Visualizzazione post con etichetta un po di me. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta un po di me. Mostra tutti i post

giovedì 13 marzo 2014

Emozioni & Sensazioni

Rimango adagiato sul divano, il braccio destro si è addormentato, la luce soffusa del tramonto fa a spallate con la tenda, le guance paffutelle mi ostruiscono la visuale dell’insieme, sento che potrei immergere nel bricco dell’acqua in ebollizione  la felicità in eccesso che pervade il mio spirito, e diffondere la bevanda ricavata per le vie dell’infinito mondo. Decido di parlare con me stesso, con quella natura incorporea, inquieta, ribelle, indolente. Parlo sottovoce per non turbare la tua quiete, anima incontaminata, se non da quei geni che ti abbiam trasmesso, sfioro le tue piccole mani che si ritraggono al contatto come gli occhi delle lumache, forse anche i tuoi pensieri si ritraggono al contatto con i mie, un rischio che dovrò affrontare. Quando apri gli occhi vedo incurvato sull'iride dal colore indefinito un altro me, ne traggo ispirazione, ne aspiro la sensazione di benessere. Torni nel nirvana della beatitudine e io continuo il monodialogo, mi sento attore protagonista sul palco della vita, non importa se alla fine della rappresentazione riceverò gli applausi della platea o i sonori fischi, determinante sarà l'impegno profuso per la rappresentazione, insieme a tutti gli altri protagonisti che ci accompagneranno. Sulla strada poche macchine, il mare è in fermento, il cielo sì è rabbuiato definitivamente, per ora conservo la fotografia di questo istante.
.....Un bacio      

giovedì 24 ottobre 2013

Sulla punta delle dita

Aldilà dei vari luoghi comuni, il diventare padre assume contorni inaspettati. I confronti avuti con i vecchi e neo genitori avevano affrescato le pareti del mio cervello con multiple visioni fantascientifiche, insonnia, vite stravolte, vedrai cosa vuol dire, i figli so piezz e cor, l’unica ragione di vita, insomma un pot-pourri dai profumi agrodolci. Nel rispetto delle mie odissee trasformiste ho notato una mutazione profonda nei rapporti con il tempo, che mutevole quanto inaspettato ha cessato quel suo susseguirsi incessante. Sicuramente percezioni e profumi di primo pelo che avranno modo di evolversi o regredire, però quando le nostre visioni sono incastonate e all’improvviso si sciolgono come neve al sole lasciando intravedere i nuovi germogli, ti fermi un attimo, e quel fermarsi sembra reale, tangibile, non una fantasia, non filosofia spicciola. Non vi è in me la percezione di un nuovo stato, ne quantomeno  una consapevolezza di ciò che si è verificato, quindi rimango basito, incredulo di questa mia apparente noncuranza e procedo con il pilota automatico verso una direzione che non conosco. Ora godo di questa fase estatica, ripongo il tempo sul comodino, un po’ come sto facendo per il vissuto quotidiano, consapevole della sua esistenza, ma isolato dal contesto. Forse sarà una delle tante nuove fasi, una pietra filosofale sopita, nascosta e sfuggente, con il tutto che avvolge le nostre vite le sensazioni che ora mi accompagnano mi fanno trascendere. Per esser chiari non ho alcuna intenzione di trasformare il nulla in oro, anche perché non avrebbe alcun valore.

venerdì 30 agosto 2013

L'attesa



L’odore delle prime piogge…sull’asfalto scorrono le gocce riunite all’unisono a plasmare torrenti improvvisati, il risveglio dei sensi sopiti dal calore di quest’estate, quell’eterna voglia di non essere mai me stesso, un me stesso per ogni occasione, come il torrente sull’asfalto, veloce, fluente, inarrestabile, tranquillo, mi fanno sentire perennemente in trasformazione. Immerso nel fluido dell’esistenza, quest’intercalare di vissuto è colmo di mutazioni, e con esso la moltitudine di pensieri si son dispersi e agglomerati in pochi concetti, semplici, elementari, stucchevoli, profondamente personali e poco inclini ad invadenze esterne. Ora gioco con la mia ombra, complice una luce che viaggia al fianco, continuo il percorso, dubbioso, perplesso, euforico, soddisfatto, incredulo e nel mentre di questa passeggiata echeggiano per le vie del borgo, dal ribollir de' tini, va l'aspro odor dei vini, l'anime a rallegrar.
In questa delizia di odori e sapori, tra il fluire e il cadere, ho in me la percezione di quell’immensa sensazione di piacere pronta ad esplodere come la forza incontrastata del vulcano in eruzione. Fingo tranquillità, ti aspettiamo piccina.

