sabato 30 ottobre 2010

Sentirsi animali

 "Questa è la prosa del mondo quale appare alla propria e all'altrui coscienza, un mondo fatto di finitezza e di mutamenti, inviluppato nel relativo, oppresso dalla necessità, alla quale il singolo non è in grado di sottrarsi".   Carl Friedrich Gauss

Rimodellare la propria vita non è facile, soprattutto quando il rinunciare a privilegi e diritti ti coinvolge in prima persona. I gesti quotidiani e le abitudini possono mutare e adeguarsi, la mente trova ostacoli non facili da debellare, analizzare il contesto con obiettività e distacco personale potrebbe essere una modalità, ma non una regola. Quando passi gran parte della vita nell'igenuità del bambino e un'altra parte nell'inesperienza dell'uomo non hai gran motivo di cambiare, quando questo stato muta in una essenza più stabile e consapevole, percorri strade diverse e hai fame di esperienze che appaghino le tue esigenze. Sono spiazzato dagli eventi, non perché gli eventi siano cambiati, è il percepirli diversamente che mi fa riflettere....a voi non capita mai? Sentirsi felici, amare, avere successo nella vita sono dei traguardi o dei limiti? Si parla sempre dell'infinità dell'universo perché limitarci nel resto? L'aforisma di Gauss dice che non posso sottrarmi da singolo, ma non mi impedisce di farlo in branco...perché in fondo il "gruppo" è più adatto all'uomo...sentirsi animali è un'altra storia.
P.S.
Questa è un'idea estrema...ma non troppo

lunedì 25 ottobre 2010

Sono un razzista!

"Noi intellettuali tendiamo sempre a identificare la "cultura" con la nostra cultura: quindi la morale con la nostra morale e l'ideologia con la nostra ideologia. Questo significa che non usiamo la parola "cultura" nel senso scientifico e che esprimiamo, con questo, un certo insopprimibile razzismo verso coloro che vivono, appunto, un'altra cultura". Pierpaolo Pasolini
Non saprei...quindi sono un razzista o non sono intellettuale?....per la seconda il dubbio è sciolto, ma per il razzista.....mmmmm.....si forse un pò lo sono, anzi no, provo profondo odio verso coloro che in virtù di un dogma perdono di vista le soluzioni, e si incamminano in una più favorevole strada dell'odio, portando avanti una serie di luoghi comuni, per sentito dire o per autosuggestione mediatica. E allora ci provo anch'io a fare il razzista e vediamo se smuovo un po i vostri preconcetti!
"Sono un razzista verso quella chiesa che viola le innocenti vite, che le profana impunemente, che continua a riscuotere consensi in virtù di comportamenti poco limpidi"
"Sono un razzista verso quei goliardici simpaticoni che imperversano negli stadi di calcio"
"Sono un razzista verso il proliferare di uomini e donne imbellettati davanti alle telecamere, sciacalli di vicissitudini, e sfruttatori di sentimenti"
"Sono un razzista verso coloro che non hanno rispetto per la loro pianeta che gettano le cicche delle sigarette in terra o seppelliscono rifiuti tossici nel terreno"
"Sono razzista verso gli Stati che vogliono portare libertà e democrazia, colonizzando i popoli e depredandoli delle loro identità"
"Sono razzista verso gli ideologi dell' imposizione (rosse o nere che si voglia)"
"Sono razzista verso quegli uomini che abusano delle donne, che agiscono per istinto perverso e privo di ogni ragione"
"Sono razzista verso coloro che non operano con obiettività, e si fanno trasportare dalle masse inferocite del momento"
"Sono razzista verso questi politici rigidi e classisti sempre intenti a gestire il potere e non a risolvere i problemi"
"Sono razzista verso quelle banche e banchieri che fanno il bello e cattivo tempo su questo pianeta"
"Sono razzista verso quest'economia del profitto"
"Sono razzista verso la superorganizzazione che deve gestire le sorti di tutto"
"Sono razzista verso coloro che sfruttano i lavoratori"
"Sono razzista verso il perbenismo mascherato di chi cosapevolmente ricicla il denaro"
Sono un razzista su una moltitudine di fatti, persone eventi....però non mi nascondo dietro la folla per gridare la mia idea, perché è la mia idea e non quella degli altri, perché se non ve ne rendete conto anche una carezza è razzista quando sfiora un volto alla presenza di un'altro volto mai sfiorato.

mercoledì 20 ottobre 2010

Ti faccio una promessa

"L'esitazione, di qualsiasi tipo, è segno di decadenza mentale nei giovani e di debolezza fisica nei vecchi".
Oscar Wilde
Ti prometto di non esitare, di decidere con ardore, di buttare nella mischia il mio cuore, a cavallo della sincerità mostrerò il vessillo intriso del mio sangue, non sarà una croce a scortare il mio galoppo, non sarà una moneta d'oro a ricompensare il sacrificio, ma avrò in cambio il tuo sorriso, il tuo favore, una promessa di fedeltà incisa indelebilmente nella mente, che un giorno al momento opportuno mostrerò ai molti accorsi con la stessa promessa. L'incontro sarà deciso dalle coscienze riunite, per ovviare alle loro pene, dovranno calpestare i loro fratelli, i loro figli che non sono usciti dal torpore di una vita effimera,superficiale,egoista....sono qui a fare questa promessa, una promessa al mio io, una promessa a te....ci vediamo...buon viaggio cavaliere, che il destino sia scritto di tuo pugno.


