Trovo le statistiche come delle splendide statue, che tutti ammirano e contemplano tralasciando con notevole imperizia la veridicità della vita, rimanendo immobili senza dare nulla in cambio se non un barlume di gioia nel vederle. Perché questa prosopopea inutile vi domanderete? Come non comprendervi, ma ste statistiche cominciano a darmi sui nervi, prendiamo l'articolo del sole 24 ore " La bussola per conquistare il posto giusto...." non fa una grinza nella disamina dei dati, ma i signori perché non dicono che sfruttano e sottopagano in maniera sconcertante queste figure lavorative mancanti....parrucchieri, baristi, informatici, cuochi, cassieri...e quant'altro, allora questa statistica avrebbe una migliore collocazione e sarebbero in molti a concordare dove possono metterla (si proprio dove state pensando). Quell'articoletto che cita... L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro...si è perso nei meandri dell'ipocrisia umana...o lo stiamo sostituendo con un più consono...L'Italia é una semi Repubblica fondata sullo sfruttamento del lavoro, prossima colonia del fantomatico nuovo ordine mondiale? La fantasia comincia a vacillare e quell'idea del volere è potere, è vetusta come scrivere un articolo su carta, come esternare liberamente le idee senza essere preso per un rivoluzionario, come terminare un percorso formativo intellettuale o materiale. Cosa c'è nel nostro futuro, siamo artefici di noi stessi o comparse di uno spettacolo, per il quale la partecipazione non è gradita, se non con invito!......ben inteso un invito non per merito.
...condividere la visione della vita, senza pregiudizi o politche preconfezionate, dove si espone l'idea e si costruisce la soluzione...
lunedì 27 settembre 2010
Lavoro
Trovo le statistiche come delle splendide statue, che tutti ammirano e contemplano tralasciando con notevole imperizia la veridicità della vita, rimanendo immobili senza dare nulla in cambio se non un barlume di gioia nel vederle. Perché questa prosopopea inutile vi domanderete? Come non comprendervi, ma ste statistiche cominciano a darmi sui nervi, prendiamo l'articolo del sole 24 ore " La bussola per conquistare il posto giusto...." non fa una grinza nella disamina dei dati, ma i signori perché non dicono che sfruttano e sottopagano in maniera sconcertante queste figure lavorative mancanti....parrucchieri, baristi, informatici, cuochi, cassieri...e quant'altro, allora questa statistica avrebbe una migliore collocazione e sarebbero in molti a concordare dove possono metterla (si proprio dove state pensando). Quell'articoletto che cita... L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro...si è perso nei meandri dell'ipocrisia umana...o lo stiamo sostituendo con un più consono...L'Italia é una semi Repubblica fondata sullo sfruttamento del lavoro, prossima colonia del fantomatico nuovo ordine mondiale? La fantasia comincia a vacillare e quell'idea del volere è potere, è vetusta come scrivere un articolo su carta, come esternare liberamente le idee senza essere preso per un rivoluzionario, come terminare un percorso formativo intellettuale o materiale. Cosa c'è nel nostro futuro, siamo artefici di noi stessi o comparse di uno spettacolo, per il quale la partecipazione non è gradita, se non con invito!......ben inteso un invito non per merito.
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lavoro
giovedì 23 settembre 2010
Incatenati
Catene invisibili circondano le nostre vite, attanagliano i nostri pensieri, non ci lasciano dormire e portano con disinvoltura sofferenze diffuse....il lavoro, il mutuo, l'affitto, le tasse , le bollette, le quotidianità, incombono come spade di Damocle sulle nostre teste. Legati a doppio filo alle necessità ci dimentichiamo delle nostre esistenze dei nostri bisogni dei nostri sogni, cosi candidamente cullati in giovane età. Vorrei liberare tutti noi da questi obblighi che ci impediscono di vedere oltre, di pensare al futuro, e non pensarlo in termini economici, ma in termini quasi sentimentali, riassaporando quel dolce sapore che da la vita, con il retrogusto che più aggrada, con quei sentori soavi che appagano le menti. Quel mutuo tanto agognato è lama a doppio taglio, quel lavoro sempre più chimera dei nostri giorni costringe popoli alla migrazione per sperare nella sopravvivenza, schiavi di questo sistema per indossare, mostrare per portare con altezzosità le nostre catene, per taluni d'orate, ma pur sempre catene. Il sistema da noi generato ci controlla come una macchina, non possiamo sfuggire, ma le nostre menti hanno ancora spazio per essere libere. In troppi si aggirano con disinvoltura non rendendosi conto delle opportunità che si stanno negando, perché la felicità esiste, non per tutti, ma esiste e rincorrerla tutta la vita ci fa perdere di vista il presente aspettando il futuro che verrà..... Spezziamole queste catene....
lunedì 20 settembre 2010
Cercasi..... RISPETTO
Rispetto per chi fa il barista
Rispetto per chi lavora nei campi
Rispetto per i medici e infermieri che operano coscienziosamente
Rispetto per chi opera nel sociale senza secondi fini
Rispetto per le forze dell'ordine che ti rispettano
Rispetto per le famiglie che si barcamenano nel far quadrare i conti
Rispetto per chi studia con passione
Rispetto per chi si impegna nella realizzazione dei sogni
Rispetto per chi ama gli animali
Rispetto per chi ama la natura
Rispetto per chi ama
Rispetto per chi fa l'amore
Rispetto per chi fa sesso
Rispetto per chi fa l'amore
Rispetto per chi fa sesso
Rispetto per chi crede in un Dio
Rispetto per chi crede nella cultura
Rispetto per chi prende coscienza di se stesso
Rispetto......
Rispetto per questa vita, e per tutto ciò in cui si crede...se ne trovate in giro fate un fischio.
mercoledì 15 settembre 2010
La donna in metropolitana
Un giro in città vale la pena di esser vissuto, assaporato, odorato...qui le fragranze si fondono nel rarefatto, passano nel fresco profumato, finiscono in quel olezzo stile stalla del metrò, e proprio del metrò vorrei parlare. Muoversi negli ingorghi cittadini non fa mai bene, e il metrò è diventato un vero e proprio luogo dove il tempo trascorre all'insaputa del viaggiatore. Ogni città ha il suo stile i suoi passeggeri le sue metodologie, ma la cosa che mi è saltata all'occhio frequentando i vagoni negli orari di chiusura degli uffici e negozi o più in generale nelle ore serali è che molte donne, un'altissima percentuale, leggono beatamente un libro o una rivista creando intorno alle loro figure un alone di impenetrabile disinteresse verso tutto ciò che le circonda, una sorta di muraglia protettiva o desiderio di passare del tempo con loro stesse prima di rientrare a fatica agli impegni casalinghi, che in molti casi non ritrovano l'aiuto del compagno, dei figli o del marito o vanno a cozzare contro le insofferenze di genitori invadenti privi di ogni sensibilità. Il metrò con la sua corsa arriva a destinazione portando con se un pò di quelle donne silenziose e sofferenti che attenderanno il giorno seguente per immergersi nuovamente nelle loro storie.
