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venerdì 28 febbraio 2014

Graffiti maleodoranti

Non vi è e non vi sarà una controprova, però quando ho contattato il "Responsabile Generale", mi hanno fatto attendere un’eternità, le scuse finali per il mancato contatto sono state…”il SIGNORE è in cielo, in terra e in ogni luogo”…”regolatevi di conseguenza”. Affranto alquanto turbato ho seguito l’iter consueto , andando nei luoghi bazzicati dai più meritevoli, ho chiesto in giro se qualcuno lo conosceva e le risposte evasive, in alcuni casi permeate da una fede a personam non mi hanno convinto e ho ripiegato su di un comodo fai da te. Ho fatto il punto sulla disgregazione della società, l’arrivismo, il non rispetto e quant’altro stia spopolando in questo periodo storico, ho quindi inviato in rete vari twitt, ma anche qui nessuna risposta. Per il momento c’è solo un conto salato da pagare, però parliamoci chiaro…”che ce ne fotte”…caro SIGNORE so che hai microspie e altri gadget atti a mantenere il contatto con noi mortali, però che ti costa fare un bel numero verde con cui dialogare del più e del meno, senza noiosi intermediari che non fanno altro che rimbalzare?…oppure proviamo a instaurare dei gruppi di condivisione come nei film americani, dove ci si alza e si parla della propria situazione…forse anch’io mi alzerei, timidamente, e cincischiando (davanti alle platee sono impacciato) farei una probabile scena muta. Ho sbagliato epoca, non sono Galileo, non ho nulla tra le mani con cui invertire il senso di rotazione, andar controcorrente mentre il flusso scorre è faticoso, arriverò stremato alla fonte, ma di certo non finirò nel mare di merda che il flusso segue…cazzo come ho sbagliato epoca.        

venerdì 23 marzo 2012

Domanda e offerta....please


Tanti anni fa mi raccontarono tante favole, leggende e postulati. Oggi il castello sul quale ho costruito parte della mia vita è miseramente crollato, da qualche anno c’è stato un nuovo approccio, chiamatelo scetticismo, melodramma evolutivo, gnostico nell’essenza. Insomma lo sciorinamento dei dati, delle tesi, o qualsiasi altro testo “sacro” lo affronto con le dovute molle, o paracadute, fate voi. A preambolo di tutto ciò, questo per dire, o perbacco oserei,  quel famoso grafico dove la domanda e l’offerta si incontravano dove è andato a finire? Microeconomia, macroeconomia, o fate voi, la realtà è che "l'economia" non ha ragion di esistere, i parametri sono palesemente alterati a seconda delle esigenze di alcuni "gruppi" di potere. Ogni tanto si rispolverano i contrasti in medio oriente, una guerra di occasione, e mentre la recessione dilaga la domanda dell'oro nero diminuisce e l'offerta aumenta, il costo del barile schizza come alla fuoriuscita dal pozzo....ahahahah...così risponde il mio ego, che per taluni lettori è una protesi deformata e antitetica alla realtà, e mi sussurra che forse non ci resta che "pregare". (un suggerimento per altro dato da exodus). Un atto di fede verso l'immateriale, al divino, all'antropomorfa statuetta, che io in questo momento non riesco a fornire. In questi giorni si parla di art. 18 e di quant'altro possa esser utile al "rilancio", accantoniamo momentaneamente il reale, gli "esperti" faranno il loro (diciamo così), ma non una parola sulle esigenze dell'uomo. Non degli egoismi materiali intendo, non dello straconsumo epilettico, non delle esigenze di facciata, ma di quella sana sensazione di appagamento dovuta alle semplicità. Solo atti intimidatori, imperniati sul  sacrificio, per consegnare alla storia generazioni di schiavi più o meno abbienti, più o meno lavoratori, un po' inconsistenti e poco consapevoli dell'immenso potere che portano dentro. Si, forse non ci resta che pregare, a chi mi chiedete? Attendete, ora domando.   

venerdì 4 novembre 2011

Perchè non basta esser indignati...


Ragazzi e ragazze, signori e signore, carissimi voi tutti…
Qui non si sciolina buona letteratura, ma una gran dose di arrabbiatura, perché questa è una protesi estesa, una protuberanza dell’Io. Ritorno ai vecchi concetti, di coloro che affermano il principio di “beato a te che non capisci un cazzo” apprezzandone sempre più il cardine con il quale non si ha minimamente il sentore di ciò che accade realmente. Una vita real-virtuale, che si è appropriata di una gran fetta di umanità. Se si pensa che ciò, sia prerogativa Italiana vi sbagliate di grosso, coloro che gestiscono lo sport in India stanno negando le più elementari strutture alle masse, proprio quando sono immersi fino al collo nella corruzione e nell’incompetenza, eppur il resto del mondo ne decanta i meriti per un’economia tra le più fiorenti, si potrebbe fare un elenco interminabile di esempi, dalla Francia al Giappone, dalle Americhe all’Africa passando per la Cina e andando nella Russia.
Ognuno ha le proprie metodologie di ricerca per farsi un'idea,  questo mio cercare, affiancato alle incompetenze del mio settore lavorativo hanno riproposto lo spirito bellicoso nel precedente post, che vorrei veder realizzato...in definitiva non dimentichiamoci che la vita si è materializzata dopo un’esplosione. Forse a molti può apparire uno sfogo estemporaneo, un’ira fine a se stessa, un atto della non ragione. Potrei esser d’accordo con voi, però tornando a bomba, preferirei far parte di quel “beato a te che non capisci un cazzo” perché in fondo il risveglio della coscienza, la condivisione, il dialogo, e ogni tipo di rapporto umano e lavorativo è ormai imperniato, intriso, inquinato dalla denigrazione, il non rispetto, la strafottenza, la scalata sociale a discapito di tutto e tutti…ma io, me medesimo in qualità di Officina in Trasformazione domando a voi, cosa fate per contrastare questa melma? Cosa vorreste fare? Non mi basta solo esser felice, io voglio di più, voglio che lo siano il maggior numero di persone…scusate, ma forse non basta isolarsi e raggiungere uno stato interiore superiore, non basta staccare la spina e disinteressarsi del resto, siamo sette miliardi, un po’ troppi per esser sopportati da questo pianeta, e figuriamoci se posso farlo io nel mio piccolo.