lunedì 18 ottobre 2010

Gioco di parole

Ogni tanto l'occhio cade dove non deve cadere, e la mente dove non deve pensare....e con tanto di premessa ora vi aspettate qualcosa di eclatante, quantomeno intrigante, invece beccatevi sto polpettone (leggetelo fino alla fine, potrebbe essere una sorpresa)......"Siglato l'accordo sugli esuberi di Unicredit. Il piano prevede l'assunzioni di 1121 giovani"....fin qui ci siamo, il trionfalismo è garantito, salvo poi leggere che a fronte di queste assunzioni, 4700 "vecchi", nelle diverse modalità vanno a casa. (evvai!)
Questo del resto non scuote più di tanto le palle, siamo in linea all'attuale politica imperialimprenditoriale, la cosa che mi lascia allibito è un periodo, apparso in un primo articolo del sole 24 ore, e poi misteriosamente svanito, ma ancora riportato (non so per quanto) sull'Ansa, che recita così....."E' stato ottenuto, dopo ore di discussione, anche l'impegno dell' azienda a privilegiare le assunzioni dei figli dei dipendenti con due vincoli legati alla laurea e alla conoscenza della lingua inglese. Unicredit non ha invece accettato l'idea di un' assunzione automatica dei figli dei propri dipendenti destinati al prepensionamento".
Sogno o son desto? Il passaggio di consegne istituzionalizzato in un accordo sindacale come se fosse ereditario? Che vuol dire "privilegiare"?...pensate ciò che volete, ma pensate.

venerdì 15 ottobre 2010

La democrazia.....

Si riempiono la bocca con la democrazia, ne spargono le sementa nei campi dell'ignoranza , ne mostrano i frutti con orgoglio, li fanno assaggiare ed odorare per portarti all'overdose. Siamo talmente stracolmi di democrazia che ormai non la si riconosce neanche, se ne scrive e se ne parla, la si mette in dubbio, se ne scova l'ardire, se ne fomenta la fiamma tanto da provocarti un'ustione in caso di contatto. Ne ho piene le scatole di questi buonismi coatti, di false ideologie esportate per le esigenze più impellenti, dove la colpa della crisi è da imputare alle etnie d'esportazione e non dai signorotti seduti sulle comode poltrone, dove nascono come funghi organizzazioni umanitarie e un altro signorotto come George Soros ha annunciato qualche settimana fa che "starebbe" donando 100 milioni di dollari a Human Rights Watch, a condizione che questa ONG trovi ulteriori donatori per altri 10 milioni di dollari l’anno, salvo poi accorgersi che per mantenere questi apparati "umanitari" si spendono altrettanti soldoni relegando l'azione stessa ad una semplice quanto complessa operazione di interscambio commerciale, atto a piazzare i "prodotti" da smerciare. Siamo cosi democratici che i candidati alle elezioni sono secondo il presidente dell’Antimafia Giuseppe Pisanu cosi definite.... "le liste sono gremite di persone che non sono certo degne di rappresentare nessuno"....e ultimamente mi rendo conto che durante la mia doccia rilassante l'acqua scorre molto più democraticamente a mo di ruscello montano in attesa di esser privatizzato.....ah! orsù dunque destati dal torpore democrazia mia.
P.S.
La democrazia...« Spesso abbiamo stampato la parola Democrazia. Eppure non mi stancherò di ripetere che è una parola il cui senso reale è ancora dormiente, non è ancora stato risvegliato, nonostante la risonanza delle molte furiose tempeste da cui sono provenute le sue sillabe, da penne o lingue. È una grande parola, la cui storia, suppongo, non è ancora stata scritta, perché quella storia deve ancora essere messa in atto. »...Walt Whitman

martedì 12 ottobre 2010

ITALIA - SERBIA

Non capisco lo stupore.....non comprendo lo sgomento....il pianeta evidenzia sani ed ordinari squilibri....e il calcio grande focalizzatore non può che esserne compreso.....il mondo non è suddiviso in compartimenti stagni ed in questo caso è stato utilizzato questo grande palcoscenico mediatico, per apporre un "accento" che altrimenti non sarebbe stato notato.....ogni gesto eclatante non è mai casuale....ora pensate comodamente a tutto il resto. Buonanotte
 

lunedì 11 ottobre 2010

L'eleganza di un polpo

Nei fondali marini, che nelle memorie adolescenziali occupavano la parte oscura, ora sono il lato "illuminato" dove l'attesa per la successiva immersione ti rende trepidante ed ansioso, mi ritrovo continuamente tra piedi anzi tra pinne, maschere erogatori e via discorrendo (su gentile concessione del nostro diving di fiducia). La bellezza del tutto si amplifica quando il glug glug della discesa si fa più frenetico, il gorgogliare delle bolle cariche di aria è l'unica musica che si sente mentre il respiro ti accompagna, nel turbine delle emozioni arrivi all'ancora, l'unico "ancoraggio" che ti resta al mondo in superficie.....e ti senti un intruso. Sono un essere umano, senza branchie e mani palmate, nuoto con l'attrezzatura attento nel non consumare in fretta l'aria e mi domando, ma perché non scappano sti pesci, perché mi guardano strabuzzando gli occhi? Che domande del cavolo....si continua in sinergia con il tuo compagno d'immersione e senza perdere d'occhio la cordata che ti precede, tra un anemone una perchia, uno scorfano abilmente mimetizzato e la pinnata in testa dell'altro sub vorresti fare un foto da incorniciare, ma non ho la macchina, che disdetta, però ve la voglio far immaginare...chiudete gli occhi...nella spaccatura aperta nella roccia un'aragosta fa capolino con le antenne in movimento in compagnia di una piccola stella marina, tutto dietro il vetro della tua maschera mentre centinaia di bollicine scappano verso l'alto alla ricerca della libertà....le richiamo, urlo non andate è qui la libertà!!!