P.S.
Un pensiero a quelle donne che troppo spesso non vengono apprezzate, che annullano i loro sogni i loro pensieri per portare avanti sciocchi stereotipi a loro imposti.....essere donna non è un peso di cui liberarsi.
P.S.
Un pensiero a quelle donne che troppo spesso non vengono apprezzate, che annullano i loro sogni i loro pensieri per portare avanti sciocchi stereotipi a loro imposti.....essere donna non è un peso di cui liberarsi.
giovedì 9 settembre 2010
Le tribù del fregio
Le rappresentazioni del potere nei simboli, identificano nel solo possesso un'appartenenza che colloca il possessore nell'elite. Il fregio crea dipendenza, attira il barlume della ragione, ci fa perdere il controllo. Si cerca l'accettazione da parte degli altri o l'ergersi al disopra, e nella miriade di simboli la scelta comporta l'ingresso in un recinto. Ci sono recinti dorati o fatiscenti, ma il concetto non cambia, l'appartenenza è più importante della libertà di essere, di esistere, di portare avanti le proprie idee, perché altrimenti non si viene identificati. Girovagare al di fuori ti fa apparire come un pesce fuor d'acqua ed iniquo alla vita terrena. Questi percorsi preconfezionati sono sempre più evidenti ed attuati inconsapevolmente da giovani, piccoli e piccolissimi, per entrare il prima possibile nel sistema produttivo e garantirne l'espansione e la crescita insensata.
Ci risiamo.....per chi è frequentatore del Blog avrà capito, non parlo di complotti o giù di lì....però avere un'identità, essere unici, credere in se stessi...non vuol dire esser diversi, e per questo non accettati...e poi se anche fosse, fottetevene in fin dei conti non sanno cosa si perdono...
Ci risiamo.....per chi è frequentatore del Blog avrà capito, non parlo di complotti o giù di lì....però avere un'identità, essere unici, credere in se stessi...non vuol dire esser diversi, e per questo non accettati...e poi se anche fosse, fottetevene in fin dei conti non sanno cosa si perdono...
lunedì 6 settembre 2010
Il Caso Sakineh
Secondo il rapporto di Amnesty International, nel 2009 sono state messe a morte almeno 714 persone in 18 paesi e condannate a morte almeno 2001 persone in 56 paesi. Questi dati non tengono conto delle migliaia di esecuzioni probabilmente avvenute in Cina, paese dove le informazioni sulla pena capitale rimangono un segreto di stato. Oltre alla Cina, i paesi col più alto numero di esecuzioni sono risultati l’Iran (almeno 388), l’Iraq (almeno 120), l’Arabia Saudita (almeno 69) e gli Stati Uniti (52). Analizzando i dati, e togliendo Iran e Iraq, paesi chiaramente considerati incivili, mi chiedo, dov'è l'indignazione per Cina, Arabia Saudita, USA? Il caso Ashtiani Sakineh in questione, va condannato a priori perché la vita umana non può essere spezzata per improcrastinabili esigenze religiose politiche o quant'altro, le modalità brutali non ha senso contestarle perché è il fine ultimo da non considerare. In USA... "I politici creano con la pena di morte l’illusione che qualcosa viene fatto per il crimine, o che in qualche modo le persone ‘cattive’ sono messe al sicuro e che la comunità può così stare tranquilla, ma la verità è che i peggiori non muoiono nel braccio della morte, solo i più poveri lo fanno. I peggiori ricevono l’ergastolo o, se hanno molti soldi, non vengono giudicati colpevoli. I poveri sono in genere malati di mente o i ritardati, o i giovani criminali. […] Spesso hanno subito violenze sessuali nell’infanzia, hanno problemi di droga o alcool". A dirlo non è un qualunque attivista per i diritti umani, ma Melodee Smith, avvocata americana esperta in questioni riguardanti la pena di morte, nonché consulente spirituale dei condannati, come la più famosa Helen Prejean, ispiratrice del film "Dead man walking"...citazione di Claudia Cuppini.
Per questo motivo perché non si alza la voce contro quel portatore di santità che sono gli Stati Uniti e tutti gli affiliati del glorioso nuovo ordine mondiale, e proviamo a distogliere quell'avversione negativa, propinata ad oltranza, verso tutto ciò che non è occidentale?
Oppure gli interessi economici sono come sempre l'unico vero cardine che fa muovere le coscienze?
Il Caso Sakineh, mi auguro che sia ritrattato e mai più riproposto, e il lieto fine sia il vero unico obiettivo, non vorrei che una sua strumentalizzazione sia additata a supporto di tesi antiraniane ed antislamiche.....ma voi ci credete veramente?
venerdì 3 settembre 2010
Democrazia
Ci sono attimi....in verità assai lunghi....che penso alla democrazia come una ingegnosa forma di soggiogazione....
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giovedì 2 settembre 2010
Il Colonnello in groppa al Cavaliere
lunedì 30 agosto 2010
Rimodulazione del pensiero
Per evolvere e progredire non bisogna fare cose eclatanti, ma uscire dalla stagnazione e riformulare idee già presenti, riordinandole per rendere tutto più fluido. E se questo Blog è la mia mente, o meglio una sua piccola parte aperta al pubblico, i contenitori in cui vanno a fluire i post sono troppo vaghi ed abbracciano uno spettro troppo ampio, direi quasi confusionario....quindi vi chiederete...e allora?...Nuove etichette identificative per selezzionare meglio gli argomenti, e vomitarci dentro tutto quanto, così facendo non calpesterete il maleodorante intruglio, ma potrete osservarlo ed evitarlo in quanto accuratamente depositato nelle apposite etichette....
1)politica, attualità, economia
2)uomini, storie, pensieri
3)libri, viaggi, curiosità
4)amore, sesso, emozioni
1)politica, attualità, economia
2)uomini, storie, pensieri
3)libri, viaggi, curiosità
4)amore, sesso, emozioni
sabato 28 agosto 2010
La vita è una puttana.
