Visualizzazione post con etichetta emozioni. Mostra tutti i post
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mercoledì 3 ottobre 2012

Riflessi di una esternazione

Nuove opportunità o chance che dir si voglia. Questo è il leitmotiv, che mi continua a spronare. Odo il fruscio  del vento, osservo lo scorrere della barca sulla superficie dell’acqua, fluida nel danzare su ogni increspatura, sbattere con veemenza la chiglia senza nulla pretendere. E’ così che mi vedo nel contesto delle relazioni umane, che nel mondo lavorativo si ingarbugliano nella voragine delle emozioni da placare. Non c’è nulla che si faccia che non abbia un ritorno economico o d’immagine, il primeggiare, lo sminuire il collega per valorizzare il proprio operato che in realtà resterebbe mediocre, farsi largo con botte e spintoni perché non c’è modo di cooperare e addivenire ad una condivisione di percorsi e risultati. Eppur ancor ci credo, essere umano imbastardito, nulla tenente del pensiero, prostituto della pace, eppur ancor ci provo a dare fottute opportunità di riscatto. L’infrangere continuo delle onde, un giorno romperà la chiglia, e nel profondo blu troverò nuova linfa, il silenzio del mare ci restituirà l’ardore e i poveri che non avranno capito il significato dell’esistenza, rimarranno sulla superficie, alla deriva.

venerdì 31 agosto 2012

Sacrilegio o nostalgia?

Non chiedi il permesso, ma è come entrare in un libro di storia, vero, non artefatto, in una tradizione tramandata nell’interezza dello stivale. Questa è la fotografia che ho scattato e fissato nella camera oscura destinata al pensiero. Il tutto scaturito dalla semplice richiesta di una tovaglia un “po’ a modo” per la cena della sera, che ha destabilizzato la routine quotidiana, mentre la suocera ricercava tra i cimeli qualcosa che potesse andare per l’occasione, rivivevo ad occhi aperti scene vissute a casa dei mie genitori, dove c’erano e ci sono ancora posate, biancheria, piatti e bicchieri a far bella mostra per le grandi occasioni. I ricordi si spostano a casa di mia nonna, dove all’apertura di credenze o ripostigli si diffondeva nell’aria l'odore acre delle palline di naftalina, che la leggenda narra dovessero esser deterrenti alle tarme. Ora è tutto cotto e mangiato, fast-food da quattro soldi, non c'è tempo per ripercorrere riti e tradizioni, e nel contempo non ha alcun senso accumulare per non usare, eppur la nostalgia del rito in se mi prende come un cappio alla gola. Allora apro una busta di plastica sigillata come uno scrigno, con su ancora il prezzo in lire, una serie di cartoline esplicative del prodotto, un'attenzione maniacale che a malapena ricordavo, imbandiamo la tavola e torniamo ai fornelli, da lontano ammiro quel capolavoro e penso, che spreco usarlo come tovaglia. La serata è scivolata con piacere, tranne per quella tovaglia apparecchiata, ridipinta con il rosso del vino e il nero del caffè.

martedì 21 agosto 2012

Crisi d'astinenza per - Pessimo Blogger -

Fonte immagine
Sono un pessimo blogger, assente, assenteista, impertinente, da carta patinata o paillettata® (la concessione poetica è stata depositata), dove l’Officina (nella sua persona) si è modificata geneticamente, ospitando con grande giubilo gli applausi degli astanti. Vorrei scrivere a valanga, ma farlo avrebbe lo stesso effetto distruttivo, oppure farlo vedrebbe propagato il verbo nella sua interezza, ma ciò comporterebbe un atto di “fede”, da parte dei visitatori. Come al solito mi intreccio con le mie stesse mani, quindi mi rivolgo all’etere con tutt’altro, una divagazione, data da quello stato di assenza che si è impadronita del pensiero, ovvero sento la mancanza di questo e dei vostri luoghi. Trovarmi “Qui” mi accende, ripristina il contatto con la specie umana. Sembra assurdo perché mi sento più animale sociale che provetto navigatore, però il panorama vasto, l’incredibile platea, la moltitudine delle argomentazioni ristabilizza il mio ego. Forse è una sorta di BloggerTerapia, brama di confronto, sensazioni da ballerino bellico, botta e risposta con tempo per la riflessione, scrivere cazzate con l’apparenza del postulato, vendere me stesso come materia da studio…insomma bando alle ciance, nel turbinio emozionale mi mancate® (in questo caso la concessione è dietro l'angolo), non vedo l’ora di ripristinare il contatto, di riprendere le visite ai vostri e altrui blog, errante, blasfemo, ironico, ignorante al punto giusto. 

