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giovedì 13 marzo 2014

Emozioni & Sensazioni

Rimango adagiato sul divano, il braccio destro si è addormentato, la luce soffusa del tramonto fa a spallate con la tenda, le guance paffutelle mi ostruiscono la visuale dell’insieme, sento che potrei immergere nel bricco dell’acqua in ebollizione  la felicità in eccesso che pervade il mio spirito, e diffondere la bevanda ricavata per le vie dell’infinito mondo. Decido di parlare con me stesso, con quella natura incorporea, inquieta, ribelle, indolente. Parlo sottovoce per non turbare la tua quiete, anima incontaminata, se non da quei geni che ti abbiam trasmesso, sfioro le tue piccole mani che si ritraggono al contatto come gli occhi delle lumache, forse anche i tuoi pensieri si ritraggono al contatto con i mie, un rischio che dovrò affrontare. Quando apri gli occhi vedo incurvato sull'iride dal colore indefinito un altro me, ne traggo ispirazione, ne aspiro la sensazione di benessere. Torni nel nirvana della beatitudine e io continuo il monodialogo, mi sento attore protagonista sul palco della vita, non importa se alla fine della rappresentazione riceverò gli applausi della platea o i sonori fischi, determinante sarà l'impegno profuso per la rappresentazione, insieme a tutti gli altri protagonisti che ci accompagneranno. Sulla strada poche macchine, il mare è in fermento, il cielo sì è rabbuiato definitivamente, per ora conservo la fotografia di questo istante.
.....Un bacio      

giovedì 24 ottobre 2013

Sulla punta delle dita

Aldilà dei vari luoghi comuni, il diventare padre assume contorni inaspettati. I confronti avuti con i vecchi e neo genitori avevano affrescato le pareti del mio cervello con multiple visioni fantascientifiche, insonnia, vite stravolte, vedrai cosa vuol dire, i figli so piezz e cor, l’unica ragione di vita, insomma un pot-pourri dai profumi agrodolci. Nel rispetto delle mie odissee trasformiste ho notato una mutazione profonda nei rapporti con il tempo, che mutevole quanto inaspettato ha cessato quel suo susseguirsi incessante. Sicuramente percezioni e profumi di primo pelo che avranno modo di evolversi o regredire, però quando le nostre visioni sono incastonate e all’improvviso si sciolgono come neve al sole lasciando intravedere i nuovi germogli, ti fermi un attimo, e quel fermarsi sembra reale, tangibile, non una fantasia, non filosofia spicciola. Non vi è in me la percezione di un nuovo stato, ne quantomeno  una consapevolezza di ciò che si è verificato, quindi rimango basito, incredulo di questa mia apparente noncuranza e procedo con il pilota automatico verso una direzione che non conosco. Ora godo di questa fase estatica, ripongo il tempo sul comodino, un po’ come sto facendo per il vissuto quotidiano, consapevole della sua esistenza, ma isolato dal contesto. Forse sarà una delle tante nuove fasi, una pietra filosofale sopita, nascosta e sfuggente, con il tutto che avvolge le nostre vite le sensazioni che ora mi accompagnano mi fanno trascendere. Per esser chiari non ho alcuna intenzione di trasformare il nulla in oro, anche perché non avrebbe alcun valore.

venerdì 30 agosto 2013

L'attesa



L’odore delle prime piogge…sull’asfalto scorrono le gocce riunite all’unisono a plasmare torrenti improvvisati, il risveglio dei sensi sopiti dal calore di quest’estate, quell’eterna voglia di non essere mai me stesso, un me stesso per ogni occasione, come il torrente sull’asfalto, veloce, fluente, inarrestabile, tranquillo, mi fanno sentire perennemente in trasformazione. Immerso nel fluido dell’esistenza, quest’intercalare di vissuto è colmo di mutazioni, e con esso la moltitudine di pensieri si son dispersi e agglomerati in pochi concetti, semplici, elementari, stucchevoli, profondamente personali e poco inclini ad invadenze esterne. Ora gioco con la mia ombra, complice una luce che viaggia al fianco, continuo il percorso, dubbioso, perplesso, euforico, soddisfatto, incredulo e nel mentre di questa passeggiata echeggiano per le vie del borgo, dal ribollir de' tini, va l'aspro odor dei vini, l'anime a rallegrar.
In questa delizia di odori e sapori, tra il fluire e il cadere, ho in me la percezione di quell’immensa sensazione di piacere pronta ad esplodere come la forza incontrastata del vulcano in eruzione. Fingo tranquillità, ti aspettiamo piccina.

mercoledì 8 giugno 2011

Dentista e mamme...che passione!!!