Vorrei riappropriarmi di una sensazione di esistenza....del tipo aver un senso del vuoto, perdere l'ausilio della tecnologia, privarmi di ogni forma di contatto e comunicazione, non dover possedere o aver voglia di farlo, azzerare la coscienza, uscir fuori da me stesso, iniziare il cammino della scoperta. Incamminarmi senza impegni, con la mente sull'amaca, ascoltando le notizie portate dal vento e le carezze dal sole, dove il caso è il compagno di viaggio che ti sorprende nascosto dietro l'angolo....tramutare una strada sterrata con buche e ciottoli in un immenso ponte mobile che colleghi ogni parte di questo pianeta sempre più moribondo, dove la natura così distante si riappropri di tutto e i suoi sfruttatori tornino ad essere parsimoniosi abitanti in sintonia tra loro....Poi la mattina dopo mi alzo, e il vuoto non c'è, perchè...perchè...non c'è!!!....Semplice è invaso dal nostro prostituirsi giornaliero alla vita, quella vita che abbiamo trasformato in una....puttana!
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pensieri
giovedì 26 agosto 2010
Il peso della cabeza
La felicità non è uno stato da raggiungere, ma un sentimento che vive dentro di noi...non lo si può guadagnare con il materialismo....forse è questo uno dei problemi fondamentali che inibiscono il suo raggiungimento. Ogni tanto ci si ferma, per tirare un po' le somme, in questo caso il Blog prende vita, e all'atto della sua nascita la "corrente" è stata vaga, approssimativa, qualunquista....ora mi fermo guardo indietro e il tempo ha occupato nuove caselle di questo contesto, portando alla luce quel che vive dentro il mio spirito...tramutare questo rancore, questa rabbia e forza, in qualcosa di propositivo...dove la condivisione, lo scambio di opinione non deve essere virtuale, ma concreta, partendo da questi post. Il commento, la discussione aperta ad una vasta platea, non può che essere positiva...ma remore ingiustificate e paure insensate frenano la voglia e il desiderio. Le critiche stimolano la crescita, ed io in questo senso mi sento ancora nella fase adolescenziale. Caotico, lunatico, un po istrione di questo palcoscenico, rimetto a voi le feroci sentenze, in attesa di un cordiale riscontro.....magari solletico le fantasie più recondite, e le paure nascoste, le esperienze inimagginabili e tutto quello che vi passa per la cabeza....
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il punto
venerdì 20 agosto 2010
Perchè gli ebrei iraniani stanno meglio dei palestinesi di Gaza
L'articolo è riportato nella sua integrità da www.ComeDonChisciotte.org....Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse. Questo è un modo per osservare il mondo da altri punti di vista, mantenendo un'indipendenza ed una integrità caratteristica di ogni singolo, quindi ribadisco il concetto, che quel che scrivo o riporto non è verità assoluta, ma una riflessione è gradita.....buona lettura.
DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org
Vivere nella dignità con i benefici della cittadinanza
25 000 Ebrei vivono in Iran. È la più grande popolazione ebraica nel Medio Oriente fuori da Israele. Gli Ebrei iraniani non sono perseguitati, né subiscono abusi da parte dello stato, anzi, sono protetti dalla Costituzione iraniana. Sono liberi di praticare la loro religione e di votare alle elezioni. Non vengono fermati e perquisiti ai posti di blocco, non vengono brutalizzati da un esercito di occupazione, e non vengono ammassati in una colonia penale densamente popolata (Gaza) dove vengono privati dei loro mezzi di sussistenza di base. Gli Ebrei iraniani vivono nella dignità e godono dei diritti della cittadinanza.
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato demonizzato dai media occidentali. Viene definito un antisemita e il “nuovo Hitler”. Ma se queste teorie sono vere, perché la maggioranza degli Ebrei iraniani ha votato per Ahmadinejad alle recenti elezioni presidenziali? Potrebbe essere che la gran parte di quello che sappiamo su Ahmadinejad altro non sia che voci senza fondamento e propaganda?
Questo estratto è stato pubblicato in un articolo della BBC:
“l’ufficio di (Ahmadinejad) ha fatto una recente donazione di denaro all’ospedale ebraico di Tehran. È solo uno dei quattro ospedali di carità ebraici in tutto il mondo ed è finanziato con le sovvenzioni della diaspora ebraica – una cosa straordinaria in Iran, dove persino le organizzazioni di aiuto locali hanno difficoltà a ricevere sovvenzioni dall’estero per timore di essere accusati di essere agenti stranieri”.
Quando mai Hitler ha donato denaro agli ospedali ebraici? L’analogia con Hitler è un tentativo disperato di fare il lavaggio del cervello agli Americani. Non ci dice niente di come sia realmente Ahmadinejad.
Le menzogne su Ahmadinejad non sono diverse da quelle su Saddam Hussein o su Hugo Chavez. Gli Stati Uniti e Israele stanno cercando di creare la giustificazione per un’altra guerra. È per questo che i media attribuiscono ad Ahmadinejad di aver detto cose che non ha mai detto. Non ha mai detto di “volere cancellare Israele dalla carta geografica”. Questa è un’altra finzione. L’autore Jonathan Cook spiega quello che il presidente iraniano ha realmente detto:
“Questo mito è stato riciclato a non finire dal momento in cui fu commesso un errore di traduzione di un discorso di Ahmadinejad fatto quasi due anni fa. Gli esperti della lingua persiana hanno verificato che il presidente iraniano, lungi dal minacciare di distruggere Israele, stava citando un discorso precedente del defunto Ayatollah Khomeini, in cui rassicurava i sostenitori dei Palestinesi che “il regime Sionista a Gerusalemme” sarebbe “svanito dalla pagina del tempo”.
Non minacciava di sterminare gli Ebrei e neppure Israele. Stava paragonando l’occupazione da parte di Israele dei [territori] Palestinesi ad altri sistemi illegittimi di governo il cui tempo è ormai finito, compresi gli Shah che un tempo governavano l’Iran, l’apartheid in Sud Africa e l’impero sovietico. Ciononostante, questa traduzione errata è persistita e ha prosperato perché Israele e i suoi sostenitori l’hanno sfruttata per i propri crudi scopi di propaganda”. (“Israel Jewish problem in Tehran, Jonathan Cook, The Electronic Intifada)
Ahmadinejad non rappresenta una minaccia né per Israele né per gli Stati Uniti. Come chiunque altro in Medio Oriente, vuole una tregua dall’aggressione degli USA e di Israele.
