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sabato 8 ottobre 2011

Una Mela come una Croce


Mi sono autoisolato, autopunito, autodisinformato, per non cadere nel vortice rabbioso. Un po’ di stressante lavoro,  dosi di affetto,libri, pratiche sportive hanno fatto il resto. Perché o sono scemo, e qui l’ipotesi non è da scartare, oppure il bombardamento mediatico di questi giorni sta raggiungendo apoteosi da disinformazione ed artifizi da guinness dei primati. Questo spazio non vuole imporre una ragione, giudizio o rivoluzione al di sopra di tutto...ma una delle tante plausibili opzioni. Oltre ai vari fatti di cronaca che si stanno susseguendo e che imperversano e imperverseranno prossimamente, ho notato una referenza modello religioso intorno ad un uomo "pace all'anima sua "(non un Dio si presume) e un marchio. Tempo fa lessi un qualcosa inerente gli hamburger di McDonalds "...non sono i panini più buoni, ma sicuramente sono i più venduti al mondo..." la semplicità del concetto bisognerebbe applicarla in tutti i settori senza remore, non perpetuare a mo' di gregge ogni litania prodotta dal Pastore, che oltre a far mangiare un po' di erbetta, non vede l'ora di tosare o portare al macello.




Forse sarebbe stato un big brothers d'annata....ma dopo tutti questi anni, ora qual'è la direzione?

..............o_O!

martedì 19 aprile 2011

La felicità come una curva della motoGP

Ho scarabocchiato qualcosa sulla felicità, tra un tassello e l'altro, tra una pizza e un bacio, una chiacchiera e una discesa a mare, senza fretta tanto per dire la mia, un po' per sdrammatizzare un po' per drappeggiare questi spazi sterminati che ultimamente fatico a riempire. Non è una crisi letteraria che mi perseguita, quanto una sensazione d'impotenza che attanaglia le mie emotività e lascia strascichi ad ampio raggio, nei meandri della mia mente si intersecano troppe variabili. Non avendo confidenza con la parte matematica, mi diletto con quella voluttuaria, però se uno studio dell'università di Maastricht concentra tempo e risorse per la ricerca della curva, io mi ci tuffo in piega come in un circuito di motoGP. La curva nello specifico parla di felicità e farfuglia qualcosa in merito agli anni, come se i numeri possano intrappolare o spiegare, come fa il PIL quando si parla di economia, in poche parole distoglie l'attenzione e gira al largo dal chiarire qualcosa. Forse è un po' così che gira il mondo, tra numeri e spiegazioni, lavoro e problemi, guerra e cibo, politica e religione, tralasciando la sostanza. Le soddisfazioni personali le cerchiamo sempre nelle materialità perché ci piace toccare con mano, guardare, mostrare a noi stessi e agli altri, perché in fondo è quello che ci insegnano sin da piccoli, il perseguimento o il raggiungimento del sogno a chimera della propria costruzione. Eppur sono i dati che ci trasportano, con loro stiliamo i progetti, sembrano esser entità viventi, non creazione nel tempo della nostra mente. Ora secondo lo studio mi trovo nel limbo dell'imperfezione, non sono ne carne ne pesce, un'entita numerica che aspira al principio della felicità, una sorta di piega perenne a qualche centimetro dall'asfalto con le gomme al limite della resistenza, che grazie a doti non comuni esce dalla curva con il gas spalancato verso il traguardo...ma che cazzo dite!!!...Non è una gara, la vita è altro, le curve lasciamole agli esperti, mi godo il tracciato....sicuramente arrivo alla fine, in un modo o in un altro.

sabato 9 aprile 2011

Un caffè...perfavore!