Ieri mi sono recato al dentista…(inciso)…sono sempre stato contento di farmi trapanare i denti...(chiuso l’incisivo), dato il carattere dell’urgenza (pezzo di dente saltato) senza appuntamento ho beccato la giornata dedicata all’ortodonzia infantile, quindi ergo, due simpatici fratellini in attesa intrattenevano la folla (solo me medesimo) con coreografiche gesta burlesche e schiamazzi vari sotto l’egida della mamma. Sinceramente la cosa non mi infastidiva, anzi ridevo sotto i baffi (che tagliai anni fa) per la simpatia nel suo complesso. Però qualcosa deve esser scattato nella mente della mammina che dopo aver assestato un paio di schiaffoni al più piccolo, si rilassa prende fiato redarguisce ancora, zittisce il più grande, prende il più piccolo lo porta fuori la porta ed assesta una serie di colpi che schioccano attraverso le mura….mmmmm….pianto a dirotto, ritorno nella sala di attesa placato con coccole riparatorie (Ma!!!). La rabbia stava salendo, potevo perdere il controllo, ho aperto la finestra del balcone, ho respirato profondamente osservando il mare con un principio di tramonto, ho ripreso il controllo e mi sono seduto nella sala d’attesa dove nel mentre mamma e figli toglievano le tende per la seduta dentistica. Nella mia mente rimuginavo la scena con me che mi trasformavo nel Hulk Rosso prendevo la mammina e la fracassavo di mazzate sotto gli applausi scroscianti dei figlioli che incitavano a continuare, ritornavo normale e gli curavo le ferite della sfuriata…però dopo il consulto, il medico mi scuote con…qui c’è bisogno di una capsula…azz, mo so cazz…chino me ne vado con la prospettiva dell’ennesimo esborso non programmato...con una leggerissima inquietudine.

martedì 26 aprile 2011

Dal cibo agli affetti...storie di ordinaria realtà.

Voi pensavate che regalavo Uova gratis per appagare le vostre voglie!!!!
Eccovi il conto....Sono stati 1.3 miliardi gli euro spesi per il pranzo di Pasqua....O_o
....15 milioni di chili di carne di agnello, 13 milioni di chili di salumi, 11 milioni di chili di uova di cioccolato ma anche 400 milioni di quelle ruspanti da mangiare sode o per preparare lasagne, pastiera e altre torte pasqualine fatte in casa, con un consumo sopra la media anche di vini, spumanti e altri alcolici....(fonte)
Tutto questo se distribuito con equità avrebbe un senso, ma tal senso non lo troverete, perché lo spreco e la distribuzione statistica e non reale ne distorcono il senso. Questi riti "religiosi" cominciano a portare un deficitario input (traduzione che impersonifica il mio essere: Hanno sbomballato i coioni) , ho partecipato mio malgrado a riti religiosi, dove genitori impettiti mostravano fieri i loro pargoli imbellettati e strafirmati, ingessati nei movimenti e cazziati (sgridati) perché nel pieno della fase esplorativa cercavano di giocare, e quindi sporcare i costosissimi abitini. Ora vorrei sproloquiare, ma mi contengo, quando corro nella pineta, il giochini sono poco frequentati, perché non vi portate i figlioli? Perché passate il vostro poco tempo a mostrare i figli a mo' di Totem e non elargite amore invece di perder tempo in cerimonie con il quale si è perso il contatto spirituale? Con il passare degli anni non mi capacito di questa mancanza di sentimento o irrazionale costrizione affettiva, che racchiude i bambini in bolle di vetro ed impedisce loro il contatto con il mondo e l'esplorazione. Faccio un appello...Mamme e Papà, i figli non li fate per saldare un'unione deficitaria, non utilizzateli come capi da mostrare, donate loro tempo (qualità del tempo), giocate con loro non piazzateli davanti alla TV, non usateli come merce di scambio per le vostre controversie....e ricordate  una cosa, non hanno scelto loro di esser figli ma voi avete scelto di esser genitori...e che cazz!!!

Fonte immagine 1865-66 Claude Monet La colazione sull'erba (d'Orsay)