giovedì 26 aprile 2012

Officina...bohemien

Sono un ipocrita, uno sbruffone, un pieno di se, un menzognero, che vende, soprattutto a se stesso, aria fritta. Il perché di queste considerazioni è un atto dovuto, una sorta di “avviso di garanzia”, con motivazione:

  “Le sue idee (mie idee) e/o pensieri devono esser imbrigliati in un calderone identificativo, che in molti non possono far a meno di creare, e per questa sua natura (mia natura), sfuggente, e quanto in primo comma enunciato, le comunichiamo (mi comunicano), la persecuzione per vie intellettuali, e la gogna pubblica”. In alcuni Blog ed in alcuni commenti non vi è alcuna possibilità di dialogo, solo imposizione, non vi è il barlume del dubbio, solo la visuale individuale, il tutto condito dall’intercessione divina della citazione, che avvalora il pensiero. Nel contesto, spesso scarno o poco esplicativo (il mio o di chicchessia), si estrapolano alcuni concetti o frasi, e da lì si desumono le prove dell’inefficacia ed inconsistenza della tesi (da me o altri fornita). La ciliegina o meglio aggravante di una situazione già precaria, nella fantasmagorica via lattea delle menti, è il tacciare lo scrivente, pensierante (io o chicchessia ) di “ignoranza” , “analfabetismo”, stupidità latente, saltimbanco, mancante a priori (forse perché dotati di poteri veggenti) di esperienza sul campo e nella vita.
Anche se (per ipotesi) scrivessi la verità assoluta (non unica), per antitesi (per ipotesi) si enuncia un’ulteriore verità assoluta (non unica) sulla medesima tesi, ma non possedendo l’ultima parola non ho la verità e non mi arrogo di possederla, ergo (forse) esiste…un ragionevole dubbio. Cazzo ma un minimo di umiltà no? Si sbaglia, si espone, ma non si costruiscono castelli su "persone" che non si conoscono, soltato per ciò che si espone in quattro righe di Blog. Sarà incredibile (per sommo dispiacere di taluni/e), per paradosso (con riferimento al Blog) sono estramente contento e felice di ciò che ho e ciò che sono, è il contesto in cui mi colloco (e che non posso modificare) che trovo deficitario, quindi non trovo constatazioni su personali, eventuali, stati di malessere psichici. Comunque vada...sarà una successo...rilassatevi e buonavita a tutti. ^_^

Fonte Foto: la mia

domenica 18 dicembre 2011

110...di questi post

Questa è una delle poche volte che esprimo in post, parti della mia vita vissuta nel gorgogliare delle emozioni. Sono tornato a casa e ripongo nel cassetto delle esperienze da custodire e tramandare gelosamente, comincio a sentire il fiato sul collo degli "anta", non sono più il "giaguaro" de na vorta, però l'esperienza compensa. Complimenti sorellina.


Questo aforisma è la mia lode....


L’altrui lode deve seguirci spontaneamente; noi dobbiamo occuparci soltanto della cura della nostra anima.
Epicuro

Questo lo rendiamo immortale consegnandolo alla correlatrice...

Un giudizio negativo dà più soddisfazione di una lode, ammesso che sappia di invidia.
Jean Baudrillard


^_^

martedì 29 novembre 2011

Elemosinando...