A tazzullella e caffè al bar mantiene nell’iconografia nostrana quell’alone di sacro e profano, a cui pochi rinunciano. L’evento si consuma a iosa dalle prime luci dell’alba con intercalare costanti, in solitaria o in compagnia, per spezzare la monotonia o appagare il palato. Per non esagerare non vado oltre le tre consumazioni giornaliere, comprese quelle alla moka, e quando giungo al bancone in attesa di esser servito, osservo con ammirazione la varietà di richieste e la pazienza dei baristi sempre pronti ad assecondare le voglie di questo popolo così variegato e rompicoglioni allo stesso tempo…Ristretto, lungo, al vetro, schiumato, macchiato, macchiato freddo, macchiato caldo, corretto, tazza fredda, zuccherato, con cacao, decaffeinato, marocchino, brasiliano…
In questo tourbillon di opzioni c’è anche la mia, per modalità di esecuzione il caffè è in tazza fredda e il cappuccio è tiepido senza cacao (vizioso?) …i pazienti operatori del bar hanno ormai identificato lo scassa ombrelli, al “grido” di un caffè per “Marco”, con quello strascico di accento che sottolinea…occhio stateve accort altrimenti l’amm rifà…si procede con il rito, mentre tutto termina in attesa dei dialoghi più fantasiosi. Questo spaccato di italica vita prende in considerazione, un popolo pieno di fantasia e tradizioni che mal si sposa con la globalizzazione e standardizzazione, che fin dai piccoli dettagli vuole la giusta libertà di espressione, che davanti un bancone con modi a volte arroganti a volte gentili alterna le richieste per il piacere del consumo, perché pensa che il proprio caffè sia il migliore, perché vive nella contraddizione di gustarsi un bombolone alla crema e il caffè con il dolcificante, perché come al solito pensa al proprio orticello come all’unico punto di riferimento…e non si rende conto che i Bar sono il punto d’unione e la macinatura e tostatura di quel chicco di caffè è sempre la stessa…
Pensa un po’ che mi frulla nel cervello con un semplice caffè!!!!

Fonte immagine

lunedì 31 gennaio 2011

Incontinenze cerebrali

Sono in molti che nella vita di tutti i giorni mi chiedono cosa ti spinge a scrivere, io la rimodulerei con un più onesto perché scrivi quel mucchio di cazzate? Quando dico di avere un blog, mi guardano come un cane rognoso, mentre il lavoro è una briglia tesa che mi tiene a bada, ogni tanto scalcio, ma sono domato dai miei domatori. La parte impersonificata non è una mascherata, perché esternizzo questa situazione apertamente, però noto indifferenza e superficialità nel confronto. Vis à vis non è così facile come farlo in rete, a parte che gli argomenti sono sempre incentrati sulla superficialità e troppo spesso in caso di altre linee la discussione si tramuta in uno scontro, dove non c'è una maleabilità, ma una incessante difesa delle proprie tesi, fedi o ideologie...la parte politica l'ho abbandonata per impraticabilità di campo, quella religiosa assume contorni da scomunica eppur mi ritengo molto aperto da questo punto di vista, uomini e donne assumono conformazioni da disputa western, il più veloce colpisce per uccidere, poi c'è tutto il resto il calcio, la moda.....pensandoci bene in questa virtualità mi piacerebbe avere delle critiche su ciò che scrivo, anche da un punto di vista "estetico", forse per migliorare o per rendere plausibile questo spazio creato per delle personali incontinenze cerebrali...cavolo ho bisogno di uno scontro, del sangue, dell'assuefazione....cazzo oggi mi ha preso male...però ora devo smettere mi reclamano e  non ammettono discussioni....ahahahahah!!!!!!!

sabato 8 gennaio 2011

Un esercito in attesa

Riverso i miei pensieri liquefatti sotto mentite spoglie, li guardo, li osservo raffermarsi su superfici candide, coagulano le loro essenze come se non mi appartenessero. Immobili ed immonde forme prendono vita, sembrano rivolgersi a me da estranei viandanti, vagabondi di mare, marinai di terra in confusione. Osservano il da farsi con fare saccente, prepotenza senza ritegno, voglia di conquista, continuano a fissarmi senza occhi alla ricerca della strada da prendere....indecisi...combattivi...convinti. L'orizzonte è in tempesta, l'anima ne osculta il fremito in disparte, i pensieri sono immensi, infiniti, in attesa di scoprire l'ordine tornano a calmarsi, procedono e non comprendono il perché del loro non moto, la ritirata non è nello stile del combattente, pensieri senza armi si sentono soli perché non compresi alla luce del giorno, nelle sale del conviviale mostrarsi non posson proferire, lo scherno li attende....il futile prende il sopravvento...i pensieri mestamente idietreggiano...un giorno saranno liberati come un'odata senza fine, sotto gli occhi degli umani avranno l'onore di esser discussi....ora non è quel giorno, attendo la promessa.