Questo [estratto] proviene da Wikipedia:
“Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha mosso accuse di discriminazione in Iran contro gli Ebrei. Secondo tale studio, gli Ebrei non potrebbero occupare alte posizioni nel governo e non potrebbero prestare servizio nei servizi giudiziari e di sicurezza, né diventare presidi di scuole pubbliche. Lo studio dice che ai cittadini ebrei è consentito ottenere il passaporto e viaggiare fuori dal paese, ma che spesso gli vengono loro negati i permessi di uscite multiple normalmente rilasciati agli altri cittadini. Le accuse mosse dal Dipartimento di Stato americano sono state condannate dagli Ebrei iraniani. La Association of Tehrani Jews ha detto in una dichiarazione, “noi Ebrei iraniani condanniamo le accuse del Dipartimento di Stato americano sulle minoranze religiose iraniane, annunciato che siamo pienamente liberi di praticare i nostri doveri religiosi e non sentiamo alcuna restrizione in merito alla pratica dei nostri rituali religiosi”.
A chi dovremmo credere: agli Ebrei che a tutti gli effetti vivono in Iran, o alle provocazioni del Dipartimento di Stato americano?
Ci sono 6 macellerie kosher, 11 sinagoghe e numerose scuole ebraiche a Tehran. Né Ahmadinejad, né nessun altro funzionario del governo iraniano ha mai fatto alcun tentativo di far chiudere queste strutture. Mai. Gli Ebrei iraniani sono liberi di viaggiare (o di spostarsi) ad Israele a loro piacimento. Non sono imprigionati da un esercito di occupazione. Non gli vengono negati né cibo, né medicine. I loro figli non crescono con disturbi mentali provocati dal trauma della violenza sporadica. Le loro famiglie non vengono fatte saltare in aria dagli elicotteri d’assalto che girano intorno alle spiagge. I loro sostenitori non vanno a finire sotto ai bulldozer, né gli vengono sparati nel cranio delle pallottole di gomma. Quando fanno manifestazioni pacifiche per le loro libertà civili non vengono picchiati né vengono usati gas lacrimogeni. I loro leader non vengono perseguitati ed uccisi con assassini premeditati.
Roger Cohen ha scritto un articolo molto attento sull’argomento per il New York Times. Ha detto:
“Sarà che io prediligo i fatti alle parole, ma dico che la realtà della civiltà iraniana nei confronti degli Ebrei ci dice più sull’Iran – sulla sua sofisticazione e sulla sua cultura – di quanto lo faccia tutta la retorica incendiaria. Potrà essere perché sono ebreo, e raramente sono stato trattato con un tale e costante calore come in Iran. O forse mi ha colpito che l’ira per Gaza, sbandierata sui poster e sulla TV iraniana, non si è mai riversata sotto forma di insulti o di violenze contro gli Ebrei. O forse è perché sono convinto che la caricatura di “Mullah Pazzo” dell’Iran e che l’assimilarne qualunque compromesso al Monaco del 1938 – una posizione popolare in alcuni circoli ebraici americani – sia fuorviante e pericoloso”. (“What Iran’s Jews Say”, Roger Cohen, New York Times).
La situazione non è perfetta per gli Ebrei che vivono in Iran, ma è meglio di quella dei Palestinesi che vivono a Gaza. Molto meglio.
Mike Whitney vive nello stato di Washington. Può essere contattato all’indirizzo fergiewhitney@msn.com.
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/whitney08182010.html
18.08.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI
DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org
Vivere nella dignità con i benefici della cittadinanza
25 000 Ebrei vivono in Iran. È la più grande popolazione ebraica nel Medio Oriente fuori da Israele. Gli Ebrei iraniani non sono perseguitati, né subiscono abusi da parte dello stato, anzi, sono protetti dalla Costituzione iraniana. Sono liberi di praticare la loro religione e di votare alle elezioni. Non vengono fermati e perquisiti ai posti di blocco, non vengono brutalizzati da un esercito di occupazione, e non vengono ammassati in una colonia penale densamente popolata (Gaza) dove vengono privati dei loro mezzi di sussistenza di base. Gli Ebrei iraniani vivono nella dignità e godono dei diritti della cittadinanza.
Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato demonizzato dai media occidentali. Viene definito un antisemita e il “nuovo Hitler”. Ma se queste teorie sono vere, perché la maggioranza degli Ebrei iraniani ha votato per Ahmadinejad alle recenti elezioni presidenziali? Potrebbe essere che la gran parte di quello che sappiamo su Ahmadinejad altro non sia che voci senza fondamento e propaganda?
Questo estratto è stato pubblicato in un articolo della BBC:
“l’ufficio di (Ahmadinejad) ha fatto una recente donazione di denaro all’ospedale ebraico di Tehran. È solo uno dei quattro ospedali di carità ebraici in tutto il mondo ed è finanziato con le sovvenzioni della diaspora ebraica – una cosa straordinaria in Iran, dove persino le organizzazioni di aiuto locali hanno difficoltà a ricevere sovvenzioni dall’estero per timore di essere accusati di essere agenti stranieri”.
Quando mai Hitler ha donato denaro agli ospedali ebraici? L’analogia con Hitler è un tentativo disperato di fare il lavaggio del cervello agli Americani. Non ci dice niente di come sia realmente Ahmadinejad.
Le menzogne su Ahmadinejad non sono diverse da quelle su Saddam Hussein o su Hugo Chavez. Gli Stati Uniti e Israele stanno cercando di creare la giustificazione per un’altra guerra. È per questo che i media attribuiscono ad Ahmadinejad di aver detto cose che non ha mai detto. Non ha mai detto di “volere cancellare Israele dalla carta geografica”. Questa è un’altra finzione. L’autore Jonathan Cook spiega quello che il presidente iraniano ha realmente detto:
“Questo mito è stato riciclato a non finire dal momento in cui fu commesso un errore di traduzione di un discorso di Ahmadinejad fatto quasi due anni fa. Gli esperti della lingua persiana hanno verificato che il presidente iraniano, lungi dal minacciare di distruggere Israele, stava citando un discorso precedente del defunto Ayatollah Khomeini, in cui rassicurava i sostenitori dei Palestinesi che “il regime Sionista a Gerusalemme” sarebbe “svanito dalla pagina del tempo”.
Non minacciava di sterminare gli Ebrei e neppure Israele. Stava paragonando l’occupazione da parte di Israele dei [territori] Palestinesi ad altri sistemi illegittimi di governo il cui tempo è ormai finito, compresi gli Shah che un tempo governavano l’Iran, l’apartheid in Sud Africa e l’impero sovietico. Ciononostante, questa traduzione errata è persistita e ha prosperato perché Israele e i suoi sostenitori l’hanno sfruttata per i propri crudi scopi di propaganda”. (“Israel Jewish problem in Tehran, Jonathan Cook, The Electronic Intifada)
Ahmadinejad non rappresenta una minaccia né per Israele né per gli Stati Uniti. Come chiunque altro in Medio Oriente, vuole una tregua dall’aggressione degli USA e di Israele.