Uno spiffero gelido mi avvolge come un anaconda, provo a districarmi, sono in trappola, l’interruttore  è a due passi, la luce soffusa non mi impedisce di procedere, ma al momento dell’accensione non trovo risposta. 
Il tempo passa e l'oscurità continua a muoversi,  ho una candela  nella scatola degli oggetti dimenticati, l’accendo. La fiamma si muove con le ombre a contorno, ad applaudire. Taciturno e pensieroso mi avvolgo nella coperta e attendo il sopraggiungere del tepore. Non c’è internet, non c’è telefono, il frigorifero senza corrente è una grotta nauseabonda, non c’è anima viva disposta ad uscire in strada e trovare una soluzione, sono tutti fermi in attesa dei soccorsi. Non ricordo, gli ultimi giorni li ho cancellati , cosa succede,  dove è finito il mondo? Cosa devo fare domani? Ho un lavoro, ma che senso ha portarlo avanti, che senso ha raggiungere i risultati, la gente vaga senza una meta, non parla nessuno, sono tutti isolati nei loro gusci a protezione dei loro possedimenti. Arrivo fin sopra la montagna, da li scorgo il mare, la miriade di case che hanno soppiantato la vegetazione, anni addietro ridente, cumuli di immondizia ai bordi delle strade, l’orizzonte è offuscato da una coltre grigia che impedisce allo sguardo di andare oltre, torno indietro, casa dista qualche chilometro, devo andare a pescare altrimenti non saprei cosa mangiare…
Quando mi sveglio riprendo fiato, è stato uno scenario apocalittico a dipingersi in questo incubo, la descrizione che non ho potuto rappresentare è l’impotenza della comunicazione, nelle persone che non avevano il coraggio di alzare lo sguardo, che analizzavano cellulari esanimi, che vagavano persi nell’impotenza di non poter più controllare la vita…persi in loro stessi, a mirarsi allo specchio, indumenti pregiati, hanno smarrito la benché minima voglia di capire.
 Attonito continuo a parlare,  ascolto le risposte, e pacato ne assecondo le voglie, mi dispiace che non vi sia possibilità di confronto, ma solo la spasmodica voglia impositiva di esser vincitori, mentre il mondo si perde in chiacchiere...torno ad ascoltare il suono dimenticato nello spazio tempo. 

giovedì 13 ottobre 2011

Cosa volete sentirvi dire?

E’ un classico del quotidiano, irreprensibili, ed intransigenti anche nel confronto. Religione, politica, calcio, cultura, nozioni, tutti barricati dietro le proprie idee, irremovibili dietro trincee invisibili a volte insormontabili. Come marinai in navigazione nel mare dei pensieri, non si accorgono delle acque stagnanti, a volte putride del marciume che esse contengono. Per codardia  barricato nello stagno, mi cullo nella facilità, posso solcare i mari, ma continuo imperterrito a rimanere al riparo…da li il me stesso furioso parla e canta di gesta epiche, come leggenda, tramanda, ma in realtà silente tace, inerme. 
Volete esser adulati, compiaciuti, capiti, coccolati, assecondati...ma questo non è volere il vostro bene, non è esser sinceri. Sono pieno di difetti, potrei regalarne come da un sacco di caramelle ad un Halloween improvvisato, e non dovreste disturbare neanche la manina nel tuzzuliare l'uscio, sarebbe tutto gratis. Venghino signori e signore venghino il giullare di corte fa la sua apparizione, per contentare i gaudenti e gli afflitti. Volete facciate colorate di palazzi fatiscenti su terreni dissestati, incuranti dei crolli continuate a desiderare, accumulare, apparire. Vorrei prendere la valigia, con due stracci e un paio di scarpe di ricambio, per non sentire più parole senza senso, obiettivi, risultati, percentuali, corse contro il tempo, discussioni piatte come un l'ardesia del biliardo...ma in buca ci vanno le palle colorate, la bianca scorre solitaria mentre rimane sul tappeto verde e l'ignaro giocatore non la degna di uno sguardo.
Domani è un'altra partita, un'altro giorno, e come vedete le palle girano e vanno tutte in buca.