venerdì 8 ottobre 2010

Ipocrisia all'Occidentale

Sembra il titolo del  succoso nuovo piatto offerto in un ristorante trendy e ben frequentato (poi cazzo vorrà dire) di una città italiana, dove il rosso sfumato delle decorazioni non sgorga dall'ultimo comunista in giro per il territorio, ma dagli accordi siglati con i compagni Cinesi. In perfetta sintonia con il mondo, dopo aver posizionato lanterne rosse sui Fori Imperiali di Roma ed illuminato il Colosseo di rosso con dedica, probabile omaggio al premier cinese Wen Jiabao in visita in Italia.....mentre in una conferenza stampa da ipnosi si elargiscono miliardi di euro di accordi economici, quei tanto asfissianti giornali nostrani sempre vivi nella ricerca del particolare non si sono accorti che quel rosso ha il sapore del sangue. Proprio in quel momento a migliaia di chilometri di distanza, nella colorata Norvegia, un manipolo di "saggi" donava il premio Nobel  per la pace a Liu Xiaob noto sovversivo terrorista cinese condannato a 11 anni di carcere per aver osato liberare dalla propria mente la parola Democrazia. Sinceramente ne ignoravo l'esistenza, ma come successe in occasione del carro armato fermato con la busta della spesa in piazza Tien a Men nel 1989 la cosa non mi lascia che favorevolmente sbalordito e arricchisce i miei pensieri, ma come in quella funesta occasione non vorrei che si perdessero le tracce del giovane studente e del militare alla guida del carro armato. Prosit!!!

sabato 2 ottobre 2010

La gioia di essere

Mi sento come una grossa spugna imbevuta delle nostre nefandezze, di quelle inconfessabili voglie di gloria e ricchezza che costantemente non abbandonano mai le nostre menti, vorrei esser strizzato con forza e perdere tutto quel succo malsano che mi è stato riproposto dall'inizio della mia vita. Se avessi capito una infinitesima parte di ciò che mi circondava, ora potrei proporre un nuovo me stesso. Eppur son felice di esser quel che sono, ma la quotidianità mi addolora, mi porta verso lidi privi di vita, non è un dolore personale perché forse ho capito ciò che mi circonda e averlo capito mi rende irrequieto, intransigente, poco incline nell'assecondare le superficialità. Siamo parte integrate di un sistema, che fagocita di volta in volta le parti che giudica superflue, dopo averle sfruttate a dovere, e io come te che stai leggendo, non puoi dire di non essere colpevole, lo siamo tutti. Soliti discorsi qualunquisti e generici che non colgono il punto, ma che cavalcano i sentori di malsanità che ci circondano, ma sbatterlo in faccia da un effetto diverso al qualunquismo perché sei chiamato in causa, se non lo fa preoccupati, e non puoi esimerti almeno in questo. La gioia interiore proviene da questa consapevolezza, quella di capire, di continuare a capire, di ricercare non solo fuori che essere felici non è una condizione di stato, ma un sentimento.

lunedì 27 settembre 2010

Lavoro

Trovo le statistiche come delle splendide statue, che tutti ammirano e contemplano tralasciando con notevole imperizia la veridicità della vita, rimanendo immobili senza dare nulla in cambio se non un barlume di gioia nel vederle. Perché questa prosopopea inutile vi domanderete? Come non comprendervi, ma ste statistiche cominciano a darmi sui nervi, prendiamo l'articolo del sole 24 ore " La bussola per conquistare il posto giusto...." non fa una grinza nella disamina dei dati, ma i signori perché non dicono che sfruttano e sottopagano in maniera sconcertante queste figure lavorative mancanti....parrucchieri, baristi, informatici, cuochi, cassieri...e quant'altro, allora questa statistica avrebbe una migliore collocazione e sarebbero in molti a concordare dove possono metterla (si proprio dove state pensando). Quell'articoletto che cita... L'Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro...si è perso nei meandri dell'ipocrisia umana...o lo stiamo sostituendo con un più consono...L'Italia é una semi Repubblica fondata sullo sfruttamento del lavoro, prossima colonia del fantomatico nuovo ordine mondiale? La fantasia comincia a vacillare e quell'idea del volere è potere, è vetusta come scrivere un articolo su carta, come esternare liberamente le idee senza essere preso per un rivoluzionario, come terminare un percorso formativo intellettuale o materiale. Cosa c'è nel nostro futuro, siamo artefici di noi stessi o comparse di uno spettacolo, per il quale la partecipazione non è gradita, se non con invito!......ben inteso un invito non per merito.