venerdì 17 dicembre 2010

A Natale ogni scherzo vale

Panico e confusione ci sguazzano, non come durante un'immersione subacquea, dove le bollicine salgono in cerca della libertà e il gorgoglio dell'erogatore ti fa compagnia durante la discesa, parlo di quello stato prefestivo che ti rende elettrico e accompagna le giornate non per darti la libertà che cercano le bollicine...piuttosto...donano una sensazione di claustrofobia che attanaglia le giornate. La cosa importante delle feste, anche se in genere reputo la vita una festa, per molti è il rimpatrio dei partecipanti, con quella ricerca spasmodica degli amici e dei parenti per i convenevoli di circostanza con pacchi e pacchettini a iosa da buttare nel cesso o riciclare al miglior offerente, insomma la solita solfa, con le consuete abbuffate che dovrò smaltire sul rettangolo di gioco e nella sala attrezzi, per non "apparire" appesantito alle prossime apparizioni desnude. Orsù dunque lasciamo all'ovile rancori e grattacapi doniamo e doniamoci un Natale dove ogni scherzo vale, dove il sorriso sia vero e non artefatto, dove i nostri abiti non siano biglietti da visita, ma semplici capi con cui coprirci, dove non si sostituisca con un oggetto inanimato le mancanze di una vita, dove la libertà di espressione non sia giudicata come ribellione, dove la lealtà e il rispetto siano cosa seria e non un'opinione di cui vantarsi....facciamoci questo scherzo, togliamoci le maschere, poi a carnevale aspetteremo il bambinello e i re magi....
Buono scherzo a tutti ...Io porto la mirra...ops...birra...voi?

lunedì 29 novembre 2010

Dal vangelo secondo.....

Commentare i file di Wikileaks non ha un gran senso...ricordo vagamente una frase che recitava...una verità è vera solo quando qualcuno la certifica....Se si potesse pensare che i rapporti internazionali, fossero basati sull'etica e la morale ce ne vuole, e molti di coloro che oggi puntano il dito hanno fatto parte nel passato di questi oscuri giochetti, e per rivalsa ora si agitano da poltrone non confacenti alle loro attitudini truffaldine. Posso essere indignato? Posso essere incazzato? Frattini rigurgita candidamente..."Assage vuole distruggere il mondo"...cap e cazz!!!(accidenti)...e tutti gli altri che hanno e stanno dissanguando il pianeta da decenni, e continuano a banchettare ai loro stessi tavoli? Vado avanti con le mie personalissime ed opinabili percezioni, e ci potrebbe essere anche l'eventualità che Assange sia stato sodomizzato dall'amministrazione statunitense e per vendetta stia spiattellando a destra e a manca codesto putiferio, quindi la sua verità avrebbe minor valenza...però azzardo la solita previsione...come al solito pagheranno i piccoli informatori in incognito, i piccoli moderatori, i piccoli infiltrati, il web...mentre i nobili burattinai continueranno con feste selvagge, punture di botox e politichette anti americane tutto nel più stretto riserbo.
Non ho un figlio e me ne rammarico (tempo al tempo), però cosa potrei insegnargli, cosa c'è da salvare in questo bipede...già la definizione di essere umano sembra un azzardo!

giovedì 11 novembre 2010

Il bersaglio sei tu

Sono sempre stato dell'idea che in qualsiasi direzioni si vada, estremizzare i concetti e le soluzioni non porti da nessuna parte, se non ad un conflitto sempre più acuito tra classi sociali. Le forme di estremizzazione e coservatorismo vengono a loro volta rinforzate dalla crisi economica, e qui i cavalcatori dei disagi sociali la fanno da padroni esternalizzando e imponendo con il consenso pubblico le loro idee trionfalistiche, ripercorrendo tesi nazionaliste vetuste. Diciamo pure che alcuni personaggi, vedi Ahmadinejad, non aiutano a distendere il clima, ampliando quel dissenso generalizzato verso tutto l'Islam e la sua lenta colonizzazione del vecchio continente, però se la memoria storica non mi inganna  protezionismo e proibizionismo non hanno riscosso mai grandi successi. Un neo che appare tangibile alla vista, almeno alla mia con tanto di occhialetti, è la sforbiciata economica che viene data allo studio e alla cultura nel suo complesso, non che a suo tempo sia stato uno studente modello, però oggi i capitoli dove i governi cercano di risparmiare sono questi, mentre quelli per la spesa militare assomigliano agli acquisti delle primizie fuori stagione. Che centrano i tagli con gli estremismi, vi chiederete?...forse nulla, o forse fa comodo avere meno cervelli pensanti e più missili da infilare nel cu.....e non specifico in quale per pudore.
.....che dolore parbleu!!!!!

venerdì 15 ottobre 2010

La democrazia.....