giovedì 30 giugno 2011

Il tramonto che mi rincorre

Ci vorrebbe una costante matematica, da inserire al momento opportuno per risolvere quesiti e situazioni, ridare ordine o meglio ridare caos al gregge. Sono stato qualche giorno lontano dalla rete, dalla Tv, dall'informazione in genere...solo il lavoro (ahimè), il libro sul comodino, il mare, le persone amate e i soliti acciacchetti fisici. Mi sono sentito come se fossi tornato da un viaggio, da un posto sconosciuto ai più e soprattutto a me stesso. Sono tornato, ma nulla ricordo, con me un bagaglio di parole alla rinfusa gettate nel sacco, le guardo incuriosito e all'improvviso volteggiano sopra di me...ad unisono...è il caos nella sua massima espressione. Il tramonto ha passato un'intera giornata di attesa per vedermi sfuggente fino all'ultimo istante, ho chiesto delucidazioni sulla sua fretta e l'ho invitato anche all'indomani, non ha fatto resistenze e cordialmente ci siam dati appuntamento. Dovrà aver pazienza e nell'attesa potrà pennellare il cielo, riflettere sulle onde, guardare tutti da un palco privilegiato, tornerà all'infinito, attenderà fino all'ultimo, mentre questa sera per lui getterò in cielo le parole e sarà lui per noi a danzare con esse.

venerdì 3 giugno 2011

Oggi mi sento un po' Gengis Khan

« ...Io vengo dal Barbaro Nord. Indosso le stesse vesti e mi sfamo dello stesso cibo dei pastori di vacche e dei mandriani di cavalli. Facciamo gli stessi sacrifici e ci dividiamo le ricchezze. Guardo alla Nazione come a un nuovo figlio appena nato e mi curo dei miei soldati come se fossero i miei fratelli... »


Certo non era proprio così idilliaco, ma neanche gli altri Imperi si presentavano con un mazzo di fiori invitando i popoli  a sottomettersi. Oggi mi sento conquistatore famelico e rabbioso in perfetto stile Officina. Cosa ci sarà mai da invadere, cosa ancora non è sfruttato, cosa ancora non controllato, cosa o chi può considerarsi terra di nessuno? La vostra coscienza e la vostra anima, che vedo trasudare attraverso lo schermo, i vostri commenti e i vostri Blog come terra di conquista....l'altro me stesso avanza pericolosamente.....non dategli confidenza. Sono partito poco più di un'anno fa, dalle pianure invase dalla bruma, imbrigliato tra le discariche dell'ignoranza, lungo il percorso ho assoldato nuovi fedeli, credenti di un non so cosa. Sono alle porte di un mondo sconosciuto, non ho paura, l'esercito immortale al seguito è pronto ad affrontare il passaggio. L'anima di Gengis Khan, mi affianca, si staglia sulle vittime predestinate e pregusta il sapore della battaglia, degli scontri furenti, della distesa di vittime, del sangue che concima il terreno....lo guardo con disappunto, non è la vittoria che cerco, non saranno i loro corpi a donarmi la forza, avanzerò solitario, sarò lo scudo e la spada, sarò IO e nulla più....
Dalle lande della mente....sempre cordialmente vostro GengisMark

lunedì 25 ottobre 2010

Sono un razzista!