sabato 2 febbraio 2013

La pelle dell'Orso



Salvare l’orso sdraiando la pelle nel salotto, così seduto sulla poltrona con i trofei di caccia esposti sulla parete in bella mostra, l’homus contemporaneus® fa mostra di se. Questa visuale da film dei tempi andati, è l’immagine sbiadita e personalizzata, per molti orgogliosa, del potere, di colui che nulla teme, in barba ad ogni regola. Dettami creati per sopperire a nostre mancanze, inettitudini primordiali, evolutive, studiate e riportate nei secoli e Amen.

Mi sollevo, indugio inquieto
Non per mirar
Non per guardar
Senza luce scruto
Le pareti mi contengono
Siamo l’uno e l’altro
Chi dei due esiste?
Nessun passo falso
Insieme ci allontaniamo
Lo chiamano Tale e Quale
Nessuno si distingue
Dove il vero esiste
C’è l’indefinibile

mercoledì 3 ottobre 2012

Riflessi di una esternazione

Nuove opportunità o chance che dir si voglia. Questo è il leitmotiv, che mi continua a spronare. Odo il fruscio  del vento, osservo lo scorrere della barca sulla superficie dell’acqua, fluida nel danzare su ogni increspatura, sbattere con veemenza la chiglia senza nulla pretendere. E’ così che mi vedo nel contesto delle relazioni umane, che nel mondo lavorativo si ingarbugliano nella voragine delle emozioni da placare. Non c’è nulla che si faccia che non abbia un ritorno economico o d’immagine, il primeggiare, lo sminuire il collega per valorizzare il proprio operato che in realtà resterebbe mediocre, farsi largo con botte e spintoni perché non c’è modo di cooperare e addivenire ad una condivisione di percorsi e risultati. Eppur ancor ci credo, essere umano imbastardito, nulla tenente del pensiero, prostituto della pace, eppur ancor ci provo a dare fottute opportunità di riscatto. L’infrangere continuo delle onde, un giorno romperà la chiglia, e nel profondo blu troverò nuova linfa, il silenzio del mare ci restituirà l’ardore e i poveri che non avranno capito il significato dell’esistenza, rimarranno sulla superficie, alla deriva.

venerdì 31 agosto 2012

Sacrilegio o nostalgia?

Non chiedi il permesso, ma è come entrare in un libro di storia, vero, non artefatto, in una tradizione tramandata nell’interezza dello stivale. Questa è la fotografia che ho scattato e fissato nella camera oscura destinata al pensiero. Il tutto scaturito dalla semplice richiesta di una tovaglia un “po’ a modo” per la cena della sera, che ha destabilizzato la routine quotidiana, mentre la suocera ricercava tra i cimeli qualcosa che potesse andare per l’occasione, rivivevo ad occhi aperti scene vissute a casa dei mie genitori, dove c’erano e ci sono ancora posate, biancheria, piatti e bicchieri a far bella mostra per le grandi occasioni. I ricordi si spostano a casa di mia nonna, dove all’apertura di credenze o ripostigli si diffondeva nell’aria l'odore acre delle palline di naftalina, che la leggenda narra dovessero esser deterrenti alle tarme. Ora è tutto cotto e mangiato, fast-food da quattro soldi, non c'è tempo per ripercorrere riti e tradizioni, e nel contempo non ha alcun senso accumulare per non usare, eppur la nostalgia del rito in se mi prende come un cappio alla gola. Allora apro una busta di plastica sigillata come uno scrigno, con su ancora il prezzo in lire, una serie di cartoline esplicative del prodotto, un'attenzione maniacale che a malapena ricordavo, imbandiamo la tavola e torniamo ai fornelli, da lontano ammiro quel capolavoro e penso, che spreco usarlo come tovaglia. La serata è scivolata con piacere, tranne per quella tovaglia apparecchiata, ridipinta con il rosso del vino e il nero del caffè.