Questo [estratto] proviene da Wikipedia:
“Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha mosso accuse di discriminazione in Iran contro gli Ebrei. Secondo tale studio, gli Ebrei non potrebbero occupare alte posizioni nel governo e non potrebbero prestare servizio nei servizi giudiziari e di sicurezza, né diventare presidi di scuole pubbliche. Lo studio dice che ai cittadini ebrei è consentito ottenere il passaporto e viaggiare fuori dal paese, ma che spesso gli vengono loro negati i permessi di uscite multiple normalmente rilasciati agli altri cittadini. Le accuse mosse dal Dipartimento di Stato americano sono state condannate dagli Ebrei iraniani. La Association of Tehrani Jews ha detto in una dichiarazione, “noi Ebrei iraniani condanniamo le accuse del Dipartimento di Stato americano sulle minoranze religiose iraniane, annunciato che siamo pienamente liberi di praticare i nostri doveri religiosi e non sentiamo alcuna restrizione in merito alla pratica dei nostri rituali religiosi”.
A chi dovremmo credere: agli Ebrei che a tutti gli effetti vivono in Iran, o alle provocazioni del Dipartimento di Stato americano?
Ci sono 6 macellerie kosher, 11 sinagoghe e numerose scuole ebraiche a Tehran. Né Ahmadinejad, né nessun altro funzionario del governo iraniano ha mai fatto alcun tentativo di far chiudere queste strutture. Mai. Gli Ebrei iraniani sono liberi di viaggiare (o di spostarsi) ad Israele a loro piacimento. Non sono imprigionati da un esercito di occupazione. Non gli vengono negati né cibo, né medicine. I loro figli non crescono con disturbi mentali provocati dal trauma della violenza sporadica. Le loro famiglie non vengono fatte saltare in aria dagli elicotteri d’assalto che girano intorno alle spiagge. I loro sostenitori non vanno a finire sotto ai bulldozer, né gli vengono sparati nel cranio delle pallottole di gomma. Quando fanno manifestazioni pacifiche per le loro libertà civili non vengono picchiati né vengono usati gas lacrimogeni. I loro leader non vengono perseguitati ed uccisi con assassini premeditati.
Roger Cohen ha scritto un articolo molto attento sull’argomento per il New York Times. Ha detto:
“Sarà che io prediligo i fatti alle parole, ma dico che la realtà della civiltà iraniana nei confronti degli Ebrei ci dice più sull’Iran – sulla sua sofisticazione e sulla sua cultura – di quanto lo faccia tutta la retorica incendiaria. Potrà essere perché sono ebreo, e raramente sono stato trattato con un tale e costante calore come in Iran. O forse mi ha colpito che l’ira per Gaza, sbandierata sui poster e sulla TV iraniana, non si è mai riversata sotto forma di insulti o di violenze contro gli Ebrei. O forse è perché sono convinto che la caricatura di “Mullah Pazzo” dell’Iran e che l’assimilarne qualunque compromesso al Monaco del 1938 – una posizione popolare in alcuni circoli ebraici americani – sia fuorviante e pericoloso”. (“What Iran’s Jews Say”, Roger Cohen, New York Times).
La situazione non è perfetta per gli Ebrei che vivono in Iran, ma è meglio di quella dei Palestinesi che vivono a Gaza. Molto meglio.
Mike Whitney vive nello stato di Washington. Può essere contattato all’indirizzo fergiewhitney@msn.com.
Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/whitney08182010.html
18.08.2010
Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI
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mercoledì 18 agosto 2010
Il virus del gioco
E' molto diffuso nelle popolazioni, il contagio è altissimo, si trasmette con lo sguardo, il pensiero e la seduzione. La vincita è la chimera, il sogno che imperversa nell'immaginario, che cauterizza le ferite dello spirito, che assopisce l'astinenza da onnipotenza. Il virus muta in una droga e l'assuefazione ne carpisce la ragione. Si vede e si legge di gente totalmente votata al gioco dissennato, slot machine, gratta e vinci, lotto, superenalotto, scommesse sportive e via discorrendo, in un potpourri di opzioni praticamente illimitato, che buttano, è il caso di dirlo, non i soldi, ma l'anima nel sogno di un miraggio, trascurando se stessi e percuotendo le coscienze altrui. Questo fa parte della giungla di asfalto, dei centri commerciali che tutto vendono e tutto hanno, del consumismo sregolato, di questa esteriorità creata dall'essere umano, a me personalmente fa girare le palle, dobbiamo sopravvivere come nella "corrente di pensiero" di William Shakespeare..."Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame.
Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: è meglio che
cominci a correre."
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giovedì 12 agosto 2010
Gli alveari estivi
Frequentare la spiaggia nella settimana a cavallo di ferragosto è come infilare la testa in un alveare, le possibilità di sopravvivere alle amiche api sono minime.In questo caso, mi sono sentito parte integrante delle operose api, con la differenza che il concepimento finale non è il gustoso miele, ma relax e sollievo per le nostre povere menti stressate. Questo resta nelle buone intenzioni, invece ti trovi difronte un paesaggio surreale, lì tutti ingessati nei cliché della vacanza a tutti i costi, dove le coppie sotto l'ombrellone scambiano sguardi senza proferir parola o sbattono in faccia al compagno/a i propri rancori, dove genitori sopra le righe utilizzano sonori schiaffoni per sopperire ad ataviche frustrazioni interiori, dove per comunicare a pochi metri di distanza l'utilizzo dell'urlo alla Tarzan sia la norma, dove lo scatto che immortala l'attimo è importante per mostrare non per avere un ricordo, dove la ricerca per le carenze ancestrali la si vuole trovare sotto il bagnasciuga, dove l'happy haur serale è alle porte e si corre per prepararsi a puntino alla ricerca dell'acchiappo vincente...Potrei frequentare altri lidi in altri periodi, potreste pensare, e in definitiva vi darei ragione, però mi limito ad osservare e commentare alla mia maniera, perché in ognuno di noi c'è una parte che concorda sulla riformulazione di questo stile di vita. Vi lascio con un aforisma di Sant'Agostino......"Gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri, e non pensano a sé stessi."
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martedì 10 agosto 2010
La stagione degli incendi
Gli incendi in queste ultime settimane stanno imperversando in Russia, dove un caldo non nella norma ha investito una vasta regione. L'imprevedibilità climatica, è ormai una logica stabile degli ultimi anni, eppure aldilà delle considerazioni di merito, e delle notizie ampiamente riportate, un dato mi da a pensare...l'aumento dei prezzi del grano e conseguentemente di tutti i derivati.