Si riempiono la bocca con la democrazia, ne spargono le sementa nei campi dell'ignoranza , ne mostrano i frutti con orgoglio, li fanno assaggiare ed odorare per portarti all'overdose. Siamo talmente stracolmi di democrazia che ormai non la si riconosce neanche, se ne scrive e se ne parla, la si mette in dubbio, se ne scova l'ardire, se ne fomenta la fiamma tanto da provocarti un'ustione in caso di contatto. Ne ho piene le scatole di questi buonismi coatti, di false ideologie esportate per le esigenze più impellenti, dove la colpa della crisi è da imputare alle etnie d'esportazione e non dai signorotti seduti sulle comode poltrone, dove nascono come funghi organizzazioni umanitarie e un altro signorotto come George Soros ha annunciato qualche settimana fa che "starebbe" donando 100 milioni di dollari a Human Rights Watch, a condizione che questa ONG trovi ulteriori donatori per altri 10 milioni di dollari l’anno, salvo poi accorgersi che per mantenere questi apparati "umanitari" si spendono altrettanti soldoni relegando l'azione stessa ad una semplice quanto complessa operazione di interscambio commerciale, atto a piazzare i "prodotti" da smerciare. Siamo cosi democratici che i candidati alle elezioni sono secondo il presidente dell’Antimafia Giuseppe Pisanu cosi definite.... "le liste sono gremite di persone che non sono certo degne di rappresentare nessuno"....e ultimamente mi rendo conto che durante la mia doccia rilassante l'acqua scorre molto più democraticamente a mo di ruscello montano in attesa di esser privatizzato.....ah! orsù dunque destati dal torpore democrazia mia.
P.S.
La democrazia...« Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. »...Walt Whitman

lunedì 11 ottobre 2010

L'eleganza di un polpo

Nei fondali marini, che nelle memorie adolescenziali occupavano la parte oscura, ora sono il lato "illuminato" dove l'attesa per la successiva immersione ti rende trepidante ed ansioso, mi ritrovo continuamente tra piedi anzi tra pinne, maschere erogatori e via discorrendo (su gentile concessione del nostro diving di fiducia). La bellezza del tutto si amplifica quando il glug glug della discesa si fa più frenetico, il gorgogliare delle bolle cariche di aria è l'unica musica che si sente mentre il respiro ti accompagna, nel turbine delle emozioni arrivi all'ancora, l'unico "ancoraggio" che ti resta al mondo in superficie.....e ti senti un intruso. Sono un essere umano, senza branchie e mani palmate, nuoto con l'attrezzatura attento nel non consumare in fretta l'aria e mi domando, ma perché non scappano sti pesci, perché mi guardano strabuzzando gli occhi? Che domande del cavolo....si continua in sinergia con il tuo compagno d'immersione e senza perdere d'occhio la cordata che ti precede, tra un anemone una perchia, uno scorfano abilmente mimetizzato e la pinnata in testa dell'altro sub vorresti fare un foto da incorniciare, ma non ho la macchina, che disdetta, però ve la voglio far immaginare...chiudete gli occhi...nella spaccatura aperta nella roccia un'aragosta fa capolino con le antenne in movimento in compagnia di una piccola stella marina, tutto dietro il vetro della tua maschera mentre centinaia di bollicine scappano verso l'alto alla ricerca della libertà....le richiamo, urlo non andate è qui la libertà!!!