giovedì 28 giugno 2012

pAZZA...fOLLIA

Mi sento sballottolato, centrifugato, quasi schakerato, un mojito d’annata, pestato a dovere. In questo lasso di tempo tanto frastagliato come i fiordi norvegesi, ho la cognizione, una bussola d’alta quota per vagabondi del pensiero. Nulla muta nel viaggio, la mia mente si rifugia in quello spazio che galleggia tra follia e pazzia, il mio corpo vive tra realtà e prospettive, il tutto è un’opera d’arte in piena fase espansiva. La mutazione è profonda, tocca gli antipodi della mia vita, ogni cosa sembra rovesciarsi, rimodularsi, ampliarsi, eppur nulla è diverso. Un tourbillon inarrestabile che quasi mi sorprende, che convive in me, anzi lo sdoppia. La rete non mi sembra la stessa, il mito della libertà di espressione, della notizia, dell’obbiettività, del confronto, si sgretola sotto il virus del potere. Il tutto sembra indirizzato, riportato senza un riscontro, le verità si mescolano, le verità si modificano, le verità cessano di esistere. Sono un essere umano, e per coloro che hanno avuto la pazienza di leggermi, non è un vanto esserlo, l’epoca del cambiamento sarà forse in atto, dal punto di vista personale è ampiamente in esecuzione, e là fuori su questa martoriata terra dove le sofferenze superano ampiamente le gioie, apro la mia esistenza, di impertinente follia, o quel che per me è tale, atta ad abbracciare questa vita, non molto apprezzata da molti per le innumerevoli difficoltà con il quale ci si deve confrontare. Cosa dire in più se non di rimbalzo su questo spazio sconosciuto ai più, ai molti, a tutti, di prender atto di questa sana ed incomprensibile pazzia che infonde nelle vene quella felicità tanto auspicata, rincorsa, sognata.     

lunedì 14 maggio 2012

Liste (meme)

Su invito di Ariano Geta, partecipo al giochino che dovrebbe far conoscere quell'individuo che si cela dietro Officina in trasformazione, un me.me. virale che sicuramente avrà la sua risonanza nel mondo del web, e potrò dire: io c'ero! ;-)
Ecco le liste con le mie risposte:

Lista di misteri della vita.
Ogni giorno mi alzo e non so il perchè
Il tempo scorre o è solo un'illusione?
Perchè i coglioni hanno una marcia in più?
Perchè il rispetto è un'utopia?
Perchè quando fai la fila in macchina e cambi corsia l'altra si muove e io rimango fermo?


Lista di cose tamarre ma che mi piacciono nelle donne.
Tacchi a spillo o stivaloni da cavallerizza alle otto di mattina nel supermercato.
Perizoma nero sotto i leggings bianchi.
Il roteare del piercing sulla lingua.

Lista di persone che ucciderei e poi andrei a letto senza l'ombra di un rimorso.
La morte non mi darebbe soddisfazione, opterei per una piacevole e sofferente tortura a lungo termine
Gli assassini per sport.
I pedofili.
Gli stupratori.
...i falsi buoni incravattati che gestiscono la sorte di milioni di persone.

Lista di automobili che ho posseduto.
A112 (con testata ribassata e carburatore maggiorato dal mio paparino) Quanto beveva :-)
Lancia Y
Ford Fiesta

Lista dei nomi più bizzarri delle mie ex ragazze (in ordine alfabetico).
Questa è facile, perchè sono nomi comunissimi quindi sono escluse...però ricordo vagamente una certa "Donha" o giù di lì, anche se per un giorno non si possa considerare ufficialmente.

Lista di oggetti che mi porterei su un'isola deserta
Una canna da pesca.
Una muta con attrezzatura per immersioni.
Una tenda.
Un coltello.
Arco e frecce.
Molti libri.

Lista di cose che non potrei avere su un'isola deserta e che mi mancherebbero di più.
Il letto.
Il frigo.
La carta igienica.