Ops!!!..un momento, noi importiamo solo il 4% del grano russo, e la scorsa stagione per non vendere la produzione a dei prezzi non concorrenziali, hanno preferito stoccare una grossa fetta nelle giacenze, e come per magia (vabbè sono sempre il solito visionario complottista) un bel incendio a rivitalizzato il mercato del grano, dando nuova linfa ad una catena economica che si trovava in grosse difficoltà.
Siamo alle solite, come nello strano evento della piattaforma a 70 chilometri al largo delle coste della Louisiana, nel Golfo del Messico, di pertinenza della British Petroleum dove anche in questo caso a discapito di un ecosistema ignaro, di una filiera di pescatori e di un rilevante danno turistico, c'è stato qualcuno che ci ha guadagnato mantenendo il prezzo del barile di petrolio molto elevato. La logica del profitto in questa estate infuocata, continua inarrestabile la sua corsa....Prosit!
Ops!!!..un momento, noi importiamo solo il 4% del grano russo, e la scorsa stagione per non vendere la produzione a dei prezzi non concorrenziali, hanno preferito stoccare una grossa fetta nelle giacenze, e come per magia (vabbè sono sempre il solito visionario complottista) un bel incendio a rivitalizzato il mercato del grano, dando nuova linfa ad una catena economica che si trovava in grosse difficoltà.
Siamo alle solite, come nello strano evento della piattaforma a 70 chilometri al largo delle coste della Louisiana, nel Golfo del Messico, di pertinenza della British Petroleum dove anche in questo caso a discapito di un ecosistema ignaro, di una filiera di pescatori e di un rilevante danno turistico, c'è stato qualcuno che ci ha guadagnato mantenendo il prezzo del barile di petrolio molto elevato. La logica del profitto in questa estate infuocata, continua inarrestabile la sua corsa....Prosit!
martedì 3 agosto 2010
Un simpatico incontro
Sono affamato, ho voglia di sopperire a questa mancanza, con una abbuffata di emozioni. Dopo aver scecherato il tutto vi farei gustare il cocktail......se fosse così semplice metterei subito a disposizione la ricetta. E' difficile dedicare tempo a se stessi, nel senso di dedicare un po dei miei malsani pensieri a questo blog, perché gli impegni quotidiani incalzano, il lavoro, gli imprevisti, e il tempo non aspetta.Lo immagino come un signore vestito di bianco, con cappello e camicia azzurra, con l'iride degli occhi come il quadrante di un orologio, rispettoso, gentile, ma sempre indaffarato e preciso, insomma uno che spacca il secondo. Vorrei incontrarlo, fare un simpatica chiacchierata, per avere la possibilità di ridiscutere la metodicità del susseguirsi degli eventi, senza girarci tanto, potrebbe fornirci di un dispositivo per fermare le lacette in qualche particolare frangente. Sarebbe una gran comodità, l'unico inconveniente sarebbe l'utilizzo scriteriato che l'uomo nel suo complesso potrebbe farne, renderebbe questo sogno un gadget di ultima generazione, magari con un simpatico logo, tipo mela per accaparrarsi anche l'ultimo degli scettici.
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pensieri
giovedì 29 luglio 2010
Diving Agency Ischia....for
Sono tante le fobie che occupano impropriamente ed abusivamente i nostri spazi mentali, che ci rendono dei deboli impotenti incapaci alla reazione. Alcune si tramutano in ansie ingiustificate, ci circoscrivono la vita impedendo a noi stessi di sperimentare le novità, di capire che infondo a noi stessi si può scovare la soluzione. Il mare, come una donna dalle vesti sfumate, dall'azzurro al verde smeraldo, con le sue buie profondità, con quelle paure che mi hanno sempre accompagnato dalla giovane età, mi è stato presentato sotto nuova veste. Il traghettatore che ha condotto me e molti altri verso questa nuova esperienza, è colmo di passione, verso quel mare sempre più spogliato delle sue bellezze da un essere umano mai pago, egoista e strafottente. Questa è stata la chiave che ha aperto le porte, anzi i fondali di questo mondo sottomarino, rigoglioso e non ancora colonizzato da quello stesso essere che ne strappa la vita. Questo per chi come me ancora lo teme, e rispetta, ed ha imparato grazie a te a guardarlo attraverso una maschera da sub......GRAZIE PEPPINIELLO!!!!!...l'unico primo istruttore capo del Diving Agency Ischia!!!!
lunedì 26 luglio 2010
Amici in affitto!!!
Il sito rentafriend.com conta quasi trecentomila inscritti tra Stati uniti e Canada, nato per appagare quel sempre più vivo disagio del nostro essere soli o per camuffare quello che è il primo motore di approvigionamento della rete...il sesso?! La cosa mi lascia perplesso, perché con la "modiche cifre" che oscillano tra i 10 e 50 dollari l'ora, si può "affittare" un amico/a, ed avere compagnia ad un evento, un appuntamento o semplicemente per parlare, sfogarsi ed intraprenderre quella serie di rapporti umani che dovrebbero intercorrere nelle nostre vite. La crisi d'identità oltre aver preso possesso dei nostri corpi, si sta impadronendo anche dei nostri sistemi, creati con buone intenzioni, ma oltremodo decaduti nella banalità del profitto e dell'inconsistenza pura. Perché si cerca in rete ciò che si potrebbe avere scendendo in strada, aprendo la porta, rovistando tra gli scaffali impolverati delle nostre vite, perché per dialogare per instaurare rapporti di ogni genere internet è il monopolizzatore. Questa del sito sarà una delle tante banalità che si trovano navigando, il prossimo venderà sentimenti in lattina da consumare davanti alla Tv con un hamburger e patatine fritte, in un perfetto connubio d'importazione, io preferisco un buon libro e la compagnia delle persone care.....voi?
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fatti dal mondo
venerdì 23 luglio 2010
Il diritto di essere madre, è una questione economica.
Il figlio subito dopo il parto le è stato sottratto, in quanto, come riportato dagli organi d'informazione, aveva chiesto per problemi economici l'affido condiviso (percependo una rendita di 500 € mensili), ma il Tribunale dei Minori con solerzia e spirito di abnegazione, senza interpellarla ha dato avvio alla procedura di adozione. Il tutto è venuto alla luce per la denuncia dello psicologo che ha preso in cura la giovane madre. Questo in estrema sintesi quello che è avvenuto in una provincia del Trentino.