"Noi intellettuali tendiamo sempre a identificare la "cultura" con la nostra cultura: quindi la morale con la nostra morale e l'ideologia con la nostra ideologia. Questo significa che non usiamo la parola "cultura" nel senso scientifico e che esprimiamo, con questo, un certo insopprimibile razzismo verso coloro che vivono, appunto, un'altra cultura". Pierpaolo Pasolini
Non saprei...quindi sono un razzista o non sono intellettuale?....per la seconda il dubbio è sciolto, ma per il razzista.....mmmmm.....si forse un pò lo sono, anzi no, provo profondo odio verso coloro che in virtù di un dogma perdono di vista le soluzioni, e si incamminano in una più favorevole strada dell'odio, portando avanti una serie di luoghi comuni, per sentito dire o per autosuggestione mediatica. E allora ci provo anch'io a fare il razzista e vediamo se smuovo un po i vostri preconcetti!
"Sono un razzista verso quella chiesa che viola le innocenti vite, che le profana impunemente, che continua a riscuotere consensi in virtù di comportamenti poco limpidi"
"Sono un razzista verso quei goliardici simpaticoni che imperversano negli stadi di calcio"
"Sono un razzista verso il proliferare di uomini e donne imbellettati davanti alle telecamere, sciacalli di vicissitudini, e sfruttatori di sentimenti"
"Sono un razzista verso coloro che non hanno rispetto per la loro pianeta che gettano le cicche delle sigarette in terra o seppelliscono rifiuti tossici nel terreno"
"Sono razzista verso gli Stati che vogliono portare libertà e democrazia, colonizzando i popoli e depredandoli delle loro identità"
"Sono razzista verso gli ideologi dell' imposizione (rosse o nere che si voglia)"
"Sono razzista verso quegli uomini che abusano delle donne, che agiscono per istinto perverso e privo di ogni ragione"
"Sono razzista verso coloro che non operano con obiettività, e si fanno trasportare dalle masse inferocite del momento"
"Sono razzista verso questi politici rigidi e classisti sempre intenti a gestire il potere e non a risolvere i problemi"
"Sono razzista verso quelle banche e banchieri che fanno il bello e cattivo tempo su questo pianeta"
"Sono razzista verso quest'economia del profitto"
"Sono razzista verso la superorganizzazione che deve gestire le sorti di tutto"
"Sono razzista verso coloro che sfruttano i lavoratori"
"Sono razzista verso il perbenismo mascherato di chi cosapevolmente ricicla il denaro"
Sono un razzista su una moltitudine di fatti, persone eventi....però non mi nascondo dietro la folla per gridare la mia idea, perché è la mia idea e non quella degli altri, perché se non ve ne rendete conto anche una carezza è razzista quando sfiora un volto alla presenza di un'altro volto mai sfiorato.

mercoledì 20 ottobre 2010

Ti faccio una promessa

"L'esitazione, di qualsiasi tipo, è segno di decadenza mentale nei giovani e di debolezza fisica nei vecchi".
Oscar Wilde
Ti prometto di non esitare, di decidere con ardore, di buttare nella mischia il mio cuore, a cavallo della sincerità mostrerò il vessillo intriso del mio sangue, non sarà una croce a scortare il mio galoppo, non sarà una moneta d'oro a ricompensare il sacrificio, ma avrò in cambio il tuo sorriso, il tuo favore, una promessa di fedeltà incisa indelebilmente nella mente, che un giorno al momento opportuno mostrerò ai molti accorsi con la stessa promessa. L'incontro sarà deciso dalle coscienze riunite, per ovviare alle loro pene, dovranno calpestare i loro fratelli, i loro figli che non sono usciti dal torpore di una vita effimera,superficiale,egoista....sono qui a fare questa promessa, una promessa al mio io, una promessa a te....ci vediamo...buon viaggio cavaliere, che il destino sia scritto di tuo pugno.


lunedì 18 ottobre 2010

Gioco di parole

Ogni tanto l'occhio cade dove non deve cadere, e la mente dove non deve pensare....e con tanto di premessa ora vi aspettate qualcosa di eclatante, quantomeno intrigante, invece beccatevi sto polpettone (leggetelo fino alla fine, potrebbe essere una sorpresa)......"Siglato l'accordo sugli esuberi di Unicredit. Il piano prevede l'assunzioni di 1121 giovani"....fin qui ci siamo, il trionfalismo è garantito, salvo poi leggere che a fronte di queste assunzioni, 4700 "vecchi", nelle diverse modalità vanno a casa. (evvai!)
Questo del resto non scuote più di tanto le palle, siamo in linea all'attuale politica imperialimprenditoriale, la cosa che mi lascia allibito è un periodo, apparso in un primo articolo del sole 24 ore, e poi misteriosamente svanito, ma ancora riportato (non so per quanto) sull'Ansa, che recita così....."E' stato ottenuto, dopo ore di discussione, anche l'impegno dell' azienda a privilegiare le assunzioni dei figli dei dipendenti con due vincoli legati alla laurea e alla conoscenza della lingua inglese. Unicredit non ha invece accettato l'idea di un' assunzione automatica dei figli dei propri dipendenti destinati al prepensionamento".
Sogno o son desto? Il passaggio di consegne istituzionalizzato in un accordo sindacale come se fosse ereditario? Che vuol dire "privilegiare"?...pensate ciò che volete, ma pensate.

