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mercoledì 26 ottobre 2011

I sogni terminano solo nelle nostre fantasie

Sono stato assente qualche giorno, e gli accadimenti sono stati molteplici, in molti di voi avranno parlato di politica, economia, Gheddafi, terremoti, insomma quel che è successo in giro.
Io vorrei parlarvi di una passione, di una passione sempre presente in me, guardata di sottecchi  quando i diktat famigliari erano irremovibili, perché dietro quel desiderio si nascondeva l'imprevidibilità della vita, quell'angosciante sensazione che prendeva sotto braccio mia madre e le impediva di avere il ben minimo contatto. Gli anni passarono, i vari ritardi accumulati nelle esperienze di vita hanno fatto si che le scoperte e le sensazioni forti le abbia distribuite in questa parte di esistenza.
Sono salito in sella alla moto, sono salito in sella ad un vecchio sogno, di bambino alla ricerca della libertà. In gergo non ho il "manico" del pilota, mi piace la progressione del motore, il suono docile che ti avvolge lungo il cammino, il vento che ti accarezza o ti sferza a secondo della velocità, lo strappo sul manubrio con il gas aperto, il mezzo in piega incollato all'asfalto, il calore che sale dal basso mentre sei in attesa di ricominciare la corsa verso il nulla....perché non c'è luogo da raggiungere, non c'è nessuno che attende, c'è solo la voglia di guidare e lasciarsi trasportare...sensazione inebriante che vibra come sinfonia dentro di te, non fugge, non chiede nulla, la coltivi....è, passione. Una passione coltivata da giovane, sfociata nella realtà, ed è per questo che ti ricordo un po' commosso, e anche se non ti conosco mi unisco a qull'immenso abbraccio virtuale che avvolge tutti i sogni realizzati...


Estratto dell'intervista di Alex Zanardi:
"Sono cose inaccettabili, dai la colpa al destino, ma accadono anche nella vita di tutti i giorni. Se Marco era lì a correre era perché lo aveva scelto, aveva realizzato il suo sogno. Poi ci sono operai che cadono dalle impalcature e muoiono sull'asfalto: rischiano la vita a 50 metri d'altezza senza averlo scelto".

martedì 30 agosto 2011

Esser protagonisti come...Marionette!!!

Riverbero di idiozia in questa grande nostalgia, appoggiati sui gomiti a rimirar il vuoto. E' facile rimaner attaccati alla zizza della madre, a gustar il miele nel dolce far nulla.
Si alzano la mattina tra profumati guanciali, studiar per l'eccelso signore,  e sperar di esser accettati.
Far soldi, produrre, vestire d'incanto, incarnare il prototipo dell'esser accettato dove l'abito e l'eleganza sono più importanti della sostanza. Sono supino ai vostri pensieri, ammiro il vostro perseverare, ma io oggi vorrei tornare a lavorare. Un lavoro che non sia schiavitù,  che non sia obbligo di risultato, che rispetti me stesso e il mondo. Rincorrere, accorrere, discorrere, leggere giornali colanti marciume, notizie stravolte, inventate per appagare il lettore avido, pronto ad incamerare e a diffondere senza pensare. L'economia è in stallo!!! Urgono sacrifici!!!! Il banditore strilla tra i vicoli.
Si guarda incuriositi, un po' trasaliti, una signora suadente, dalle vesti morbide, ammicca senza pudore, si presenta a bassa voce...sono la Crisi!!!
Torno in me stesso, la guardo negli occhi, perché non ci hanno avvisato, avremmo offerto un presente a vostra signoria. Lei offesa e distaccata fa parlare i suoi adulatori, son decenni che avanza, siete voi a rimirar nel vuoto e non verso la giusta direzione. Son d'accordo con loro, ma non importa, ho capito l'errore, saldo il mio debito e torno a dormire.
Il banditore a quel punto, torna ad urlare...E no caro mio!!! Parli facile, non è un debito che devi saldare, ma la tua vita deve controllare!!! La signora, è solo un pretesto!!! Ricevuto il messaggio???

E già...sembrava la fine del mondo...siamo ancora quà...e non c'è niente che non va...

E noooo!!!!! Io sono ancora quà, ma qui non c'è un cazzo che va!!!!
Oblitero il biglietto giornalmente, faccio un buco alla mia vita, sono felice e lo grido..e GIà..ma cosa c'è nel resto che va? E già, il mio orticello è verde di cosa mi dovrei preoccupar...Rincorro il banditore, lo prendo a calci, mi guarda impaurito e urla...ma io faccio il mio lavoro!!!
...Mi guardo intorno, sto impazzendo...ma allora è tutta una recita???
E' un'immeso teatrino!!!
Ma cosa c'è dietro le mie spalle???
Sono fili invisibili!!!...Sono una marionetta???...Guardo in alto...vedo il cielo...mi sveglio...mi alzo, mentre i fili rimangon imbrigliati.