giovedì 23 settembre 2010

Incatenati

Catene invisibili circondano le nostre vite, attanagliano i nostri pensieri, non ci lasciano dormire e portano con disinvoltura sofferenze diffuse....il lavoro, il mutuo, l'affitto, le tasse , le bollette, le quotidianità, incombono come spade di Damocle sulle nostre teste. Legati a doppio filo alle necessità ci dimentichiamo delle nostre esistenze dei nostri bisogni dei nostri sogni, cosi candidamente cullati in giovane età. Vorrei liberare tutti noi da questi obblighi che ci impediscono di vedere oltre, di pensare al futuro, e non pensarlo in termini economici, ma in termini quasi sentimentali, riassaporando quel dolce sapore che da la vita, con il retrogusto che più aggrada, con quei sentori soavi che appagano le menti. Quel mutuo tanto agognato è lama a doppio taglio, quel lavoro sempre più chimera dei nostri giorni costringe popoli alla migrazione per sperare nella sopravvivenza, schiavi di questo sistema per indossare, mostrare per portare con altezzosità le nostre catene, per taluni d'orate, ma pur sempre catene. Il sistema da noi generato ci controlla come una macchina, non possiamo sfuggire, ma le nostre menti hanno ancora spazio per essere libere. In troppi si aggirano con disinvoltura non rendendosi conto delle opportunità che si stanno negando, perché la felicità esiste, non per tutti, ma esiste e rincorrerla tutta la vita ci fa perdere di vista il presente aspettando il futuro che verrà..... 
Spezziamole queste catene....

lunedì 20 settembre 2010

Cercasi..... RISPETTO

Rispetto per chi fa il barista
Rispetto per chi lavora nei campi
Rispetto per i medici e infermieri che operano coscienziosamente
Rispetto per chi opera nel sociale senza secondi fini
Rispetto per le forze dell'ordine che ti rispettano
Rispetto per le famiglie che si barcamenano nel far quadrare i conti
Rispetto per chi studia con passione
Rispetto per chi si impegna nella realizzazione dei sogni
Rispetto per chi ama gli animali
Rispetto per chi ama la natura
Rispetto per chi ama
Rispetto per chi fa l'amore
Rispetto per chi fa sesso
Rispetto per chi crede in un Dio
Rispetto per chi crede nella cultura
Rispetto per chi prende coscienza di se stesso
Rispetto......
Rispetto per questa vita, e per tutto ciò in cui si crede...se ne trovate in giro fate un fischio.

mercoledì 15 settembre 2010

La donna in metropolitana

Un giro in città vale la pena di esser vissuto, assaporato, odorato...qui le fragranze si fondono nel rarefatto, passano nel fresco profumato, finiscono in quel olezzo stile stalla del metrò, e proprio del metrò vorrei parlare. Muoversi negli ingorghi cittadini non fa mai bene, e il metrò è diventato un vero e proprio luogo dove il tempo trascorre all'insaputa del viaggiatore. Ogni città ha il suo stile i suoi passeggeri le sue metodologie, ma la cosa che mi è saltata all'occhio frequentando i vagoni negli orari di chiusura degli uffici e negozi o più in generale nelle ore serali è che molte donne, un'altissima percentuale, leggono beatamente un libro o una rivista creando intorno alle loro figure un alone di impenetrabile disinteresse verso tutto ciò che le circonda, una sorta di muraglia protettiva o desiderio di passare del tempo con loro stesse prima di rientrare a fatica agli impegni casalinghi, che in molti casi non ritrovano l'aiuto del compagno, dei figli o del marito o vanno a cozzare contro le insofferenze di genitori invadenti privi di ogni sensibilità. Il metrò con la sua corsa arriva a destinazione portando con se un pò di quelle donne silenziose e sofferenti che attenderanno il giorno seguente per immergersi nuovamente nelle loro storie. 
P.S.
Un pensiero a quelle donne che troppo spesso non vengono apprezzate, che annullano i loro sogni i loro pensieri per portare avanti sciocchi stereotipi a loro imposti.....essere donna non è un peso di cui liberarsi.

giovedì 9 settembre 2010

Le tribù del fregio

Le rappresentazioni del potere nei simboli, identificano nel solo possesso un'appartenenza che colloca il possessore nell'elite. Il fregio crea dipendenza, attira il barlume della ragione, ci fa perdere il controllo. Si cerca l'accettazione da parte degli altri o l'ergersi al disopra, e nella miriade di simboli la scelta comporta l'ingresso in un recinto. Ci sono recinti dorati o fatiscenti, ma il concetto non cambia, l'appartenenza è più importante della libertà di essere, di esistere, di portare avanti le proprie idee, perché altrimenti non si viene identificati. Girovagare al di fuori ti fa apparire come un pesce fuor d'acqua ed iniquo alla vita terrena. Questi percorsi preconfezionati sono sempre più evidenti ed attuati inconsapevolmente da giovani, piccoli e piccolissimi, per entrare il prima possibile nel sistema produttivo e garantirne l'espansione e la crescita insensata.
Ci risiamo.....per chi è frequentatore del Blog avrà capito, non parlo di complotti o giù di lì....però avere un'identità, essere unici, credere in se stessi...non vuol dire esser diversi, e per questo non accettati...e poi se anche fosse, fottetevene in fin dei conti non sanno cosa si perdono...