Lista di artisti che sono andato a sentire dal vivo.
Antonello Venditti
Corona
89 posse
Dire Straits

Lista di cose che so cucinare.
Cito i pezzi migliori.
Risotto alla crema di scampi.
Tortino al farro, piselli e provola.
Involtini di pollo speck e mozzarella
Salciccia e friarielli
Pizza compreso impasto.

Lista delle cose che ho cambiato nell'ultimo anno.
Qui sono cazzi, sono in piena fase di cambiamento, ve lo racconterò con calma.

Lista di oggetti smarriti.
La testa.
500 euri (nun me ce fate pensa!!)
Il biglietto vincente del superenalotto...sto a scherzà :-P

Posti in cui mi sono addormentato che non erano un letto.
Sulla spiaggia, mamma mia che dolori la mattina.
Con la faccia sulla tazza del cesso (non ridete)
In macchina/treno/aereo/traghetto/ e i restanti in movimento
In tenda.
Su una poltrona di un locale con il padrone che alle 5 del mattino mi invitava di togliermi dai coglioni.

Lista di quello che c'è in questo momento nel mio cassetto.
Non ho un cassetto adibito a mettere le mie cose, le lascio dove capita.

Lista dei fumetti che leggevo da bambino.
Topolino.

Lista dei vestiti che indosso in questo momento.
Tuta adidas blu da casa. (immortale ha più di 20 anni)
Infradito giamaicane.
Slip Baci & Abbracci.

Lista dei lavori bizzarri che ho fatto prima di fare (parte omessa per questioni di sicurezza nazionale) ;-)
Il bizzarro lo salto
Aiuto meccanico. Barista. Gelataio.  Geometra (da strapazzo). Aiuto imbianchino. Amministratore Delegato Telecom.

Lista di persone famose con cui farei sesso anche solo una volta.
Qui chiedo una dispensa papale ufficiale che mi scaggioni da questi pensieri impuri.
Adriana Lima
Monica Bellucci
Charlize Theron
Jessica Alba
Eva Mendes

Lista di nomi che darei ad una mia ipotetica figlia/o.
Non saprei, mi cogli impreparato uno vale l'altro in comune accordo con la mia dolce metà.

Per partecipare basta scaricare le liste dal post di partenza ideato da Luca. Nomino come continuatori: Tutti coloro che volessero aderire. Buona vita ^_^

giovedì 26 aprile 2012

Officina...bohemien

Sono un ipocrita, uno sbruffone, un pieno di se, un menzognero, che vende, soprattutto a se stesso, aria fritta. Il perché di queste considerazioni è un atto dovuto, una sorta di “avviso di garanzia”, con motivazione:

  “Le sue idee (mie idee) e/o pensieri devono esser imbrigliati in un calderone identificativo, che in molti non possono far a meno di creare, e per questa sua natura (mia natura), sfuggente, e quanto in primo comma enunciato, le comunichiamo (mi comunicano), la persecuzione per vie intellettuali, e la gogna pubblica”. In alcuni Blog ed in alcuni commenti non vi è alcuna possibilità di dialogo, solo imposizione, non vi è il barlume del dubbio, solo la visuale individuale, il tutto condito dall’intercessione divina della citazione, che avvalora il pensiero. Nel contesto, spesso scarno o poco esplicativo (il mio o di chicchessia), si estrapolano alcuni concetti o frasi, e da lì si desumono le prove dell’inefficacia ed inconsistenza della tesi (da me o altri fornita). La ciliegina o meglio aggravante di una situazione già precaria, nella fantasmagorica via lattea delle menti, è il tacciare lo scrivente, pensierante (io o chicchessia ) di “ignoranza” , “analfabetismo”, stupidità latente, saltimbanco, mancante a priori (forse perché dotati di poteri veggenti) di esperienza sul campo e nella vita.
Anche se (per ipotesi) scrivessi la verità assoluta (non unica), per antitesi (per ipotesi) si enuncia un’ulteriore verità assoluta (non unica) sulla medesima tesi, ma non possedendo l’ultima parola non ho la verità e non mi arrogo di possederla, ergo (forse) esiste…un ragionevole dubbio. Cazzo ma un minimo di umiltà no? Si sbaglia, si espone, ma non si costruiscono castelli su "persone" che non si conoscono, soltato per ciò che si espone in quattro righe di Blog. Sarà incredibile (per sommo dispiacere di taluni/e), per paradosso (con riferimento al Blog) sono estramente contento e felice di ciò che ho e ciò che sono, è il contesto in cui mi colloco (e che non posso modificare) che trovo deficitario, quindi non trovo constatazioni su personali, eventuali, stati di malessere psichici. Comunque vada...sarà una successo...rilassatevi e buonavita a tutti. ^_^

