Mi nascondo perchè è più facile, evito di inoltrare il mio pensiero per aver paura di non giungere. Condividere un'idea, un'anfratto della propria esistenza, esperienze vissute, sognate, bagnate, secche, infuocate, arse, gioiose. Ricerco l'energia del vuoto, il mito del tempo, la cura del corpo, il volo dello spirito....
Nel mentre, parlo, scrivo, comunico, sono IO...
Su input di Mauro
...condividere la visione della vita, senza pregiudizi o politche preconfezionate, dove si espone l'idea e si costruisce la soluzione...
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lunedì 16 gennaio 2012
lunedì 19 dicembre 2011
Il senso del paradosso
Oggi mi sento come il Santo Padre, sono rientrato in rete per
visitare i navigatori ed elargire la mia benedizione ai confinati del mondo
virtuale, amebe pensanti e quindi circoscritte. Esseri degli inferi venite a
me, cercate di capire il mio credo, tornate a non pensare, dopate le meningi
con il vostro media preferito, concentratevi e tornate a non pensare. Torno a
lavoro dopo una piccola pausa, confesso di esser completamente svuotato, gli
stimoli sono sotto la punta delle scarpe, ti fai il culo quadrato per cose che
non hanno un senso, la riconoscenza è un'utopia, mi guardo intorno e mi
confondo, per quale motivo cercar riconoscenza se il compito da svolgere non ha
senso? Sono immerso in questo brodo primordiale, un tutt’uno con l'universo, ignoravo
perché ignoro, perché ignorante …. percepisco increspature tra i concetti…la
mente mi mente, è sfuggente…i guerrieri amano il sangue, la sconfitta del
nemico, i guerrieri cercano, hanno cognizione che non c’è differenza, non c’è
materia, c’è solo la concezione ancestrale, oserei, della differenza…è per
questo che quando combatto soffro…la tua morte, la mia vita per un lasso di
tempo…la mia battaglia la tua battaglia…non ha senso…torno come sempre sul mio
percorso…c’è il natale alle porte, e sotto l’albero ci sono i regali ad
attendere…. anima, corpo e mente…sono nello stesso tempo.
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martedì 4 ottobre 2011
Come un Anfiteatro...aperto e ridondante!!!
La crisi è frutto di uno strascico temporale non definito, non sono in grado di estrapolare ne le cause, ne gli sviluppi, quindi i rigurgiti mentali sono solo supposizioni su basi personali e collegamenti tra episodi accaduti nel tempo. Se un “Nuovo Tempo” ci sarà, le “rivoluzioni” attuali mi sembrano ben lontane dal voler risolvere il problema, anzi mi sembrano alleate occulte.
Il fattore Tempo, è sempre determinante perché ormai la politica vetusta e le sue radicali ideologie viaggiano con lassi temporali inadeguati per dar risposte e attuare soluzioni, perché dal momento che si pensano a quello della loro applicazione sono già passati anni luce e quindi ormai prive di significato. Arrovellarsi la mente dando le colpe a questo o quella fazione non ha alcun senso, perché questo sistema è fallimentare. Lo so, parlare è facile sono le proposte a latitare. Eppur proposte interessanti ci sono state ma troppo spesso declassate a mera immondizia, per poi, e solo poi, riproposte a soluzione.
La rimodulazione parte da noi stessi, il desiderio di poter fare o voler possedere deve esser cambiato, le esigenze devono essere modificate e la concezione della globalizzazione deve esser soppiantato da armonizzazione. Si continua imperterriti sul dualismo politico e sulla ripartenza del PIL, ma a mio avviso non si può curare un malato di cancro con l’aspirina. Le metastasi sono diffuse, il numero di esseri umani interessati dagli eventi son ben al disopra di una circoscritta nazione. Sono molti ad esser “indignati”, ma la mancanza di obiettività e una dose di sano ragionamento stanno facendo più danni della inattività politica e della furberia economica finanziaria.