venerdì 15 ottobre 2010

La democrazia.....

Si riempiono la bocca con la democrazia, ne spargono le sementa nei campi dell'ignoranza , ne mostrano i frutti con orgoglio, li fanno assaggiare ed odorare per portarti all'overdose. Siamo talmente stracolmi di democrazia che ormai non la si riconosce neanche, se ne scrive e se ne parla, la si mette in dubbio, se ne scova l'ardire, se ne fomenta la fiamma tanto da provocarti un'ustione in caso di contatto. Ne ho piene le scatole di questi buonismi coatti, di false ideologie esportate per le esigenze più impellenti, dove la colpa della crisi è da imputare alle etnie d'esportazione e non dai signorotti seduti sulle comode poltrone, dove nascono come funghi organizzazioni umanitarie e un altro signorotto come George Soros ha annunciato qualche settimana fa che "starebbe" donando 100 milioni di dollari a Human Rights Watch, a condizione che questa ONG trovi ulteriori donatori per altri 10 milioni di dollari l’anno, salvo poi accorgersi che per mantenere questi apparati "umanitari" si spendono altrettanti soldoni relegando l'azione stessa ad una semplice quanto complessa operazione di interscambio commerciale, atto a piazzare i "prodotti" da smerciare. Siamo cosi democratici che i candidati alle elezioni sono secondo il presidente dell’Antimafia Giuseppe Pisanu cosi definite.... "le liste sono gremite di persone che non sono certo degne di rappresentare nessuno"....e ultimamente mi rendo conto che durante la mia doccia rilassante l'acqua scorre molto più democraticamente a mo di ruscello montano in attesa di esser privatizzato.....ah! orsù dunque destati dal torpore democrazia mia.
P.S.
La democrazia...« Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. »...Walt Whitman

lunedì 11 ottobre 2010

L'eleganza di un polpo

Nei fondali marini, che nelle memorie adolescenziali occupavano la parte oscura, ora sono il lato "illuminato" dove l'attesa per la successiva immersione ti rende trepidante ed ansioso, mi ritrovo continuamente tra piedi anzi tra pinne, maschere erogatori e via discorrendo (su gentile concessione del nostro diving di fiducia). La bellezza del tutto si amplifica quando il glug glug della discesa si fa più frenetico, il gorgogliare delle bolle cariche di aria è l'unica musica che si sente mentre il respiro ti accompagna, nel turbine delle emozioni arrivi all'ancora, l'unico "ancoraggio" che ti resta al mondo in superficie.....e ti senti un intruso. Sono un essere umano, senza branchie e mani palmate, nuoto con l'attrezzatura attento nel non consumare in fretta l'aria e mi domando, ma perché non scappano sti pesci, perché mi guardano strabuzzando gli occhi? Che domande del cavolo....si continua in sinergia con il tuo compagno d'immersione e senza perdere d'occhio la cordata che ti precede, tra un anemone una perchia, uno scorfano abilmente mimetizzato e la pinnata in testa dell'altro sub vorresti fare un foto da incorniciare, ma non ho la macchina, che disdetta, però ve la voglio far immaginare...chiudete gli occhi...nella spaccatura aperta nella roccia un'aragosta fa capolino con le antenne in movimento in compagnia di una piccola stella marina, tutto dietro il vetro della tua maschera mentre centinaia di bollicine scappano verso l'alto alla ricerca della libertà....le richiamo, urlo non andate è qui la libertà!!!