Non entro nella particolarità della vicenda e nel merito dei provvedimenti, che peraltro potrebbero esser giusti, però mi chiedo (tipica domanda da correntedipensiero), la povertà è un elemento così discriminatorio?
L'inesistenza di mezzi di sostentamento alternativi, atti a garantire il diritto all'insistenza, mi toglie l'equilibrio della riflessione. Ho solo rabbia e sconcerto per queste piccole anime, che per colpe di una società che si reputa avanzata iniziano un percorso già difficile con questo strappo sicuramente evitabile. Agli antipodi, vedo le coppie desiderose per un figlio che non possono avere, tessitori incolpevoli di una rete che intrappola i destini e le vite....
Non entro nella particolarità della vicenda e nel merito dei provvedimenti, che peraltro potrebbero esser giusti, però mi chiedo (tipica domanda da correntedipensiero), la povertà è un elemento così discriminatorio?
L'inesistenza di mezzi di sostentamento alternativi, atti a garantire il diritto all'insistenza, mi toglie l'equilibrio della riflessione. Ho solo rabbia e sconcerto per queste piccole anime, che per colpe di una società che si reputa avanzata iniziano un percorso già difficile con questo strappo sicuramente evitabile. Agli antipodi, vedo le coppie desiderose per un figlio che non possono avere, tessitori incolpevoli di una rete che intrappola i destini e le vite....
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attualità
giovedì 22 luglio 2010
Giovani venite a Forio......
...Paradiso del turismo musicale.....E' un bel leggere l'articolo sul "Corriere dell'Isola", dove uno slogan inneggiante al divertimento, paragoni Forio a rinomate località turistiche come Ibiza, Formentera, Myconos, o che una riorganizzazione strutturale delle spiagge libere o del protrarsi dell'orario di chiusura del by night siano portati a nuova fonte ispirativa della ripresa turistica di un territorio.
Sogno o son desto?...ma cosa c'è in questa prostituzione mentale?
Ancora con le vecchie storie del distogliere dalle problematiche centrali, dando in pasto alle masse festanti il nuovo evento. Perché continuano ad ingrossare tasche già gonfie, e non pensano ( dove pensare non vuol dire farsi i cazzi propri) al territorio, alla sua ricchezza, a quel magico incanto che produce il rosso di un tramonto che si allunga in un mare pulito (non cloaca a cielo aperto), dove si continui a costruire dissennatamente senza alcun rispetto e reale necessità, ma solo per acquietare il proprio spirito maniacale di accumulo di proprietà. La logica del profitto, è arretrata, come lo sono le ideologie politiche, i falsi schieramenti, le dialettiche eloquenti condite dai titoli ed onorificenze, per sopperire a carenze sulla concretezza delle idee....idee ipocrite, idee per l'interessi dei singoli e non della comunità....
Sogno o son desto?...ma cosa c'è in questa prostituzione mentale?
Ancora con le vecchie storie del distogliere dalle problematiche centrali, dando in pasto alle masse festanti il nuovo evento. Perché continuano ad ingrossare tasche già gonfie, e non pensano ( dove pensare non vuol dire farsi i cazzi propri) al territorio, alla sua ricchezza, a quel magico incanto che produce il rosso di un tramonto che si allunga in un mare pulito (non cloaca a cielo aperto), dove si continui a costruire dissennatamente senza alcun rispetto e reale necessità, ma solo per acquietare il proprio spirito maniacale di accumulo di proprietà. La logica del profitto, è arretrata, come lo sono le ideologie politiche, i falsi schieramenti, le dialettiche eloquenti condite dai titoli ed onorificenze, per sopperire a carenze sulla concretezza delle idee....idee ipocrite, idee per l'interessi dei singoli e non della comunità....
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attualità
sabato 17 luglio 2010
Il VIP ha sempre ragione
Un personaggio noto, per questa classificazione fatico a capire quel noto, è stato assolto dall'accusa di spaccio di sostanze stupefacenti, l'imputazione era un....beccata con 25 dosi di droga (11 grammi di cocaina) e un bilancino. La "VIP" e stata prosciolta in quanto la sostanza in questione è stata ritenuta di uso personale, un uso acuito dalla morte del padre, il tutto testimoniato dal fratello che aveva provato a più riprese di far ravvedere la sorella....e il bilancino a cosa serviva, se erano già predisposte le dosi?
Quando questa giustizia continuerà con il garantismo surreale, verso coloro che vendono morte, illegalità, furberie di ogni genere a discapito di ogni logica condivisibile, la popolazione sarà sempre più portata, ed invogliata, nel perseguire queste linee di condotta.
Siamo nelle mani di noi stessi, non ci sono categorie lavorative immuni dalle sporche pratiche arrivistiche e del profitto a tutti i costi, quindi non sono le categorie a covare la serpe in corpo, è tutto il genere a dover pensare sempre più seriamente, a cambiare linea di pensiero...anzi corrente di pensiero...una bella scossa non farà male.
Quando questa giustizia continuerà con il garantismo surreale, verso coloro che vendono morte, illegalità, furberie di ogni genere a discapito di ogni logica condivisibile, la popolazione sarà sempre più portata, ed invogliata, nel perseguire queste linee di condotta.
Siamo nelle mani di noi stessi, non ci sono categorie lavorative immuni dalle sporche pratiche arrivistiche e del profitto a tutti i costi, quindi non sono le categorie a covare la serpe in corpo, è tutto il genere a dover pensare sempre più seriamente, a cambiare linea di pensiero...anzi corrente di pensiero...una bella scossa non farà male.
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svegliamoci
venerdì 16 luglio 2010
In viaggio
Ogni viaggio inizia con l'euforia dell'esploratore, tutti gli altri rientrano nella categoria degli spostamenti. Oggi spostarsi è una pratica, per testare le proprie abilità motorie, intellettive condite da una gran dose di pazienza.La tratta ferroviaria Napoli-Roma e viceversa, è sempre più monopolizzata dalla TAV, alla modica cifra di 44,00 €, eccezion fatta per le promozioni. Utilizzando altre tipologie di viaggio, come nel caso dell'Inter City a 20.50 €, il discorso pone alcuni interrogativi. Il primo, le carrozze sono particolarmente sporche, e vabbè che c'è di nuovo? Nel mio viaggio, puzzavano di piscio, l'aria condizionata, mi sono chiesto, forse si paga a parte, e come se il tutto fosse fatto per farti sentire in un paese che non è il tuo, gli scompartimenti erano pieni di stranieri, turisti e non.Cosa penseranno di tutto questo? Persino nella fila alla biglietteria della stazione hanno differenziato il percorso, da una parte le Tav, ES av con tre sportelli aperti, dall'altra IC, regionali ecc. con un solo sportello aperto con un corpulento operatore che nel fornire una risposta ad un cliente di lingua inglese si rivolge dall'altra parte della sala con un quantomeno variopinto......."WE...GIOVAA!!!....COME S'DIC GIORNO IN INGLESE?"