sabato 2 ottobre 2010

La gioia di essere

Mi sento come una grossa spugna imbevuta delle nostre nefandezze, di quelle inconfessabili voglie di gloria e ricchezza che costantemente non abbandonano mai le nostre menti, vorrei esser strizzato con forza e perdere tutto quel succo malsano che mi è stato riproposto dall'inizio della mia vita. Se avessi capito una infinitesima parte di ciò che mi circondava, ora potrei proporre un nuovo me stesso. Eppur son felice di esser quel che sono, ma la quotidianità mi addolora, mi porta verso lidi privi di vita, non è un dolore personale perché forse ho capito ciò che mi circonda e averlo capito mi rende irrequieto, intransigente, poco incline nell'assecondare le superficialità. Siamo parte integrate di un sistema, che fagocita di volta in volta le parti che giudica superflue, dopo averle sfruttate a dovere, e io come te che stai leggendo, non puoi dire di non essere colpevole, lo siamo tutti. Soliti discorsi qualunquisti e generici che non colgono il punto, ma che cavalcano i sentori di malsanità che ci circondano, ma sbatterlo in faccia da un effetto diverso al qualunquismo perché sei chiamato in causa, se non lo fa preoccupati, e non puoi esimerti almeno in questo. La gioia interiore proviene da questa consapevolezza, quella di capire, di continuare a capire, di ricercare non solo fuori che essere felici non è una condizione di stato, ma un sentimento.

mercoledì 15 settembre 2010

La donna in metropolitana

Un giro in città vale la pena di esser vissuto, assaporato, odorato...qui le fragranze si fondono nel rarefatto, passano nel fresco profumato, finiscono in quel olezzo stile stalla del metrò, e proprio del metrò vorrei parlare. Muoversi negli ingorghi cittadini non fa mai bene, e il metrò è diventato un vero e proprio luogo dove il tempo trascorre all'insaputa del viaggiatore. Ogni città ha il suo stile i suoi passeggeri le sue metodologie, ma la cosa che mi è saltata all'occhio frequentando i vagoni negli orari di chiusura degli uffici e negozi o più in generale nelle ore serali è che molte donne, un'altissima percentuale, leggono beatamente un libro o una rivista creando intorno alle loro figure un alone di impenetrabile disinteresse verso tutto ciò che le circonda, una sorta di muraglia protettiva o desiderio di passare del tempo con loro stesse prima di rientrare a fatica agli impegni casalinghi, che in molti casi non ritrovano l'aiuto del compagno, dei figli o del marito o vanno a cozzare contro le insofferenze di genitori invadenti privi di ogni sensibilità. Il metrò con la sua corsa arriva a destinazione portando con se un pò di quelle donne silenziose e sofferenti che attenderanno il giorno seguente per immergersi nuovamente nelle loro storie. 
P.S.
Un pensiero a quelle donne che troppo spesso non vengono apprezzate, che annullano i loro sogni i loro pensieri per portare avanti sciocchi stereotipi a loro imposti.....essere donna non è un peso di cui liberarsi.

giovedì 9 settembre 2010

Le tribù del fregio

Le rappresentazioni del potere nei simboli, identificano nel solo possesso un'appartenenza che colloca il possessore nell'elite. Il fregio crea dipendenza, attira il barlume della ragione, ci fa perdere il controllo. Si cerca l'accettazione da parte degli altri o l'ergersi al disopra, e nella miriade di simboli la scelta comporta l'ingresso in un recinto. Ci sono recinti dorati o fatiscenti, ma il concetto non cambia, l'appartenenza è più importante della libertà di essere, di esistere, di portare avanti le proprie idee, perché altrimenti non si viene identificati. Girovagare al di fuori ti fa apparire come un pesce fuor d'acqua ed iniquo alla vita terrena. Questi percorsi preconfezionati sono sempre più evidenti ed attuati inconsapevolmente da giovani, piccoli e piccolissimi, per entrare il prima possibile nel sistema produttivo e garantirne l'espansione e la crescita insensata.
Ci risiamo.....per chi è frequentatore del Blog avrà capito, non parlo di complotti o giù di lì....però avere un'identità, essere unici, credere in se stessi...non vuol dire esser diversi, e per questo non accettati...e poi se anche fosse, fottetevene in fin dei conti non sanno cosa si perdono...

venerdì 3 settembre 2010

Democrazia

Ci sono attimi....in verità assai lunghi....che penso alla democrazia come una ingegnosa forma di soggiogazione....

sabato 28 agosto 2010

La vita è una puttana.