sabato 2 ottobre 2010

La gioia di essere

Mi sento come una grossa spugna imbevuta delle nostre nefandezze, di quelle inconfessabili voglie di gloria e ricchezza che costantemente non abbandonano mai le nostre menti, vorrei esser strizzato con forza e perdere tutto quel succo malsano che mi è stato riproposto dall'inizio della mia vita. Se avessi capito una infinitesima parte di ciò che mi circondava, ora potrei proporre un nuovo me stesso. Eppur son felice di esser quel che sono, ma la quotidianità mi addolora, mi porta verso lidi privi di vita, non è un dolore personale perché forse ho capito ciò che mi circonda e averlo capito mi rende irrequieto, intransigente, poco incline nell'assecondare le superficialità. Siamo parte integrate di un sistema, che fagocita di volta in volta le parti che giudica superflue, dopo averle sfruttate a dovere, e io come te che stai leggendo, non puoi dire di non essere colpevole, lo siamo tutti. Soliti discorsi qualunquisti e generici che non colgono il punto, ma che cavalcano i sentori di malsanità che ci circondano, ma sbatterlo in faccia da un effetto diverso al qualunquismo perché sei chiamato in causa, se non lo fa preoccupati, e non puoi esimerti almeno in questo. La gioia interiore proviene da questa consapevolezza, quella di capire, di continuare a capire, di ricercare non solo fuori che essere felici non è una condizione di stato, ma un sentimento.

giovedì 23 settembre 2010

Incatenati

Catene invisibili circondano le nostre vite, attanagliano i nostri pensieri, non ci lasciano dormire e portano con disinvoltura sofferenze diffuse....il lavoro, il mutuo, l'affitto, le tasse , le bollette, le quotidianità, incombono come spade di Damocle sulle nostre teste. Legati a doppio filo alle necessità ci dimentichiamo delle nostre esistenze dei nostri bisogni dei nostri sogni, cosi candidamente cullati in giovane età. Vorrei liberare tutti noi da questi obblighi che ci impediscono di vedere oltre, di pensare al futuro, e non pensarlo in termini economici, ma in termini quasi sentimentali, riassaporando quel dolce sapore che da la vita, con il retrogusto che più aggrada, con quei sentori soavi che appagano le menti. Quel mutuo tanto agognato è lama a doppio taglio, quel lavoro sempre più chimera dei nostri giorni costringe popoli alla migrazione per sperare nella sopravvivenza, schiavi di questo sistema per indossare, mostrare per portare con altezzosità le nostre catene, per taluni d'orate, ma pur sempre catene. Il sistema da noi generato ci controlla come una macchina, non possiamo sfuggire, ma le nostre menti hanno ancora spazio per essere libere. In troppi si aggirano con disinvoltura non rendendosi conto delle opportunità che si stanno negando, perché la felicità esiste, non per tutti, ma esiste e rincorrerla tutta la vita ci fa perdere di vista il presente aspettando il futuro che verrà..... 
Spezziamole queste catene....

lunedì 20 settembre 2010

Cercasi..... RISPETTO

Rispetto per chi fa il barista
Rispetto per chi lavora nei campi
Rispetto per i medici e infermieri che operano coscienziosamente
Rispetto per chi opera nel sociale senza secondi fini
Rispetto per le forze dell'ordine che ti rispettano
Rispetto per le famiglie che si barcamenano nel far quadrare i conti
Rispetto per chi studia con passione
Rispetto per chi si impegna nella realizzazione dei sogni
Rispetto per chi ama gli animali
Rispetto per chi ama la natura
Rispetto per chi ama
Rispetto per chi fa l'amore
Rispetto per chi fa sesso
Rispetto per chi crede in un Dio
Rispetto per chi crede nella cultura
Rispetto per chi prende coscienza di se stesso
Rispetto......
Rispetto per questa vita, e per tutto ciò in cui si crede...se ne trovate in giro fate un fischio.

domenica 27 giugno 2010

Senso dell'appartenenza....a cosa?