Fonte Foto: la mia

martedì 3 aprile 2012

Conchiglie sulla riva

La scorsa settimana ci siamo fatti una bella passeggiata in riva al mare, temperatura mite, le scarpe calpestavano con rispetto l’arenile, per non farsi notare, qualche turista straniero osava in costume. Lo sciabordio del mare, il sole quanto basta alto, il vento sottofondo musicale, un bel respiro e il sorriso delle persone amate a chiusura di un dipinto da consegnare alle memorie. Nel mentre la raccolta di conchiglie, modellate da un artista dalle varie sfumature, il pensiero si è arrotondato come i loro angoli. Non alloggeranno mai molluschi o simili, mai nutriranno lo stupore dei bambini sulla riva, mai entreranno nelle case a far bella mostra, ma saranno fermi immobili tra le mie mani con il loro luccichio artificiale a destare interesse come un mondo in frantumi, li miro, li ripongo nella tasca della giacca, mi giro verso l’orizzonte un po’ mi commuovo, mi sento vuoto, senza una reale giustificazione, applico quel raggio della ragione che ancor illumina una parte di me, sono anch’io un uomo, non me ne pento, ma non è colpa mia che son tale.     

mercoledì 8 febbraio 2012

Io nuoccio gravemente alla salute...nel bene e nel male

Potevo non immedesimarmi in questo post? Ho pensato, sai che novità, questa volta però ho esagerato. Perché fantasticare, quando potrei semplicemente raccontarmi, seduto sullo sgabello traballante mentre lo specchio riflette immagini ingannevoli? Sono il male e il bene per coloro che hanno la sola facoltà di vedere, sono il bene per coloro che vigilano da lontano, sono il male per chi deve nascondersi. L'osservatore non giudica, l'osservatore plasma, decide, indirizza, io sono io senza giustificazioni. E' bello far l'osservatore, distaccato, vendicativo, impudente, spocchioso, poi quando lo affronti o gli sei affianco la sua forza svanisce. Sono il bene e il male, e come faceva notare "teti", è ammissibile far una distinzione? La luce, il buio, si alternano, si sfiorano a volte si sovrappongono, abbiamo bisogno dell'alternaza però vogliamo accender la candela al buio e chiuder le tende di giorno. C'è una differenza profonda in ciò che sono e ciò che scrivo, è che a scrivere è la mia parte nello specchio.
Ade attende che il tutto sia suo, ma il tutto non distingue perchè lui ne è solo una parte, Zeus vigila in disparte, mentre l'uomo gioca a rincorrersi. Come immaginavo questa volta ho esagerato è per questo che nuoccio gravemente alla salute....;-)
Fonte immagine

giovedì 26 gennaio 2012

Anestetico naturale

Continuo nella interpretazioni degli eventi, pur sapendo che più gli interrogativi aumentano, più le risposte si sovrappongono e contraddicono, formando una sequela di errori del quale estrapolarne il senso non ha letteralmente senso. Questo sarà dovuto ai libri o saggi di fisica che sto leggendo (ed è incredibile visto il mio approccio da corriere dello sport degli anni passati) oppure è insito nella mia “natura”, ma in alcuni frangenti vado in trans (non a trans) come se gli input ingurgitati si sfaldino nel mare delle emozioni, della mente e dello spirito. Testualmente “fatico”. La sensazione per assurdo mi calma, mi seda, un anestetico naturale si diffonde, mi sembrano lampanti e palesemente spiegabili alcuni eventi, ma solo a me stesso, perché esternarli non otterrebbe gli stessi risultati. La velocità con cui si sta muovendo la nostra società non è sopportabile da questo essere biologico, che non ha le capacità (genetiche) per poter tener testa alla serie di incombenze che lo vessano giornalmente. L’economia, i sentimenti, gli interessi, gli svaghi, la salute e quant’altro vi venga in mente, ci mandano in tilt, non siamo programmati come entità cibernetiche (anche se le manipolazioni sono dietro l’angolo) siamo esseri umani che si evolvono (o così dovrebbe essere) oppure è inevitabile quel processo darwiniano dove la specie che non muta o adatta all’ambiente si estingue, la cosa incredibile è che l’ambiente l’abbiamo modificato noi……subiremo la stessa sorte o un “errore” ci salverà nuovamente?