Vorrei riappropriarmi di una sensazione di esistenza....del tipo aver un senso del vuoto, perdere l'ausilio della tecnologia, privarmi di ogni forma di contatto e comunicazione, non dover possedere o aver voglia di farlo, azzerare la coscienza, uscir fuori da me stesso, iniziare il cammino della scoperta. Incamminarmi senza impegni, con la mente sull'amaca, ascoltando le notizie portate dal vento e le carezze dal sole, dove il caso è il compagno di viaggio che ti sorprende nascosto dietro l'angolo....tramutare una strada sterrata con buche e ciottoli in un immenso ponte mobile che colleghi ogni parte di questo pianeta sempre più moribondo, dove la natura così distante si riappropri di tutto e i suoi sfruttatori tornino ad essere parsimoniosi abitanti in sintonia tra loro....
Poi la mattina dopo mi alzo, e il vuoto non c'è, perchè...perchè...non c'è!!!....Semplice è invaso dal nostro prostituirsi giornaliero alla vita, quella vita che abbiamo trasformato in una....puttana!

giovedì 12 agosto 2010

Gli alveari estivi

Frequentare la spiaggia nella settimana a cavallo di ferragosto è come infilare la testa in un alveare, le possibilità di sopravvivere alle amiche api sono minime.
In questo caso, mi sono sentito parte integrante delle operose api, con la differenza che il concepimento finale non è il gustoso miele, ma relax e sollievo per le nostre povere menti stressate. Questo resta nelle buone intenzioni, invece ti trovi difronte un paesaggio surreale, lì tutti ingessati nei cliché della vacanza a tutti i costi, dove le coppie sotto l'ombrellone scambiano sguardi senza proferir parola o sbattono in faccia al compagno/a i propri rancori, dove genitori sopra le righe utilizzano sonori schiaffoni per sopperire ad ataviche frustrazioni interiori, dove per comunicare a pochi metri di distanza l'utilizzo dell'urlo alla Tarzan sia la norma, dove lo scatto che immortala l'attimo è importante per mostrare non per avere un ricordo, dove la ricerca per le carenze ancestrali la si vuole trovare sotto il bagnasciuga, dove l'happy haur serale è alle porte e si corre per prepararsi a puntino alla ricerca dell'acchiappo vincente...Potrei frequentare altri lidi in altri periodi, potreste pensare, e in definitiva vi darei ragione, però mi limito ad osservare e commentare alla mia maniera, perché in ognuno di noi c'è una parte che concorda sulla riformulazione di questo stile di vita. Vi lascio con un aforisma di Sant'Agostino......"Gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri, e non pensano a sé stessi."

martedì 3 agosto 2010

Un simpatico incontro

Sono affamato, ho voglia di sopperire a questa mancanza, con una abbuffata di emozioni. Dopo aver scecherato il tutto vi farei gustare il cocktail......se fosse così semplice metterei subito a disposizione la ricetta. E' difficile dedicare tempo a se stessi, nel senso di dedicare un po dei miei malsani pensieri a questo blog, perché gli impegni quotidiani incalzano, il lavoro, gli imprevisti, e il tempo non aspetta.
Lo immagino come un signore vestito di bianco, con cappello e camicia azzurra, con l'iride degli occhi come il quadrante di un orologio, rispettoso, gentile, ma sempre indaffarato e preciso, insomma uno che spacca il secondo. Vorrei incontrarlo, fare un simpatica chiacchierata, per avere la possibilità di ridiscutere la metodicità del susseguirsi degli eventi, senza girarci tanto, potrebbe fornirci di un dispositivo per fermare le lacette in qualche particolare frangente. Sarebbe una gran comodità, l'unico inconveniente sarebbe l'utilizzo scriteriato che l'uomo nel suo complesso potrebbe farne, renderebbe questo sogno un gadget di ultima generazione, magari con un simpatico logo, tipo mela per accaparrarsi anche l'ultimo degli scettici.