lunedì 6 settembre 2010

Il Caso Sakineh

Secondo il rapporto di Amnesty International, nel 2009 sono state messe a morte almeno 714 persone in 18 paesi e condannate a morte almeno 2001 persone in 56 paesi. Questi dati non tengono conto delle migliaia di esecuzioni probabilmente avvenute in Cina, paese dove le informazioni sulla pena capitale rimangono un segreto di stato. Oltre alla Cina, i paesi col più alto numero di esecuzioni sono risultati l’Iran (almeno 388), l’Iraq (almeno 120), l’Arabia Saudita (almeno 69) e gli Stati Uniti (52). Analizzando i dati, e togliendo Iran e Iraq, paesi chiaramente considerati incivili, mi chiedo, dov'è l'indignazione per Cina, Arabia Saudita, USA? Il caso Ashtiani Sakineh in questione, va condannato a priori perché la vita umana non può essere spezzata per improcrastinabili esigenze religiose politiche o quant'altro, le modalità brutali non ha senso contestarle perché è il fine ultimo da non considerare. In USA... "I politici creano con la pena di morte l’illusione che qualcosa viene fatto per il crimine, o che in qualche modo le persone ‘cattive’ sono messe al sicuro e che la comunità può così stare tranquilla, ma la verità è che i peggiori non muoiono nel braccio della morte, solo i più poveri lo fanno. I peggiori ricevono l’ergastolo o, se hanno molti soldi, non vengono giudicati colpevoli. I poveri sono in genere malati di mente o i ritardati, o i giovani criminali. […] Spesso hanno subito violenze sessuali nell’infanzia, hanno problemi di droga o alcool". A dirlo non è un qualunque attivista per i diritti umani, ma Melodee Smith, avvocata americana esperta in questioni riguardanti la pena di morte, nonché consulente spirituale dei condannati, come la più famosa Helen Prejean, ispiratrice del film "Dead man walking"...citazione di Claudia Cuppini. 
Per questo motivo perché non si alza la voce contro quel portatore di santità che sono gli Stati Uniti e tutti gli affiliati del glorioso nuovo ordine mondiale, e proviamo a distogliere quell'avversione negativa, propinata ad oltranza, verso tutto ciò che non è occidentale?
Oppure gli interessi economici sono come sempre l'unico vero cardine che fa muovere le coscienze?
Il Caso Sakineh, mi auguro che sia ritrattato e mai più riproposto, e il lieto fine sia il vero unico obiettivo, non vorrei che una sua strumentalizzazione sia additata a supporto di tesi antiraniane ed antislamiche.....ma voi ci credete veramente?

venerdì 3 settembre 2010

Democrazia

Ci sono attimi....in verità assai lunghi....che penso alla democrazia come una ingegnosa forma di soggiogazione....

giovedì 2 settembre 2010

Il Colonnello in groppa al Cavaliere

In pieno stile circense, la carovana è sbarcata nell'italico paese, con tutte le attrattive del caso. Le tende dei beduini, i nobili equini, stuoli di giovani e giovanissime veline con il dono religioso da distribuire, a simbolo della futura islamizzazione europea. In tutto questo cancan, la presentazione in grande stile con tanto di tappeto rosso nella scala del calcio della nuova stella calcistica, e la promessa di nuovi mirabolanti acquisti da parte del condottiero, tanto da far ringalluzzire il povero diavoletto rossonero. Tra un ballo di una improvvisata Kolyma sarda, i drappi verdi della jihad padana, le acrobazie politiche sono ripartite in grande stile, distogliendo, come consuetudine, da problematiche terrene assai reali e poco inclini allo spettacolo da quattro soldi offerto e dato in pasto alle folle. Nel frastuono e nel fracasso è partita la questua europea per il Colonnello dal passo alla moonwalker, ex dittatore, ex fodamentalista, ex terrorista, un ex insomma, che con soli 5 miliardi di € promette la risoluzione dei problemi, bloccando l'invasione dei conquistatori africani, con buona pace del ridente Nord industrializzato....ma non disperiamo il calcio ha riaperto i suoi battenti, la queen filippi scalpita, minchiolini rincara, la folla ossequia...cin cin e buon divertimento.

lunedì 30 agosto 2010

Rimodulazione del pensiero

Per evolvere e progredire non bisogna fare cose eclatanti, ma uscire dalla stagnazione e riformulare idee già presenti, riordinandole per rendere tutto più fluido. E se questo Blog è la mia mente, o meglio una sua piccola parte aperta al pubblico, i contenitori in cui vanno a fluire i post sono troppo vaghi ed abbracciano uno spettro troppo ampio, direi quasi confusionario....quindi vi chiederete...e allora?...Nuove etichette identificative per selezzionare meglio gli argomenti, e vomitarci dentro tutto quanto, così facendo non calpesterete il maleodorante intruglio, ma potrete osservarlo ed evitarlo in quanto accuratamente depositato nelle apposite etichette....
1)politica, attualità, economia
2)uomini, storie, pensieri
3)libri, viaggi, curiosità
4)amore, sesso, emozioni

sabato 28 agosto 2010

La vita è una puttana.