martedì 10 gennaio 2012

Ricerca frequenze di trasmissione...

Sono tornato in contatto con il modo dell'informazione e della rete dopo un paio di settimane. Nel trascorrere di questo lasso di tempo ho riassaporato le vecchie abitudini di ricezione mediatiche, con la serie di telegiornali sciorinati in sequenza martellante, quasi compulsiva, Rai2, Rai1, La7, Rai3 regionale e nazionale, Tg5....sconsiglio vivamente questa pratica perché provoca crisi d'identità e malesseri diffusi nelle zone cerebro funzionanti, ritrovandomi in discussioni fuori dalle mie attuali concezioni di vita. Come dice il mio amico max, è come fare un discorso trasmettendo su diverse onde di frequenza, il risultato è tangibile nella più totale incomprensione, mi fermo qui e cerco di traslare la stessa considerazione sul Blog e provo a ragionare. Anche se il ragionamento fa parte del razionale, ed ultimamente l'istinto mi sembra più in forma, IO ovvero il Blog come giunge, cosa provate, cosa leggete, cosa pensate di me, chi sono, su quante frequenze trasmetto? La mia ostinata parte razional-mentale predilige il processo evolutivo, la parte animalesca predilige l'istinto, mi sento parte del tutto e nel contempo ne sfuggo. Comunque per convenzione ad ogni inizio di anno si parte con una serie di progetti e propositi, nei passati due anni ho saltato queste formalità, ritenendole fuorviati, ora concentro l'attenzione sull'effetto del battito delle ali della farfalla.
Buon 2012...che la catastrofe sia con voi. ^_^

martedì 27 dicembre 2011

L'epicondilo incazzato

L'epicondilite o gomito del tennista è una cazzo d'infiammazione che periodicamente mi investe e limita le mie attività non solo sportive. Ho sempre provato ad appurare quale fosse la causa, e oggi non posso che constatare...
"L'epicondilite, come tutte le infiammazioni, è legata a un sentimento di collera. Il gomito infiammato vuole che ci fermiamo a riflettere su quanto spazio ci concediamo veramente (e quindi ci ferma ) e quanto agiamo liberamente. La collera è nei confronti di ciò che ci rende dipendenti e ci limita. Naturalmente questa è la spiegazione dell'origine metafisica del disturbo che, lungi dal volersi sostituire alla medicina e ai farmaci, offre uno spunto in più per approfondire la propria interiorità e individuare quei pensieri e quelle convinzioni che si ripercuotono negativamente sul corpo. Nello specifico sul gomito. Numerose sono le discipline che possono aiutare in questo meraviglioso viaggio interiore. Ti consiglio di curarti seguendo i consigli del medico di cui ti fidi e contemporaneamente ricercare la causa nella tua mente così da coadiuvare la terapia con il potere di auto guarigione del tuo corpo."
Questo è il risultato di una ricerca in rete...mmmmm...in effetti starei inguaiato, ma non ci posso far nulla, non riesco a dosare i miei lati, Yin e yang sono in confusione, devo capire se io, la mente, il corpo e lo spirito andiamo d'accordo o ognuno se ne va per i fatti propri. Forse devo seguire i consigli delle persone che mi circondano ed iniziare un percorso meditativo....mmmmm....Mi sento come l'ultimo dei mohicani...ora mi faccio una corsetta così mi distendo, tutte le altre attività dall'addome in su sono momentaneamente sospese. ^_^

domenica 18 dicembre 2011

110...di questi post

Questa è una delle poche volte che esprimo in post, parti della mia vita vissuta nel gorgogliare delle emozioni. Sono tornato a casa e ripongo nel cassetto delle esperienze da custodire e tramandare gelosamente, comincio a sentire il fiato sul collo degli "anta", non sono più il "giaguaro" de na vorta, però l'esperienza compensa. Complimenti sorellina.


