Sono tornato in contatto con il modo dell'informazione e della rete dopo un paio di settimane. Nel trascorrere di questo lasso di tempo ho riassaporato le vecchie abitudini di ricezione mediatiche, con la serie di telegiornali sciorinati in sequenza martellante, quasi compulsiva, Rai2, Rai1, La7, Rai3 regionale e nazionale, Tg5....sconsiglio vivamente questa pratica perché provoca crisi d'identità e malesseri diffusi nelle zone cerebro funzionanti, ritrovandomi in discussioni fuori dalle mie attuali concezioni di vita. Come dice il mio amico max, è come fare un discorso trasmettendo su diverse onde di frequenza, il risultato è tangibile nella più totale incomprensione, mi fermo qui e cerco di traslare la stessa considerazione sul Blog e provo a ragionare. Anche se il ragionamento fa parte del razionale, ed ultimamente l'istinto mi sembra più in forma, IO ovvero il Blog come giunge, cosa provate, cosa leggete, cosa pensate di me, chi sono, su quante frequenze trasmetto? La mia ostinata parte razional-mentale predilige il processo evolutivo, la parte animalesca predilige l'istinto, mi sento parte del tutto e nel contempo ne sfuggo. Comunque per convenzione ad ogni inizio di anno si parte con una serie di progetti e propositi, nei passati due anni ho saltato queste formalità, ritenendole fuorviati, ora concentro l'attenzione sull'effetto del battito delle ali della farfalla.
Buon 2012...che la catastrofe sia con voi. ^_^
...condividere la visione della vita, senza pregiudizi o politche preconfezionate, dove si espone l'idea e si costruisce la soluzione...
martedì 10 gennaio 2012
martedì 27 dicembre 2011
L'epicondilo incazzato
L'epicondilite o gomito del tennista è una cazzo d'infiammazione che periodicamente mi investe e limita le mie attività non solo sportive. Ho sempre provato ad appurare quale fosse la causa, e oggi non posso che constatare..."L'epicondilite, come tutte le infiammazioni, è legata a un sentimento di collera. Il gomito infiammato vuole che ci fermiamo a riflettere su quanto spazio ci concediamo veramente (e quindi ci ferma ) e quanto agiamo liberamente. La collera è nei confronti di ciò che ci rende dipendenti e ci limita. Naturalmente questa è la spiegazione dell'origine metafisica del disturbo che, lungi dal volersi sostituire alla medicina e ai farmaci, offre uno spunto in più per approfondire la propria interiorità e individuare quei pensieri e quelle convinzioni che si ripercuotono negativamente sul corpo. Nello specifico sul gomito. Numerose sono le discipline che possono aiutare in questo meraviglioso viaggio interiore. Ti consiglio di curarti seguendo i consigli del medico di cui ti fidi e contemporaneamente ricercare la causa nella tua mente così da coadiuvare la terapia con il potere di auto guarigione del tuo corpo."
Questo è il risultato di una ricerca in rete...mmmmm...in effetti starei inguaiato, ma non ci posso far nulla, non riesco a dosare i miei lati, Yin e yang sono in confusione, devo capire se io, la mente, il corpo e lo spirito andiamo d'accordo o ognuno se ne va per i fatti propri. Forse devo seguire i consigli delle persone che mi circondano ed iniziare un percorso meditativo....mmmmm....Mi sento come l'ultimo dei mohicani...ora mi faccio una corsetta così mi distendo, tutte le altre attività dall'addome in su sono momentaneamente sospese. ^_^
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sabato 24 dicembre 2011
Buon Natale...ma attenti ai regali
Domani in molti si scambieranno doni e sorrisi, me compreso, quindi scambio con voi questi attimi fuggenti e ruggenti di calorosi auguri. Non mi dilungo con le solite divagazioni e contorsionismi da baraccone e vi dono un pensierino trovato in rete, dopo che con reticenza ho registrato il profilo twitter "OfficinaDiMarK" per appagare l'ennesima curiosità....Un giorno, quando guardando dalla finestra, non vedrò più guerre, povertà e cattiverie di ogni genere, prenderò un albero, lo vestirò di stelle e quel giorno sarà Natale.