Fonte foto: http://www.coloridilaura.it/images/marionette.jpg

venerdì 3 giugno 2011

Oggi mi sento un po' Gengis Khan

« ...Io vengo dal Barbaro Nord. Indosso le stesse vesti e mi sfamo dello stesso cibo dei pastori di vacche e dei mandriani di cavalli. Facciamo gli stessi sacrifici e ci dividiamo le ricchezze. Guardo alla Nazione come a un nuovo figlio appena nato e mi curo dei miei soldati come se fossero i miei fratelli... »


Certo non era proprio così idilliaco, ma neanche gli altri Imperi si presentavano con un mazzo di fiori invitando i popoli  a sottomettersi. Oggi mi sento conquistatore famelico e rabbioso in perfetto stile Officina. Cosa ci sarà mai da invadere, cosa ancora non è sfruttato, cosa ancora non controllato, cosa o chi può considerarsi terra di nessuno? La vostra coscienza e la vostra anima, che vedo trasudare attraverso lo schermo, i vostri commenti e i vostri Blog come terra di conquista....l'altro me stesso avanza pericolosamente.....non dategli confidenza. Sono partito poco più di un'anno fa, dalle pianure invase dalla bruma, imbrigliato tra le discariche dell'ignoranza, lungo il percorso ho assoldato nuovi fedeli, credenti di un non so cosa. Sono alle porte di un mondo sconosciuto, non ho paura, l'esercito immortale al seguito è pronto ad affrontare il passaggio. L'anima di Gengis Khan, mi affianca, si staglia sulle vittime predestinate e pregusta il sapore della battaglia, degli scontri furenti, della distesa di vittime, del sangue che concima il terreno....lo guardo con disappunto, non è la vittoria che cerco, non saranno i loro corpi a donarmi la forza, avanzerò solitario, sarò lo scudo e la spada, sarò IO e nulla più....
Dalle lande della mente....sempre cordialmente vostro GengisMark

domenica 15 maggio 2011

Aforismi e sogni

I sogni sono desideri che l’uomo tiene nascosti anche a sé stesso.
Akira Kurosawa

Oggi si scrive per il piacere di colei che vuol sognare, perché il sogno è un modo discreto per appagare le fantasie ammantati dall'alone dell'inconsistenza. Ho passato parti di vita con le cuffiette nelle orecchie a sognar materialità di ogni sorta, dove quella sensazione di indistruttibilità dava forza e coraggio. La musica turbinava ad alto volume squarciando i timpani, eppur ne traevo speranza, gioia, voglia di esserci. Oggi i sogni sono integrati nella realtà, sono la gioia di guardare, di essere, di mangiare, di immergersi, di amare, scorrono come il sudore sopra gli occhi mentre deviano sulle labbra con il loro carico di sale. Tenerli nascosti fa comodo, nell'inconsapevolezza si vive meglio, i sogni sono una spinta quando non sono un mondo dove rifugiarsi per non affrontare le quotidianità, da quel mondo non bisogna farsi rapire, per non correre il rischio di vivere in un sogno e scordarsi di vivere la vita.
Quella sera eravamo in uno dei soliti locali da intrattenimento, non mi andava di partecipare alle discussioni volevo solo ascoltare...la pioggia s'impadronì della notte, era ora di andare...dissi a lei fatti accompagnare, rischi un bagno inutilmente.....misi il casco e accesi la moto, il suono del quattro cilindri diede il là alla sinfonia...la pioggia cadeva copiosa, la visiera e le goccioline formavano curiosi contrasti....sorrisi a me stesso contento di quella sensazione...i lampioni strizzavano gli occhi...arrivai a casa...bagnato..

mercoledì 8 dicembre 2010

I sogni son desideri...

Ultimamente i sogni svaniscono molto più velocemente della neve all'arrivo della primavera, soppiantati dalla realizzazione di esigenze di vita sempre più incalzanti, oserei sostituiti dalle rate del mutuo, dell'affitto o dal far quadrare il bilancio famigliare. Un'altro discorso sono i sogni sentimentali, per quella carenza che attanaglia i cuori che morde lo stomaco e ti fa sentire uno straccio vecchio, che relega le nostre esistenze all'ombra di un sole pallido che sembra splendere solo per gli altri. I sogni dovrebbero attenuare i disagi quotidiani, per regalare attimi di godimento, invece sono come la bruma che avvolge il paesaggio e non permette allo sguardo di andare oltre, ormai rimbalzano come boomerang per confronti improponibili con il quotidiano e portano per assurdo solo tristezza per il loro irrealizzarsi. Alcuni pensano che sia un'autoinganno inconscio, io continuo ad immaginarlo come un proposito a volte assurdo per appagare fantasie. Le teorie sono le più disparate, personalmente penso che abbandonare i sogni sia pericoloso quanto perdere il contatto dalla realtà e per uno come me che vive la vita con la rabbia dell'adulto e la fantasia di un bambino e tutto dire....