Questo aforisma è la mia lode....


L’altrui lode deve seguirci spontaneamente; noi dobbiamo occuparci soltanto della cura della nostra anima.
Epicuro

Questo lo rendiamo immortale consegnandolo alla correlatrice...

Un giudizio negativo dà più soddisfazione di una lode, ammesso che sappia di invidia.
Jean Baudrillard


^_^

martedì 29 novembre 2011

Elemosinando...


Uno spiffero gelido mi avvolge come un anaconda, provo a districarmi, sono in trappola, l’interruttore  è a due passi, la luce soffusa non mi impedisce di procedere, ma al momento dell’accensione non trovo risposta. 
Il tempo passa e l'oscurità continua a muoversi,  ho una candela  nella scatola degli oggetti dimenticati, l’accendo. La fiamma si muove con le ombre a contorno, ad applaudire. Taciturno e pensieroso mi avvolgo nella coperta e attendo il sopraggiungere del tepore. Non c’è internet, non c’è telefono, il frigorifero senza corrente è una grotta nauseabonda, non c’è anima viva disposta ad uscire in strada e trovare una soluzione, sono tutti fermi in attesa dei soccorsi. Non ricordo, gli ultimi giorni li ho cancellati , cosa succede,  dove è finito il mondo? Cosa devo fare domani? Ho un lavoro, ma che senso ha portarlo avanti, che senso ha raggiungere i risultati, la gente vaga senza una meta, non parla nessuno, sono tutti isolati nei loro gusci a protezione dei loro possedimenti. Arrivo fin sopra la montagna, da li scorgo il mare, la miriade di case che hanno soppiantato la vegetazione, anni addietro ridente, cumuli di immondizia ai bordi delle strade, l’orizzonte è offuscato da una coltre grigia che impedisce allo sguardo di andare oltre, torno indietro, casa dista qualche chilometro, devo andare a pescare altrimenti non saprei cosa mangiare…
Quando mi sveglio riprendo fiato, è stato uno scenario apocalittico a dipingersi in questo incubo, la descrizione che non ho potuto rappresentare è l’impotenza della comunicazione, nelle persone che non avevano il coraggio di alzare lo sguardo, che analizzavano cellulari esanimi, che vagavano persi nell’impotenza di non poter più controllare la vita…persi in loro stessi, a mirarsi allo specchio, indumenti pregiati, hanno smarrito la benché minima voglia di capire.
 Attonito continuo a parlare,  ascolto le risposte, e pacato ne assecondo le voglie, mi dispiace che non vi sia possibilità di confronto, ma solo la spasmodica voglia impositiva di esser vincitori, mentre il mondo si perde in chiacchiere...torno ad ascoltare il suono dimenticato nello spazio tempo. 

giovedì 24 novembre 2011

Io Canto

Canto nell'oscurita dei sottopassi
gestualità inconsuete mi accompagnano
sento sinfonie sferragliare

Canto nei fondali marini
gorgogliare di speranze
sento sinfonie naufragare

Canto nel deserto del sole
per la frescura dell'oasi
sento sinfonie di miraggi

Canto....ma non so cantare
urlo nella campana di vetro
mi guardo negli occhi
non osate ho paura

Canto per esprimermi...non sono un'artista
adagio il cappello...aspetto l'offerta
sono un pagliaccio per strapparti un sorriso


venerdì 4 novembre 2011

Perchè non basta esser indignati...