Anonimo
Fonte immagine su spunto di mio gugino su facebook
lunedì 19 dicembre 2011
Il senso del paradosso
Oggi mi sento come il Santo Padre, sono rientrato in rete per
visitare i navigatori ed elargire la mia benedizione ai confinati del mondo
virtuale, amebe pensanti e quindi circoscritte. Esseri degli inferi venite a
me, cercate di capire il mio credo, tornate a non pensare, dopate le meningi
con il vostro media preferito, concentratevi e tornate a non pensare. Torno a
lavoro dopo una piccola pausa, confesso di esser completamente svuotato, gli
stimoli sono sotto la punta delle scarpe, ti fai il culo quadrato per cose che
non hanno un senso, la riconoscenza è un'utopia, mi guardo intorno e mi
confondo, per quale motivo cercar riconoscenza se il compito da svolgere non ha
senso? Sono immerso in questo brodo primordiale, un tutt’uno con l'universo, ignoravo
perché ignoro, perché ignorante …. percepisco increspature tra i concetti…la
mente mi mente, è sfuggente…i guerrieri amano il sangue, la sconfitta del
nemico, i guerrieri cercano, hanno cognizione che non c’è differenza, non c’è
materia, c’è solo la concezione ancestrale, oserei, della differenza…è per
questo che quando combatto soffro…la tua morte, la mia vita per un lasso di
tempo…la mia battaglia la tua battaglia…non ha senso…torno come sempre sul mio
percorso…c’è il natale alle porte, e sotto l’albero ci sono i regali ad
attendere…. anima, corpo e mente…sono nello stesso tempo.
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domenica 18 dicembre 2011
110...di questi post
Questa è una delle poche volte che esprimo in post, parti della mia vita vissuta nel gorgogliare delle emozioni. Sono tornato a casa e ripongo nel cassetto delle esperienze da custodire e tramandare gelosamente, comincio a sentire il fiato sul collo degli "anta", non sono più il "giaguaro" de na vorta, però l'esperienza compensa. Complimenti sorellina.Questo aforisma è la mia lode....
L’altrui lode deve seguirci spontaneamente; noi dobbiamo occuparci soltanto della cura della nostra anima.
Epicuro
Questo lo rendiamo immortale consegnandolo alla correlatrice...
Jean Baudrillard
^_^
^_^
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venerdì 9 dicembre 2011
Perchè lo sciopero è obsoleto?
Le modalità offensive non possono comprendere le solite metodologie anteguerra, dove in un mondo che va alla velocità della luce, ci si affida ad un atto preventivamente annuciato che oltretutto fa comodo alle padronanze che gongolano al risparmio di una o più giornate lavorative. Risoluzioni serie ed efficaci dovrebbero avere connotati duraturi nel tempo e nello spazio. Spostare ad esempio drasticamente uno o più consumi per creare ondate di "panico" economico. La vecchia soluzione della chiusura dei conti correnti bancari non è stata mai presa in considerazione, oppure la rinuncia alla comodità della macchina per lunghi periodi, o alle sigarette, o hai gratta e vinci e giochi affini, ma l'apoteosi, quella che considero la madre di tutte le "battaglie" che rivolterebbe gli equilibri della vecchia Europa, tanto famelica quanto sopita...volete sapere qual'è? Fate uno sforzo, in quanti si sono mobilitati ed indignati per qualche giornata di astinenza? In quanti non riescono a sopravvivere discutendone in ufficio, al bar o al supermercato? Non avete ancora capito? Un Imperatore Romano (non ricordo quale) in un momento di impopolarità e dissesto economico, indisse 100 giorni di giochi per imbonire la popolazione in fermento, donò loro sangue e divertimento, sanando di fatto le sue e le difficoltà dell'Impero stesso...oggi il CALCIO è di fatto uno degli imbonitori naturali. Una sola settimana di non presenza sugli spalti e una rinucia alle reti televisive a loro affiliate creerebbe una ondata di panico social-economica senza precedenti. Feci un post tempo fa dove mi chiedevo (sono sempre un interrogativo) come si possano conciliare delle evidenti difformità di ragionamento, eppure queste difformità sono così palesi che rimango basito. Ritorno a fare domande per appagare la curiosità...ma alla soglia degli anta conosco già la risposta questa volta....e voi?