Buon viaggio signori e signore.
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viaggi
lunedì 5 luglio 2010
Una gita
Sono tornato in un luogo che non vedevo da tempo, per la precisione più di 20 anni, ora definito nell'area archeologica del tuscolo, vicino Frascati. Ho rivissuto attimi del passato dove le gite con la famiglia allargata erano un evento, molte volte faticoso era il percorso per avvicinarsi a quelle giornate, ora le rimembro con nostalgia. Il punto non sono le mie reminiscenze storiche, ma ciò che ho visto affacciandomi sulla vallata prima occupata solo da boschi e campi. Sembra una battaglia con un fronte ben definito, da una parte la natura dall'altra l'uomo e la sua urbanizzazione devastante. La giornata non era limpida e i colori nel complesso non erano belli vivi, nel cielo strane nuvole che riflettevano lo spettro dell'arcobaleno, curioso fenomeno, le nuvole possono fare l'arcobaleno?...comunque in questa confusione visiva, distesi su di una panchina in legno sotto un grosso albero, vecchio testimone di quei luoghi, si esibivano in una danza senza fine decine di rondini con il sottofondo musicale della natura, insetti di ogni tipo, i ruderi e l'anfiteatro sono miseramente circondati da reti metalliche, forse per proteggerle? da cosa?...dall'uomo? lo stesso che procede inesorabile contro se stesso....vabbè, torno ai miei ricordi e voi ai vostri, almeno quelli rimangono a tinte forti...buonanotte.
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ricordi
domenica 27 giugno 2010
Senso dell'appartenenza....a cosa?
Avevo scritto questo post in un momento di trasporto, gettato li, tra le maglie della rete, poi per il mio maldestro utilizzo del PC ne ho cancellato una gran parte...preso dalla rabbia ho abbandonato tutto. Riprendere il senso non è facile, ci provo.
Le vittime cruente di altri paesi, occupano le pagine secondarie delle notizie, perché nella loro valutazione generale non regalano quel riscontro mediatico necessario per darne larga e seria diffusione. A lasciarmi allibito, sono quelle riguardanti la morte di bambini, anime ancor non contaminate dalle loro culture. L'unica distinzione riguarda la definizione, ovvero "vittime nostre" per quelle della nostra nazione, e "non nostre" per tutto il resto.
Quel "non nostro", mi da una sensazione di non appartenenza, come un fatto che non fa parte di noi, e l'indignazione e le urla per la stessa morte nel nostro paese, sono oltremodo enfatizzate. Qual'è la differenza tra quel "nostro" e quel "non nostro", non sono figli di questo mondo? L'informazione come le vite umane, non le si può cavalcare a seconda delle dislogazioni territoriali, la globalizzazione non può e non deve essere solo un rapporto economico, gli uomini non sono prodotti, la terra non è un supermercato, gli Stati Uniti non sono il Dio personificato, l'occidente non è il portatore sano della verità........"oggi non si può pensare di continuare a tenere povera una grande parte del mondo per rendere la nostra sempre più ricca. Prima o poi, in una forma o in un altra, il conto ci verrà presentato. O dagli uomini o dalla natura stessa"...questo diceva un certo Tiziano Terzani, e in fondo è quello che penso anch'io.
Le vittime cruente di altri paesi, occupano le pagine secondarie delle notizie, perché nella loro valutazione generale non regalano quel riscontro mediatico necessario per darne larga e seria diffusione. A lasciarmi allibito, sono quelle riguardanti la morte di bambini, anime ancor non contaminate dalle loro culture. L'unica distinzione riguarda la definizione, ovvero "vittime nostre" per quelle della nostra nazione, e "non nostre" per tutto il resto.
Quel "non nostro", mi da una sensazione di non appartenenza, come un fatto che non fa parte di noi, e l'indignazione e le urla per la stessa morte nel nostro paese, sono oltremodo enfatizzate. Qual'è la differenza tra quel "nostro" e quel "non nostro", non sono figli di questo mondo? L'informazione come le vite umane, non le si può cavalcare a seconda delle dislogazioni territoriali, la globalizzazione non può e non deve essere solo un rapporto economico, gli uomini non sono prodotti, la terra non è un supermercato, gli Stati Uniti non sono il Dio personificato, l'occidente non è il portatore sano della verità........"oggi non si può pensare di continuare a tenere povera una grande parte del mondo per rendere la nostra sempre più ricca. Prima o poi, in una forma o in un altra, il conto ci verrà presentato. O dagli uomini o dalla natura stessa"...questo diceva un certo Tiziano Terzani, e in fondo è quello che penso anch'io.
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emozioni,
Tiziano Terzani
lunedì 21 giugno 2010
Il socialinternet
Social che?...La rete nata con altri scopi, si è diffusa e sviluppata come oggi la possiamo vedere. All'interno di questo grande contenitore si aprono tante opportunità, lavorative, affettive, di svago, di opinione, confronto, e ciò è un gran bene o almeno lo sarebbe, se gli interpreti fossero effettivamente interessati alle loro attività senza divagare, ricadendo in quelli che sono gli ordinari errori degli altri media, ovvero faziosità e disinteresse per il comune vivere. Precisiamo, non generalizzo, pongo l'accento su taluni comportamenti che esulano da quello che è, un normale interagire con i navigatori, che in alcuna altra misura potrebbero venir a contatto, e il trasformarsi della rete stessa nell'unico punto di contatto con la vita reale, perdendo di riflesso la bellezza e l'armonia che genera il contatto umano. Prendiamo i social network, assomigliano sempre di più alla realtà esterna, i contatti si limitano ad un "mi piace" una "faccina" :-) ;-) :-( o ad interagire per il rimorchio di turno, le discussioni sono futili o rissose, cercando d'imporre i propri pensieri a scapito di un reale punto d'incontro, non c'è la voglia di mettersi a nudo, di estirpare quel vincolo che ci lega alla materialità delle cose, alla politica del profitto e a tutto ciò che si rispecchia nell'interesse personale. Il non trovarsi sullo stesso binario conduttore, di colui o colei, che si trova nelle amicizie genera disappunto o non considerazione perché non in linea. Si decanta tanto la libertà, cerchiamo di applicarla dando a noi ed agli altri la possibilità di farlo, l'indifferenza o la superficialità consegnataci da un essere superiore, lasciamola nel cassetto dei ricordi.
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