Avevo scritto questo post in un momento di trasporto, gettato li, tra le maglie della rete, poi per il mio maldestro utilizzo del PC ne ho cancellato una gran parte...preso dalla rabbia ho abbandonato tutto. Riprendere il senso non è facile, ci provo.
Le vittime cruente di altri paesi, occupano le pagine secondarie delle notizie, perché nella loro valutazione generale non regalano quel riscontro mediatico necessario per darne larga e seria diffusione. A lasciarmi allibito, sono quelle riguardanti la morte di bambini, anime ancor non contaminate dalle loro culture. L'unica distinzione riguarda la definizione, ovvero "vittime nostre" per quelle della nostra nazione, e "non nostre" per tutto il resto.
Quel "non nostro", mi da una sensazione di non appartenenza, come un fatto che non fa parte di noi, e l'indignazione e le urla per la stessa morte nel nostro paese, sono oltremodo enfatizzate. Qual'è la differenza tra quel "nostro" e quel "non nostro", non sono figli di questo mondo? L'informazione come le vite umane, non le si può cavalcare a seconda delle dislogazioni territoriali, la globalizzazione non può e non deve essere solo un rapporto economico, gli uomini non sono prodotti, la terra non è un supermercato, gli Stati Uniti non sono il Dio personificato, l'occidente non è il portatore sano della verità........"oggi non si può pensare di continuare a tenere povera una grande parte del mondo per rendere la nostra sempre più ricca. Prima o poi, in una forma o in un altra, il conto ci verrà presentato. O dagli uomini o dalla natura stessa"...questo diceva un certo Tiziano Terzani, e in fondo è quello che penso anch'io.

giovedì 3 giugno 2010

La nostra storia, la tua storia, la mia storia.

Le risposte alle domande molte volte albergano nel passato, non nel nostro piccolo passato, ma in quello comune. Sembrano quelle nenie cantate da avi ormai scomparsi, che riecheggiano nella mente, dove i luoghi comuni tanto bistrattati, risultando invece essere ingegnosi ed istruttivi. Forse non ho passato tanto tempo con i miei nonni, o meglio, non ho passato tanto tempo con loro a dialogare per quelle incolmabili distanze generazionali che ponevano le loro figure, come feticci da rispettare senza proferir parola. Eppur ricordo con commozione quando il fu nonno, parlava con occhi stanchi della campagna in Russia della seconda guerra mondiale, di quel falcidiar di vite e del ritorno a casa come di una lunga ed intensa agonia. Ora quei ricordi sopiti, mutano con il tempo sotto le spinte neolinguistiche, per non far parte dei bagagli di esperienza che ogni singolo deve trasportare. Trasmettere ai posteri in qualsivoglia misura, per non cancellare il processo evolutivo terreno e condividere le nostre menti fluttuanti per sempre, e prerogativa buona e giusta. Pesante come sempre, non è vero? Siamo qua a disposizione di tutti e tutti a disposizione, per un un unico grande intento...non dimenticare.

giovedì 27 maggio 2010

Dedicata a te......

Distendo il tappeto delle emozioni, finemente lavorato, da mani delicate e forti, i colori sono vivi e si riflettono in questa notte sul mare in movimento. Il tempo è il nostro compagno di tessitura, ci segue passo passo, siamo la trama e l'ordito di questo tappeto, disteso sulle acque dell'esistenza, uniti nell'intreccio, per dar anima all'inconsistenza del nostro esser soli. Fluiscono i pensieri fatti di progetti e attese, si intrecciano tra le maglie, prendono corpo, invadono le giornate, ne mutano gli umori in un incontenibile vortice di emozioni. Siamo sul pianeta per assaporare, gustare, guardare facendo di noi stessi veicolo di piacere, per non perder nulla del dono. Originato dalla perseveranza e dal caso scrivo nel silenzio di queste pagine dove tutti posson condividere ma solo noi possiam capire, e nell'inumana rete dedico il mio augurio.
Nella terrena realtà continueremo a tessere, con le nostre coscienze proveremo a volare....