Vorrei riappropriarmi di una sensazione di esistenza....del tipo aver un senso del vuoto, perdere l'ausilio della tecnologia, privarmi di ogni forma di contatto e comunicazione, non dover possedere o aver voglia di farlo, azzerare la coscienza, uscir fuori da me stesso, iniziare il cammino della scoperta. Incamminarmi senza impegni, con la mente sull'amaca, ascoltando le notizie portate dal vento e le carezze dal sole, dove il caso è il compagno di viaggio che ti sorprende nascosto dietro l'angolo....tramutare una strada sterrata con buche e ciottoli in un immenso ponte mobile che colleghi ogni parte di questo pianeta sempre più moribondo, dove la natura così distante si riappropri di tutto e i suoi sfruttatori tornino ad essere parsimoniosi abitanti in sintonia tra loro....
Poi la mattina dopo mi alzo, e il vuoto non c'è, perchè...perchè...non c'è!!!....Semplice è invaso dal nostro prostituirsi giornaliero alla vita, quella vita che abbiamo trasformato in una....puttana!

giovedì 26 agosto 2010

Il peso della cabeza

La felicità non è uno stato da raggiungere, ma un sentimento che vive dentro di noi...non lo si può guadagnare con il materialismo....forse è questo uno dei problemi fondamentali che inibiscono il suo raggiungimento. Ogni tanto ci si ferma, per tirare un po' le somme, in questo caso il Blog prende vita, e all'atto della sua nascita la "corrente" è stata vaga, approssimativa, qualunquista....ora mi fermo guardo indietro e il tempo ha occupato nuove caselle di questo contesto, portando alla luce quel che vive dentro il mio spirito...tramutare questo rancore, questa rabbia e forza, in qualcosa di propositivo...dove la condivisione, lo scambio di opinione non deve essere virtuale, ma concreta, partendo da questi post. Il commento, la discussione aperta ad una vasta platea, non può che essere positiva...ma remore ingiustificate e paure insensate frenano la voglia e il desiderio. Le critiche stimolano la crescita, ed io in questo senso mi sento ancora nella fase adolescenziale. Caotico, lunatico, un po istrione di questo palcoscenico, rimetto a voi le feroci sentenze, in attesa di un cordiale riscontro.....magari solletico le fantasie più recondite, e le paure nascoste, le esperienze inimagginabili e tutto quello che vi passa per la cabeza....

venerdì 20 agosto 2010

Perchè gli ebrei iraniani stanno meglio dei palestinesi di Gaza

L'articolo è riportato nella sua integrità da www.ComeDonChisciotte.org....Eventuali violazioni di copyright segnalate dagli aventi diritto saranno celermente rimosse. Questo è un modo per osservare il mondo da altri punti di vista, mantenendo un'indipendenza ed una integrità caratteristica di ogni singolo, quindi ribadisco il concetto, che quel che scrivo o riporto non è verità assoluta, ma una riflessione è gradita.....buona lettura.

DI MIKE WHITNEY
counterpunch.org

Vivere nella dignità con i benefici della cittadinanza

25 000 Ebrei vivono in Iran. È la più grande popolazione ebraica nel Medio Oriente fuori da Israele. Gli Ebrei iraniani non sono perseguitati, né subiscono abusi da parte dello stato, anzi, sono protetti dalla Costituzione iraniana. Sono liberi di praticare la loro religione e di votare alle elezioni. Non vengono fermati e perquisiti ai posti di blocco, non vengono brutalizzati da un esercito di occupazione, e non vengono ammassati in una colonia penale densamente popolata (Gaza) dove vengono privati dei loro mezzi di sussistenza di base. Gli Ebrei iraniani vivono nella dignità e godono dei diritti della cittadinanza.

Il presidente iraniano Mahmoud Ahmadinejad è stato demonizzato dai media occidentali. Viene definito un antisemita e il “nuovo Hitler”. Ma se queste teorie sono vere, perché la maggioranza degli Ebrei iraniani ha votato per Ahmadinejad alle recenti elezioni presidenziali? Potrebbe essere che la gran parte di quello che sappiamo su Ahmadinejad altro non sia che voci senza fondamento e propaganda?

Questo estratto è stato pubblicato in un articolo della BBC:

“l’ufficio di (Ahmadinejad) ha fatto una recente donazione di denaro all’ospedale ebraico di Tehran. È solo uno dei quattro ospedali di carità ebraici in tutto il mondo ed è finanziato con le sovvenzioni della diaspora ebraica – una cosa straordinaria in Iran, dove persino le organizzazioni di aiuto locali hanno difficoltà a ricevere sovvenzioni dall’estero per timore di essere accusati di essere agenti stranieri”.

Quando mai Hitler ha donato denaro agli ospedali ebraici? L’analogia con Hitler è un tentativo disperato di fare il lavaggio del cervello agli Americani. Non ci dice niente di come sia realmente Ahmadinejad.

Le menzogne su Ahmadinejad non sono diverse da quelle su Saddam Hussein o su Hugo Chavez. Gli Stati Uniti e Israele stanno cercando di creare la giustificazione per un’altra guerra. È per questo che i media attribuiscono ad Ahmadinejad di aver detto cose che non ha mai detto. Non ha mai detto di “volere cancellare Israele dalla carta geografica”. Questa è un’altra finzione. L’autore Jonathan Cook spiega quello che il presidente iraniano ha realmente detto:

“Questo mito è stato riciclato a non finire dal momento in cui fu commesso un errore di traduzione di un discorso di Ahmadinejad fatto quasi due anni fa. Gli esperti della lingua persiana hanno verificato che il presidente iraniano, lungi dal minacciare di distruggere Israele, stava citando un discorso precedente del defunto Ayatollah Khomeini, in cui rassicurava i sostenitori dei Palestinesi che “il regime Sionista a Gerusalemme” sarebbe “svanito dalla pagina del tempo”.