Dopo le guerre e in particolar modo quelle mondiali, il pianeta era stato predisposto alla ripartenza, in quanto nulla c’era e tutto bisognava ricostruire, ora io dico, scrivo, che “Tutto c’è, ed è venuto il Tempo di abbandonarlo”. Questo pensiero, abbandona “l’Ottimismo” come volano dell’economia e pone al centro l’essere umano e le sue esigenze, che non sono la crescita smisurata, lo sviluppo a prescindere, la produttività da esasperazione, queste schiavizzano mente e corpo. Noi abbiam bisogno di libertà per poter rinascere, per il momento mi nutro di questa...filosofia da rigurgito o del cazzo fate voi (senza offesa posso sempre rettificare).
Esternazioni o predisposizione al pessimismo, direbbero gli economisti, ma sinceramente me ne fotto.
mercoledì 15 giugno 2011
Distributore...fai da te
Quel che a volte penso non lo esterno in maniera esplicita, perché improperi e bestemmie imbratterebbero le pagine della mia vita in maniera inequivocabile, quindi o mi ritiro a vita ascetica o son dolori. La potenza è nulla senza il controllo, qualcuno diceva in giro, certo non sono Ercole altrimenti dovrei aspettarmi le dodici fatiche, e Zeus potrebbe farmi fare dei test di ammissione, però da quel che osservo nella quotidianità e da quel che leggo girovagando in rete sono un tantinello sconfortato. Sono un po' stufo delle litanie su Berlusconi, in molti altri stati non c'è lui e le cose stanno andando a rotoli lo stesso, quindi un po' di riflessione la farei. Siamo un paese vecchio, che ha come volano economico le mafie, che fatturano oltre 200 miliardi di euro l'anno, ci stiamo dimenticado delle nostre bellezze e la terra produce puntando sulla produttività, i media sembrano la saga Beautiful e io qui su questo Blog scrivo per sfogare, ma a che pro???? Vorrei esser come un distributore di bevande, con le brochure esplicative che facciano chiarezza su me stesso, da un galante..."non rompete i coglioni" ad un più pacato..."non è come sembra", passando da un..."sono felice" ad un "aprite quelle teste a tutti gli input senza precludere nulla"...non c'è bisogno di inserire una moneta o dare calci per ottenere qualcosa...anche se molte volte si ottengono i migliori risultati...oggi mi sono ispirato ad una massima di alto bordo....Tesi: il culo è lo specchio dell'anima; antitesi: ognuno è il culo che ha; sintesi: mostrami il culo e ti dirò chi sei.
Tinto Brass
Quando culo e faccia coincidono sono dolori!!!P.S. Cliccate sopra l'immagine -_-
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giovedì 23 settembre 2010
Incatenati
Catene invisibili circondano le nostre vite, attanagliano i nostri pensieri, non ci lasciano dormire e portano con disinvoltura sofferenze diffuse....il lavoro, il mutuo, l'affitto, le tasse , le bollette, le quotidianità, incombono come spade di Damocle sulle nostre teste. Legati a doppio filo alle necessità ci dimentichiamo delle nostre esistenze dei nostri bisogni dei nostri sogni, cosi candidamente cullati in giovane età. Vorrei liberare tutti noi da questi obblighi che ci impediscono di vedere oltre, di pensare al futuro, e non pensarlo in termini economici, ma in termini quasi sentimentali, riassaporando quel dolce sapore che da la vita, con il retrogusto che più aggrada, con quei sentori soavi che appagano le menti. Quel mutuo tanto agognato è lama a doppio taglio, quel lavoro sempre più chimera dei nostri giorni costringe popoli alla migrazione per sperare nella sopravvivenza, schiavi di questo sistema per indossare, mostrare per portare con altezzosità le nostre catene, per taluni d'orate, ma pur sempre catene. Il sistema da noi generato ci controlla come una macchina, non possiamo sfuggire, ma le nostre menti hanno ancora spazio per essere libere. In troppi si aggirano con disinvoltura non rendendosi conto delle opportunità che si stanno negando, perché la felicità esiste, non per tutti, ma esiste e rincorrerla tutta la vita ci fa perdere di vista il presente aspettando il futuro che verrà..... Spezziamole queste catene....
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