Ragazzi e ragazze, signori e signore, carissimi voi tutti…
Qui non si sciolina buona letteratura, ma una gran dose di arrabbiatura, perché questa è una protesi estesa, una protuberanza dell’Io. Ritorno ai vecchi concetti, di coloro che affermano il principio di “beato a te che non capisci un cazzo” apprezzandone sempre più il cardine con il quale non si ha minimamente il sentore di ciò che accade realmente. Una vita real-virtuale, che si è appropriata di una gran fetta di umanità. Se si pensa che ciò, sia prerogativa Italiana vi sbagliate di grosso, coloro che gestiscono lo sport in India stanno negando le più elementari strutture alle masse, proprio quando sono immersi fino al collo nella corruzione e nell’incompetenza, eppur il resto del mondo ne decanta i meriti per un’economia tra le più fiorenti, si potrebbe fare un elenco interminabile di esempi, dalla Francia al Giappone, dalle Americhe all’Africa passando per la Cina e andando nella Russia.
Ognuno ha le proprie metodologie di ricerca per farsi un'idea,  questo mio cercare, affiancato alle incompetenze del mio settore lavorativo hanno riproposto lo spirito bellicoso nel precedente post, che vorrei veder realizzato...in definitiva non dimentichiamoci che la vita si è materializzata dopo un’esplosione. Forse a molti può apparire uno sfogo estemporaneo, un’ira fine a se stessa, un atto della non ragione. Potrei esser d’accordo con voi, però tornando a bomba, preferirei far parte di quel “beato a te che non capisci un cazzo” perché in fondo il risveglio della coscienza, la condivisione, il dialogo, e ogni tipo di rapporto umano e lavorativo è ormai imperniato, intriso, inquinato dalla denigrazione, il non rispetto, la strafottenza, la scalata sociale a discapito di tutto e tutti…ma io, me medesimo in qualità di Officina in Trasformazione domando a voi, cosa fate per contrastare questa melma? Cosa vorreste fare? Non mi basta solo esser felice, io voglio di più, voglio che lo siano il maggior numero di persone…scusate, ma forse non basta isolarsi e raggiungere uno stato interiore superiore, non basta staccare la spina e disinteressarsi del resto, siamo sette miliardi, un po’ troppi per esser sopportati da questo pianeta, e figuriamoci se posso farlo io nel mio piccolo.

mercoledì 2 novembre 2011

Ho voglia di esplodere

Ho solo voglia di liberare il me stesso sopito, latente, ignaro
Ho voglia di lasciarlo libero
Ho voglia di unirmi a lui
Ho voglia di non esser più uomo

sabato 29 ottobre 2011

Come nella danza della pioggia


Le due ruote in questi giorni sono di moda, al centro dell’attenzione, e quindi ieri approfittando del calore del sole, ho inebriato le narici del profumo del vento, per un lasso temporale necessario ad assorbire le estenuanti quanto inutili attività lavorative, troppo spesso concentrate sul nulla. Sono un romantico dell’utilità delle operazioni, non riesco a valutare positivamente la ripetitività che non porta già dall’origine, palesemente, a nessun risultato. Non faccio la spalla all’esercito di esseri volti a trascinare le azioni perché istruiti a farlo, ed è per questa latente anticonvenzionalità che mi trovo spesso a discutere con argomentazioni così estranee al prestabilito. La dicitura affibbiata, è quella del polemico ad oltranza, e forse ne sono un tantino condizionato, tanto da auto censurarmi, ma qui non c’è un contraddittorio vis à vis e quindi posso concedermi la licenza.
Mi sono immerso in me stesso, languido, puro, essenza…ho urtato lo sguardo, il mio spirito indagatore, da bambino pulito…felice di quel me stesso, contento del contorno.
Agito la parola, articolo il linguaggio per comunicare, gesticolo tra la folla, cerco di attirare l’attenzione, sembrano tutti automi volti a far trascorrere il tempo e non al viverlo. Presi tra mille problemi quotidiani, scorriamo senza accorgercene verso la fine, facendo passare quell’intervallo per alcuni dono, per taluni sofferenza. Vorrei tornare ad usare il normografo per dipingere ogni lettera, per dare importanza ad ogni particolare, riscoprire l’antico, quello nascosto, quello celato con abilità, in un “mondo determinato dove nulla è determinabile” per la complessità dei suoi elementi…mi siedo, e alla fine di una giornata pennellata, la notte è protagonista, e da comprimario alzo lo sguardo al cielo stellato, ruoto su me stesso più volte…le vertigini mi avvolgono, naufragando i pensieri in una grossa risata.