Non minacciava di sterminare gli Ebrei e neppure Israele. Stava paragonando l’occupazione da parte di Israele dei [territori] Palestinesi ad altri sistemi illegittimi di governo il cui tempo è ormai finito, compresi gli Shah che un tempo governavano l’Iran, l’apartheid in Sud Africa e l’impero sovietico. Ciononostante, questa traduzione errata è persistita e ha prosperato perché Israele e i suoi sostenitori l’hanno sfruttata per i propri crudi scopi di propaganda”. (“Israel Jewish problem in Tehran, Jonathan Cook, The Electronic Intifada)

Ahmadinejad non rappresenta una minaccia né per Israele né per gli Stati Uniti. Come chiunque altro in Medio Oriente, vuole una tregua dall’aggressione degli USA e di Israele.

Questo [estratto] proviene da Wikipedia:

“Il Dipartimento di Stato degli Stati Uniti ha mosso accuse di discriminazione in Iran contro gli Ebrei. Secondo tale studio, gli Ebrei non potrebbero occupare alte posizioni nel governo e non potrebbero prestare servizio nei servizi giudiziari e di sicurezza, né diventare presidi di scuole pubbliche. Lo studio dice che ai cittadini ebrei è consentito ottenere il passaporto e viaggiare fuori dal paese, ma che spesso gli vengono loro negati i permessi di uscite multiple normalmente rilasciati agli altri cittadini. Le accuse mosse dal Dipartimento di Stato americano sono state condannate dagli Ebrei iraniani. La Association of Tehrani Jews ha detto in una dichiarazione, “noi Ebrei iraniani condanniamo le accuse del Dipartimento di Stato americano sulle minoranze religiose iraniane, annunciato che siamo pienamente liberi di praticare i nostri doveri religiosi e non sentiamo alcuna restrizione in merito alla pratica dei nostri rituali religiosi”.

A chi dovremmo credere: agli Ebrei che a tutti gli effetti vivono in Iran, o alle provocazioni del Dipartimento di Stato americano?

Ci sono 6 macellerie kosher, 11 sinagoghe e numerose scuole ebraiche a Tehran. Né Ahmadinejad, né nessun altro funzionario del governo iraniano ha mai fatto alcun tentativo di far chiudere queste strutture. Mai. Gli Ebrei iraniani sono liberi di viaggiare (o di spostarsi) ad Israele a loro piacimento. Non sono imprigionati da un esercito di occupazione. Non gli vengono negati né cibo, né medicine. I loro figli non crescono con disturbi mentali provocati dal trauma della violenza sporadica. Le loro famiglie non vengono fatte saltare in aria dagli elicotteri d’assalto che girano intorno alle spiagge. I loro sostenitori non vanno a finire sotto ai bulldozer, né gli vengono sparati nel cranio delle pallottole di gomma. Quando fanno manifestazioni pacifiche per le loro libertà civili non vengono picchiati né vengono usati gas lacrimogeni. I loro leader non vengono perseguitati ed uccisi con assassini premeditati.

Roger Cohen ha scritto un articolo molto attento sull’argomento per il New York Times. Ha detto:

“Sarà che io prediligo i fatti alle parole, ma dico che la realtà della civiltà iraniana nei confronti degli Ebrei ci dice più sull’Iran – sulla sua sofisticazione e sulla sua cultura – di quanto lo faccia tutta la retorica incendiaria. Potrà essere perché sono ebreo, e raramente sono stato trattato con un tale e costante calore come in Iran. O forse mi ha colpito che l’ira per Gaza, sbandierata sui poster e sulla TV iraniana, non si è mai riversata sotto forma di insulti o di violenze contro gli Ebrei. O forse è perché sono convinto che la caricatura di “Mullah Pazzo” dell’Iran e che l’assimilarne qualunque compromesso al Monaco del 1938 – una posizione popolare in alcuni circoli ebraici americani – sia fuorviante e pericoloso”. (“What Iran’s Jews Say”, Roger Cohen, New York Times).

La situazione non è perfetta per gli Ebrei che vivono in Iran, ma è meglio di quella dei Palestinesi che vivono a Gaza. Molto meglio.

Mike Whitney vive nello stato di Washington. Può essere contattato all’indirizzo fergiewhitney@msn.com.

