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giovedì 1 marzo 2012

Lettera aperta


Sono sicuro di non saper scrivere, come sono sicuro di non esser “informato”, però nell'ambito del post, e nello specifico riferimento dell’atto estrapolato dal contesto Tav, non riesco ad afferrare il senso dell’appellativo “stronzetto”, riferito a me e non alla eventuale stronzata del mio pensiero.

Non ci tengo ad esternare chi sono o cosa faccio, qui nel Blog ci sono solo idee e pensieri a volte strampalati, che sono una parte di me, quindi limitarsi a questo ambito senza andare ad ipotizzare le mie vite mi sembra più consono.

Sai in questo blog l’unica cosa a cui tengo è la libertà di espressione, comprese le offese a me, le trovo pittoresche e sinceramente sono stimolanti. L’ho detto tante volte, quando scrivo, il mio "ermetismo" sconfina nella non comprensione, e soprattutto non si può notare o comprendere il tono ironico. Ora spiegami nella mia ignoranza il senso di questa frase.

“Ecco credo che uno stronzetto come te pieno di se con una bella realtà confortevole intorno, non debba permettersi di giudicare un uomo che vistosi minacciato dalle armi (perché quelle avevano al fianco le forze di polizia)dica la sua, anche in modo pacato, all'avversario che si trova di fronte.”

Se non l’hai notato nei post, provoco, estremizzo, faccio un taglio e cuci che calza alle mie modalità, non devo compiacere nessuno, promuovere nulla, al massimo annaffio il mio ego con i commenti e soprattutto non giudico.

Ora esco dal contesto personale e spiegami cosa hai capito del post, o meglio cosa sono riuscito a trasmettere con le mie modeste capacità comunicative ed intellettuali, comprendere miei eventuali errori o modalità non conformi al comun vivere mi farebbe piacere.

Senza rancore, cordiali saluti.

lunedì 20 giugno 2011

Esplosioni dimenticate


BUUUMMMMM!!!!!...BAANGHHHH!!!!....Questo è il suono cupo dell’esplosione, immaginatelo come il rumore dei fuochi artificiali alle feste patronali o al capodanno. La deflagrazione assume rilevanza a seconda del luogo predestinato, non suscita sgomento se non echeggia nel silenzio delle nostre vite, nell’indifferenza ci viviamo, nel silenzio piangiamo noi stessi. Queste valutazioni, alla lettura di quest’articolo, ma nel mentre sto leggendo Tre Tazze di Tè (Greg Mortenson / David Oliver Relin) forse un libro un po’ propagandistico, che non vi sto a recensire però vi estrapolo alcune parti (non cercate punti di congiunzione, so che non sono sempre chiaro, sono come il sale sulle ciambelle da l'idea ma non provate ad assaggiare)
"....Cercavo di parlare delle radici del conflitto, della mancanza d'istruzione in Pakistan, dell'ascesa delle madrasse wahhabi e di tutto ciò potesse dare origine al terrorismo"....

"....Il mullah Omar, il supremo leader talebano....aveva solo un'istruzione da madrassa"...

"...forse dovremmo consegnare Bin Laden per salvare l'Afghanistan...disse il mullah Zaaef..."

"...il  mullah Omar ritiene che ci sia ancora tempo di dialogare ed evitare la guerra.."

"...fino a che i missili americani non iniziarono a cancellare le sue residenze private."

"Non avendo stabilito alcun canale formale con Whaschington, il leader talebano,... quell'ottobre avrebbe cercato per due volte...la Casa Bianca...offrendo di sedersi per una jirga con George Bush"

Allora faccio il mio solito respiro e cerco di non farmi condizionare e di comprendere, ma non sono in grado, sono mentalmente pigro lo sono sempre stato, ragiono come nella litografia del 1953 di M.C. Escher "Relatività" e penso a tutti i miliardi di dollari spesi (investiti) per la guerra quando basterebbe dare libertà ai popoli di poter apprendere, valutare, risolvere…mentre mi affaccio sul viale di casa, con qualche lucciola da contorno, guardo in cielo e penso ai Talebani che bruciavano tutti il libri che non fossero stati il Corano, ai missili che ancora piovono sulle regioni del mondo…cerco una spiegazione non la trovo e mi sento ancora l’eco ideologico delle parti schierate, ad Einstein che avrebbe fatto l’idraulico se avesse saputo delle conseguenze alle sue scoperte… sono confuso...però mi girano i coglioni, su questo non ci sono dubbi.

sabato 19 marzo 2011

Al cospetto del Dio Marte

I Caccia militari sorvolano la mia mente, il muro del suono è stato abbattuto, il fragore scuote le membra, mentre cammino per la strada incuranti degli eventi, giovani coppie si godono il pomeriggio di sole, i bambini si rincorrono sullo scivolo, continuo titubante la camminata. Il mare, le nuvole, con l'orizzonte a far da paciere, sono fermo sulla ringhiera e osservo il mare infrangersi sugli scogli, lo imprigiono in uno scatto, rubo quest'attimo per consegnarlo alla mia storia, rubo quest'attimo perché questa è la mia ricchezza. La "natura" distrugge o forse l'uomo esagera con la sua frenetica voglia di conquistare, colonizza ogni angolo sfrutta ogni anfratto, l'atomo non ha voglia di esser imprigionato, le borse di Louis Vuitton questa sera devono prender aria, i gioielli devon scintillare di una Luna che appare maestosa, il rito deve continuare. La notte è carica di morte, di vite spezzate per mandare avanti un sistema prossimo al collasso. In questa virtualità il mio grido nel silenzio, siamo in guerra, e questa non è virtuale. Scorre sangue per logiche di potere, per baciamani desueti, per un giornalismo che non racconta, non informa, siamo in guerra.....ditelo sottovoce..................ora silenzio.