lunedì 21 giugno 2010

Il socialinternet

Social che?...La rete nata con altri scopi, si è diffusa e sviluppata come oggi la possiamo vedere. All'interno di questo grande contenitore si aprono tante opportunità, lavorative, affettive, di svago, di opinione, confronto, e ciò è un gran bene o almeno lo sarebbe, se gli interpreti fossero effettivamente interessati alle loro attività senza divagare, ricadendo in quelli che sono gli ordinari errori degli altri media, ovvero faziosità e disinteresse per il comune vivere. Precisiamo, non generalizzo, pongo l'accento su taluni comportamenti che esulano da quello che è, un normale interagire con i navigatori, che in alcuna altra misura potrebbero venir a contatto, e il trasformarsi della rete stessa nell'unico punto di contatto con la vita reale, perdendo di riflesso la bellezza e l'armonia che genera il contatto umano. Prendiamo i social network, assomigliano sempre di più alla realtà esterna, i contatti si limitano ad un "mi piace" una "faccina" :-) ;-) :-( o ad interagire per il rimorchio di turno, le discussioni sono futili o rissose, cercando d'imporre i propri pensieri a scapito di un reale punto d'incontro, non c'è la voglia di mettersi a nudo, di estirpare quel vincolo che ci lega alla materialità delle cose, alla politica del profitto e a tutto ciò che si rispecchia nell'interesse personale. Il non trovarsi sullo stesso binario conduttore, di colui o colei, che si trova nelle amicizie genera disappunto o non considerazione perché non in linea. Si decanta tanto la libertà, cerchiamo di applicarla dando a noi ed agli altri la possibilità di farlo, l'indifferenza o la superficialità consegnataci da un essere superiore, lasciamola nel cassetto dei ricordi.

mercoledì 9 giugno 2010

Il bavaglio

In questi giorni ho provato a partorire qualche idea, e sinceramente se fossi una donna avrei avuto un travaglio lungo e doloroso, per poi concepire il pargolo con il cesareo, con il quale i ginecologi, che addirittura li amano, avrebbero continuato a costruire le loro fortune economiche, con il subdolo sistema dei rimborsi. Tornando al pargolo, la mia non è un'idea piuttosto una considerazione. Qual'è lo scopo di una legge? Per me non è altro che un rimedio artificioso per ovviare ad una carenza o ad un errore umano. Esempio scemo....se nessuno ruba che senso avrebbe fare una legge per metter dentro i malfattori? Vabbè starete pensando, i soliti discorsi utopistici...ok vi do ragione, ma non potete neanche dire che non sia vero. Allora perché dovrebbero metterci il bavaglio se al posto di concentrarci sulla mera diffusione di un fatto, provassimo a costruire seriamente noi stessi, le idee condivise non possono essere imbrigliate da una legge. Alle prossime elezioni al posto dell'assenteismo, del voto di scambio o del continuare sulla vecchia storia dell'ideologia, pensassimo di andare in massa a votare chiunque voi vogliate, di quei piccoli insignificanti partitini, che stanno là solo a far numero, per poi veder la faccia sbalordita di coloro che fanno della politica un lavoro, "ben remunerato" e non una vocazione a favore del prossimo...che bavaglio sarebbe?...non avrebbe prezzo, per tutto il resto gli rimarrebbe mastercacc.

sabato 5 giugno 2010

Amico mio...

Sono qui a parlar con te, senza peli sulla lingua, liberi nelle menti. Siamo stati educati, o forse indottrinati, con principi che cominciano a vacillare o addirittura a crollare miseramente. Le domande si susseguono senza sosta, le risposte sono flebili. Amico mio si fa tanto per parlare e stare in compagnia, ma secondo te quello che ci circonda, ha un senso?......
Le religioni professano la loro fede e i loro dogmi, eppur non abbandonano la materialità per sposare in pieno un progetto sull'essenza dell'esistenza terrena o spirituale. La logica del profitto applicata alle quotidianità ci porta a rincorrere noi stessi all'infinito, è come tentare di raggiungere l'orizzonte...che senso ha?
Questo secondo te è un mondo libero?...o l'invisibilità delle gabbie illude?...perché non rispondi?
Scusami, nei tuoi occhi il riflesso di un'anima offuscata mi preoccupa, non ti biasimo e non so dare risposte alle tue domande....siamo subdoli e superficiali, amiamo l'estetica a discapito della concretezza, ogni mezzo è lecito per raggiungere uno scopo, allora cosa c'è di buono nel essere uomini?
Siamo corpi singoli alla ricerca di noi stessi, insieme torniamo all'origine, torniamo ad essere i figli di questa terra.
Ciao amico mio alla prossima.........