Fonte: www.counterpunch.org
Link: http://www.counterpunch.org/whitney08182010.html
18.08.2010

Traduzione per www.comedonchisciotte.org a cura di MICAELA MARRI

mercoledì 18 agosto 2010

Il virus del gioco

E' molto diffuso nelle popolazioni, il contagio è altissimo, si trasmette con lo sguardo, il pensiero e la seduzione. La vincita è la chimera, il sogno che imperversa nell'immaginario, che cauterizza le ferite dello spirito, che assopisce l'astinenza da onnipotenza. Il virus muta in una droga e l'assuefazione ne carpisce la ragione. Si vede e si legge di gente totalmente votata al gioco dissennato, slot machine, gratta e vinci, lotto, superenalotto, scommesse sportive e via discorrendo, in un potpourri di opzioni praticamente illimitato, che buttano, è il caso di dirlo, non i soldi, ma l'anima nel sogno di un miraggio, trascurando se stessi e percuotendo le coscienze altrui. Questo fa parte della giungla di asfalto, dei centri commerciali che tutto vendono e tutto hanno, del consumismo sregolato, di questa esteriorità creata dall'essere umano, a me personalmente fa girare le palle, dobbiamo sopravvivere come nella "corrente di pensiero" di William Shakespeare...
"
Ogni mattina in Africa, una gazzella si sveglia, sa che deve correre più in fretta del leone o verrà uccisa.
Ogni mattina in Africa, un leone si sveglia, sa che deve correre più della gazzella, o morirà di fame.
Quando il sole sorge, non importa se sei un leone o una gazzella: è meglio che
cominci a correre."

giovedì 12 agosto 2010

Gli alveari estivi

Frequentare la spiaggia nella settimana a cavallo di ferragosto è come infilare la testa in un alveare, le possibilità di sopravvivere alle amiche api sono minime.
In questo caso, mi sono sentito parte integrante delle operose api, con la differenza che il concepimento finale non è il gustoso miele, ma relax e sollievo per le nostre povere menti stressate. Questo resta nelle buone intenzioni, invece ti trovi difronte un paesaggio surreale, lì tutti ingessati nei cliché della vacanza a tutti i costi, dove le coppie sotto l'ombrellone scambiano sguardi senza proferir parola o sbattono in faccia al compagno/a i propri rancori, dove genitori sopra le righe utilizzano sonori schiaffoni per sopperire ad ataviche frustrazioni interiori, dove per comunicare a pochi metri di distanza l'utilizzo dell'urlo alla Tarzan sia la norma, dove lo scatto che immortala l'attimo è importante per mostrare non per avere un ricordo, dove la ricerca per le carenze ancestrali la si vuole trovare sotto il bagnasciuga, dove l'happy haur serale è alle porte e si corre per prepararsi a puntino alla ricerca dell'acchiappo vincente...Potrei frequentare altri lidi in altri periodi, potreste pensare, e in definitiva vi darei ragione, però mi limito ad osservare e commentare alla mia maniera, perché in ognuno di noi c'è una parte che concorda sulla riformulazione di questo stile di vita. Vi lascio con un aforisma di Sant'Agostino......"Gli uomini se ne vanno a contemplare le vette delle montagne, i flutti vasti del mare, le ampie correnti dei fiumi, l'immensità dell'oceano, il corso degli astri, e non pensano a sé stessi."

martedì 10 agosto 2010

La stagione degli incendi

Gli incendi in queste ultime settimane stanno imperversando in Russia, dove un caldo non nella norma ha investito una vasta regione. L'imprevedibilità climatica, è ormai una logica stabile degli ultimi anni, eppure aldilà delle considerazioni di merito, e delle notizie ampiamente riportate, un dato mi da a pensare...l'aumento dei prezzi del grano e conseguentemente di tutti i derivati.
Ops!!!..un momento, noi importiamo solo il 4% del grano russo, e la scorsa stagione per non vendere la produzione a dei prezzi non concorrenziali, hanno preferito stoccare una grossa fetta nelle giacenze, e come per magia (vabbè sono sempre il solito visionario complottista) un bel incendio a rivitalizzato il mercato del grano, dando nuova linfa ad una catena economica che si trovava in grosse difficoltà.
Siamo alle solite, come nello strano evento della piattaforma a 70 chilometri al largo delle coste della Louisiana, nel Golfo del Messico, di pertinenza della British Petroleum dove anche in questo caso a discapito di un ecosistema ignaro, di una filiera di pescatori e di un rilevante danno turistico, c'è stato qualcuno che ci ha guadagnato mantenendo il prezzo del barile di petrolio molto elevato. La logica del profitto in questa estate infuocata, continua inarrestabile la sua corsa....Prosit!

martedì 3 agosto 2010

Un simpatico incontro

Sono affamato, ho voglia di sopperire a questa mancanza, con una abbuffata di emozioni. Dopo aver scecherato il tutto vi farei gustare il cocktail......se fosse così semplice metterei subito a disposizione la ricetta. E' difficile dedicare tempo a se stessi, nel senso di dedicare un po dei miei malsani pensieri a questo blog, perché gli impegni quotidiani incalzano, il lavoro, gli imprevisti, e il tempo non aspetta.
Lo immagino come un signore vestito di bianco, con cappello e camicia azzurra, con l'iride degli occhi come il quadrante di un orologio, rispettoso, gentile, ma sempre indaffarato e preciso, insomma uno che spacca il secondo. Vorrei incontrarlo, fare un simpatica chiacchierata, per avere la possibilità di ridiscutere la metodicità del susseguirsi degli eventi, senza girarci tanto, potrebbe fornirci di un dispositivo per fermare le lacette in qualche particolare frangente. Sarebbe una gran comodità, l'unico inconveniente sarebbe l'utilizzo scriteriato che l'uomo nel suo complesso potrebbe farne, renderebbe questo sogno un gadget di ultima generazione, magari con un simpatico logo, tipo mela per accaparrarsi anche l'ultimo degli scettici.