che potrebbe portarli!


Conclusione: Ti criticheranno sempre, parleranno male di te e sarà difficile che incontri qualcuno al quale tu possa andare bene come sei.
Quindi: vivi come credi.
Fai cosa ti dice il cuore... ciò che vuoi... una vita è un'opera di teatro che non ha prove iniziali.
Quindi: canta, ridi, balla, ama... e vivi intensamente ogni momento della tua vita... prima che cali il sipario e l'opera finisca senza applausi.

lunedì 12 aprile 2010

...per proposte indecenti...."Il Marinaio"

Al è un ragazzo alto e magro, nero come l'asfalto, lavora
in una pensione , fa il fanghista, dorme nel locale
caldaie e dalle cinque del mattino a mezzogiorno porta
cofane di fango dalla vasca fino ai camerini, dove turisti
nudi e sovrappeso attendono speranzosi l'illusione della
riviviscenza delle carni e dei sensi.

Al viene dal Senegal, è nato in un villaggio dal nome
impronunciabile per noi italiani che del Senegal conosciamo
soltanto Dakar, la sua famiglia si è tolta il pane per
mandarlo alla scuola coranica e consentirgli un futuro
migliore. Quando è sbarcato qui non parlava neanche un
parola di italiano, sfortunatamente aveva studiato solo
francese inglese e arabo, perchè il Corano si legge
soltanto in arabo.

Quando la pensione è chiusa dorme dai suoi
paesani e si arrangia con lavoretti saltuari, lo conobbi
perchè mi occorreva qualcuno che liberasse la cantina del
palazzo della mia compagna, era un lavoro infame e chiunque
altro avrebbe quantomeno bestemmiato, Al no, zitto e
metodico si mise a portare per sei rampe di scale quelli che
un tempo erano mobili, libri, ricordi, e ora erano solo un
ammasso marcescente di spazzatura.

Tornai nel pomeriggio e lo trovai che chiacchierava con mio
suocero, un anziano professore che la malattia e l'età
avevano reso molto diffidente nei confronti del genere
umano, Al quando mi vide tornò di scatto al lavoro e
metodico e muto continuò a portare mobili, libri, ricordi.
Vederli così in confidenza mi aveva colpito ,forse ero
semplicemente invidioso della complicità che c'era stata in
quell'attimo tra quei due e del fatto che un operaio
senegalese fosse riuscito ad abbattere il muro di silenzio
che il professore frapponeva da anni tra sè e il mondo.
Gli poggiai una mano sulla spalla per fermarlo.

..Al di cosa parlavi col professore?
..Io no niente..
..ma come niente, di cosa parlavate dai...
..di un libro.. di kant..critique della raison pure ..
..Al.. scusa ma che cosa ne sai tu?
..Io.. sono laureato.. filosofia.
..Cazzo Al non ti bastava essere nato in Africa ti sei preso pure una
laurea da disoccupati??

Mi accorsi di aver detto una cazzata quando Al aveva già
posato quello che aveva in mano e mi stava fissando con
quello sguardo.
Temevo mi desse un cazzotto in faccia poi capii che nei suoi
occhi non c'era rabbia,
c'èra pietà, compassione.
Sorridendo Al continuò a portare per sei rampe di scale
mobili, libri, ricordi.

domenica 11 aprile 2010

...per proposte indecenti...."Antonella Pici"

stretta e costretta in catene invisibili, ma che ci sono, esistono ! sono le catene dell'anima! un anima che vuole gridare, liberarsi! tornare o provare per la prima volta a volare! volare sulle teste della gente e strappar via loro quel preservativo di conformismo, di apatia, di vita apparente. Volare alla ricerca di un' anima che sappia completare la mia, che gli riconferisca luce, ke rompa le catene, che la colmi, la sfami e la disseti con l'amore, la conoscenza, la saggezza, la ribbellione, la follia!

...per proposte indecenti...."Gabbiani"

tristezza...è conoscere persone FALSE
tristezza...è conoscere persone EGOISTE
tristezza...è credere che in ognuno c'è qualcosa di BUONO
tristezza ..è svegliarti e capire che "vita mia morte tua"
tristezza....è ricominciare a credere nel prossimo!!!!!!!!!!!!!!!!

grazie.........un abbraccio a te