lunedì 30 maggio 2011

Considerazioni di un ex giovane allo stabilimento balneare

Non sono più un giovane nel vero senso della parola, anche se mi atteggio a tale e frequento ancora i luoghi di una gioventù che fatico a focalizzare. Constatazioni che hanno sicuramente attanagliato anche le passate generazioni e che ora ripropongo da una mia visuale con riscontri sul campo di battaglia, perché vi assicuro di tale si tratta. La famiglia sul quale si dovrebbero poggiare è disgregata per esigenza lavorative ed affettive, i modelli di riferimento rispecchiano un cotto e mangiato da fast food dove l’estetica impera, la scuola è una tappa forzata dove conta solo il risultato numerico del voto e poco, anzi nulla, la formazione in sé, le mamme chioccia che difendono ad oltranza i pargoli a discapito della ragione, creando dei veri e propri mostri incapaci nel futuro di una benché minima autosufficienza, e dulcis in fundo (frase scopiazzata da internet) non è minimamente preso in considerazione il  sacrificio e l’impegno per ottenere qualsivoglia risultato. Detto ciò (cazzo dice questo penserete) nulla di nuovo quindi il post perde il riscontro come il precedente nuotando nei luoghi comuni, però questo vorrei far notare, è vero come quando mi stendo sul lettino dello stabilimento e sento giovanissimi ragazzine dire…”te lo sei fatto quello, tanto bello quanto coglione” ex prerogativa dei maschietti sbruffoni e un po’ coglioncelli…oppure sento note di biasimo se vengono proposti lavori umili con la frase… “ io mica mi abbasso a questo, chiama un extracomunitario”… o ancora giovani di famiglie agiate o con regolari posti di lavoro che si dedicano allo spaccio di stupefacenti per appagare voglie personali e punire oltremisura genitori assenti…continuo con i sogni ricorrenti....“voglio sfondare nel mondo dello spettacolo”…aspettative tutte votate alla materialità.…poi c’è il popolo dei reclusi…quelli che inchiodati al PC pensano che la vita sia come una chat..."xchè nn ci vediamo ai delle belle tette…quanti amici ai su FB…più di 2000, czzo sei uno figo"…Quadro desolante frutto dell’irrazionale propensione all’autolesionismo. Continuiamo ad occuparci delle pensioni, dell’economia, delle energie alternative, delle religioni, e si abbandonano a loro stessi le speranze di salvare questa umanità.

Gli alberi sono liriche che la terra scrive sul cielo. Noi li abbattiamo e li trasformiamo in carta per potervi registrare, invece, la nostra vuotaggine.
Kahlil Gibran

domenica 15 maggio 2011

Aforismi e sogni

I sogni sono desideri che l’uomo tiene nascosti anche a sé stesso.
Akira Kurosawa

Oggi si scrive per il piacere di colei che vuol sognare, perché il sogno è un modo discreto per appagare le fantasie ammantati dall'alone dell'inconsistenza. Ho passato parti di vita con le cuffiette nelle orecchie a sognar materialità di ogni sorta, dove quella sensazione di indistruttibilità dava forza e coraggio. La musica turbinava ad alto volume squarciando i timpani, eppur ne traevo speranza, gioia, voglia di esserci. Oggi i sogni sono integrati nella realtà, sono la gioia di guardare, di essere, di mangiare, di immergersi, di amare, scorrono come il sudore sopra gli occhi mentre deviano sulle labbra con il loro carico di sale. Tenerli nascosti fa comodo, nell'inconsapevolezza si vive meglio, i sogni sono una spinta quando non sono un mondo dove rifugiarsi per non affrontare le quotidianità, da quel mondo non bisogna farsi rapire, per non correre il rischio di vivere in un sogno e scordarsi di vivere la vita.
Quella sera eravamo in uno dei soliti locali da intrattenimento, non mi andava di partecipare alle discussioni volevo solo ascoltare...la pioggia s'impadronì della notte, era ora di andare...dissi a lei fatti accompagnare, rischi un bagno inutilmente.....misi il casco e accesi la moto, il suono del quattro cilindri diede il là alla sinfonia...la pioggia cadeva copiosa, la visiera e le goccioline formavano curiosi contrasti....sorrisi a me stesso contento di quella sensazione...i lampioni strizzavano gli occhi...arrivai a casa...bagnato..