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sabato 29 maggio 2010

La mia manovra economica

Capisco che ci sono fior fior di esperti e studiosi che hanno passato una vita per espletare le loro professioni, la cosa mi ingrippa il cervello quando tali menti partoriscono delle soluzioni che non sono soluzioni. Gli stessi ad unisono esaltano le loro gesta epiche, e si eleggono salvatori della storia. La crisi nel vecchio continente non è di passaggio, non fa capolino per poi ritirarsi con discrezione, qualsiasi sia l'epilogo le ferite lasceranno le loro cicatrici, eppure da profano mi sorge qualche dubbio.
Perché nessun governo ha pensato a ridurre le spese militari? Senza andare a contabilizzarle non mi sembrano di poco conto se poi lo volete fare leggete l'articolo correlato.
Perché in una Europa dove sono state abbattute le frontiere, vige la libera circolazione di persone e merci ci sono ancora apparati diplomatici nei singoli stati? Nelle ambasciate e consolati per gli operatori la retribuzione varia dai 27.500 dollari ai 47.000 dollari al mese (più le varie indennità) e li la cifra si amplia a dismisura.
Per quale motivo la Chiesa, per tutto ciò che non è benessere comune, non deve pagare come un qualsiasi altro ente privato?
Perché non si procede alla dismissione delle provincie solo dal punto di vista politico? Dai dati dell'Unione delle Province Italiane il 73% dei bilanci si distribuisce in spese correnti e soltanto il 27% in investimenti. Quindi, 3/4 dei soldi servono al mantenimento delle stesse province e solo 1/4 vengono utilizzati per il cittadino. Il costo complessivo delle province supera i 10 miliardi di euro. In base ai dati pubblici disponibili relativi ai bilanci, la somma delle sole spese correnti; considerando le spese in conto capitale le spese superano i 20 miliardi di euro all’anno.
Per quale motivo le rendite da capitale hanno tassazioni così vantaggiose?
mmmmm.....continuiamo?....no basta altrimenti divento noioso. Buona manovra a tutti.

mercoledì 12 maggio 2010

Voli pindarici....ci provo.

Oggi come ieri come domani...di tutto di più. Una frase sconfusionata come la mia mentre tenta di decifrare gli artifizi che l'economia mondiale adotta da un di tempo a questa parte.
La cavezza già barcolla sotto il peso del PIL, quell'acronimo che ha preso sembianze umane mentre si aggira indifferente, facendosi beffa dei suoi creatori, eppure quell'antica legge economica della domanda e dell'offerta, reminescenza storica di studi approssimativi, mi da l'idea del pagliaccio che scende in campo per distrarre il toro inferocito.
L'informazione, rettifico, la disinformazione, avvezza alle pratiche d'ipnosi di massa distoglie l'attenzione sulle problematiche reali, continuando la campagna basata su numeri senza senso. Le basi quelle reali dove sono? Se non ridiamo un coscienza all'economia sarà inevitabilmente essa la nostra padrona, saranno gli oggetti che ci circondano a dettare i tempi, non avremo più voce in capitolo se non ci risvegliamo dal torpore. Siamo avidi, egoisti, assetati di sangue nascondendo dietro motivi religiosi o bellici le inconcludenti politiche mondiali....tra un po passeranno in TV asini volanti e tutti incantati ammireremo le acrobazie.
Il pianeta è congestionato, la politica al sevizio delle multinazionali e delle banche ha fatto il suo corso, fino a quando assisteremo passivi a tutto ciò?
Incominciamo a capire, riflettere e non applaudiamo il demagogo di turno, risvegliamo le coscienze sopite, per uno scopo comune.....torniamo a vivere le nostre vite.

martedì 4 maggio 2010

Una giornata uggiosa

Oggi il tempo non permette divagazioni, è cupo come il mio umore, non dovrei esserlo perché non vi è alcun motivo, eppure sono giorni che tra le notizie dal mondo non vedo che negatività, l'Europa è in fermento la sua stabilità vacilla. La caduta dell'aereo delle autorità polacche è dimenticato con il suo quantomeno curioso epilogo, la Grecia si deve sacrificare se vuole sopravvivere, o meglio la popolazione si dovrà sacrificare, chi il prossimo?...Nella TV l'apoteosi dell'ipocrisia con i temi più disparati in merito al delicato momento, esempio..." come investire i propri soldi in un mercato economicamente abbordabile"....oppure...."andate in vacanza in un paese dove i prezzi calano"....ma che cazzo (scusate il termine)...si continua a tralasciare il punto focale, ovvero l'UOMO. Non può essere tutto un sistema, un scambio economico, ci sono delle vite da salvaguardare dei sogni delle idee, non voglio essere ripetitivo, in merito mi ero già espresso, però quell'euro che personalmente avevo acquisito come elemento indispensabile per un crescita dell'Europa, ora lo vedo come una catena che condiziona oltremodo le singole nazioni, che perdono identità e sono costrette ad uniformarsi o soccombere. Il tutto e sempre meno casuale, studiato metodicamente, chi potrebbe mettere in dubbio che avere una nazione in difficoltà possa essere per le restanti sorelle europee una comoda opzione di sviluppo per avere manodopera a basso costo e prodotti finanziari remunerativi che strozzano ulteriormente un ipotetico rilancio?
Continuiamo a girarci dall'altra parte, l'aperitivo ci attende.

martedì 27 aprile 2010

Porca economia!

La Grecia è sull'orlo del default, o meglio è stata accompagnata sull'orlo, ora le stesse società di reting che decantavano affidabilità, fino al giorno prima, delle banche americane poi fallite, ora danno dello "junk" "spazzatura" alla Grecia. Il Portogallo aspetta alla finestra le peripezie per accodarsi al carrozzone, tirato alla bene in meglio dai vari cocchieri, l'Islanda gioca a carta vince carta perde e nel bel mezzo delle tensioni sociali che imperversano per l'Europa il tutto viene oscurato dalle semifinali di champions league, mentre le borse continuano l'altalena degli indici....ma le persone in tutto questo cosa si devono aspettare? ......devono sacrificarsi, rinunciare, non programmare le loro vite, ritornare indietro agli anni del dopo guerra dove, a detta dei nonni bastava una ruota e un bastone per far correre uno stuolo di bambini festanti. Forse sono un sentimentale quando penso al passato, o forse non c'erano i mezzi che mi fornivano nozioni per guardare il mondo da più punti di vista in una panoramica cosi variegata e non casuale di eventi come questi. L'economia è porca e si prostituisce a chicchessia senza remore, la moralità è per i vecchi impotenti che fermi ai bordi dell'esistenza gustano le fasi, si eccitano, e poi tornano a dormire, comunque senza mai provare le gioia del piacere.