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martedì 6 dicembre 2011
Sono sicuro.......non capiranno un cazzo
E perché dovrei capire, l'arcano che gestisce la ragion pura. Sogno o son desto, ma ho sentito bene? Gli Italiani capiranno? Sono convito che il mio istinto furente sia appisolato, ma se non hanno capito prima come pensi che lo possano fare ora? In effetti potrei esser offensivo, mi scuso con gli animi sensibili, ma questa è l'apoteosi dello scherno. Ho sentito elargire concetti infuocati come paste da gustare ed assaporare, nei salotti orripilanti dei bordelli televisivi rimbalzano lacrime e lezioni, fiere di maghi e stregoni incollano al piccolo schermo milioni di telespettatori, domani ridenti saranno i giornali, orsù signori prendete la pillola e a me gli occhi. Negli ambienti frequentati sono tornati gli scontri tra fazioni politiche, mentre altri diligenti fanno i conti della nuova Ici, siamo alla soglia delle festività, ma nulla si deve fermare bisogna produrre. Non c'è tempo da dedicare a noi stessi ben che meno agli altri....furenti ed impalliditi, attoniti e sconcertati procediamo a passi felpati, non vogliamo farci sentire dalle agenzie di rating per non esser giudicati. Eppur amici miei nulla ci dovrebbe interessare di questo gioco di orchestrali, fatto di rinunce e sacrifici, di mani allungate alla ricerca di cibo, di miliardi di esseri che vivono senza uno scopo perché non conoscono nemmeno il senso, poi però il cuore torna a pulsare come una centrale atomica di nuova generazione quando sento dire dal porporato pulpito "I sacrifici fanno parte della vita", ma fateli voi che ora io ho da fare.....
......perchè se non lo sapete la morte è un'attimo di vita.
......perchè se non lo sapete la morte è un'attimo di vita.
martedì 29 novembre 2011
Elemosinando...
Uno spiffero gelido mi avvolge come un anaconda, provo a
districarmi, sono in trappola, l’interruttore
è a due passi, la luce soffusa non mi impedisce di procedere, ma al
momento dell’accensione non trovo risposta.
Il tempo passa e l'oscurità continua a
muoversi, ho una candela nella scatola degli oggetti dimenticati,
l’accendo. La fiamma si muove con le ombre a contorno, ad applaudire. Taciturno
e pensieroso mi avvolgo nella coperta e attendo il sopraggiungere del tepore.
Non c’è internet, non c’è telefono, il frigorifero senza corrente è una grotta
nauseabonda, non c’è anima viva disposta ad uscire in strada e trovare una
soluzione, sono tutti fermi in attesa dei soccorsi. Non ricordo, gli ultimi
giorni li ho cancellati , cosa succede,
dove è finito il mondo? Cosa devo fare domani? Ho un lavoro, ma che
senso ha portarlo avanti, che senso ha raggiungere i risultati, la gente vaga
senza una meta, non parla nessuno, sono tutti isolati nei loro gusci a
protezione dei loro possedimenti. Arrivo fin sopra la montagna, da li scorgo il
mare, la miriade di case che hanno soppiantato la vegetazione, anni addietro
ridente, cumuli di immondizia ai bordi delle strade, l’orizzonte è offuscato da
una coltre grigia che impedisce allo sguardo di andare oltre, torno indietro,
casa dista qualche chilometro, devo andare a pescare altrimenti non saprei cosa
mangiare…
Quando mi sveglio riprendo fiato, è stato uno scenario apocalittico a
dipingersi in questo incubo, la descrizione che non ho potuto rappresentare è
l’impotenza della comunicazione, nelle persone che non avevano il coraggio di
alzare lo sguardo, che analizzavano cellulari esanimi, che vagavano persi
nell’impotenza di non poter più controllare la vita…persi in loro stessi, a
mirarsi allo specchio, indumenti pregiati, hanno smarrito la benché minima
voglia di capire.
Attonito continuo a
parlare, ascolto le risposte, e pacato
ne assecondo le voglie, mi dispiace che non vi sia possibilità di confronto, ma
solo la spasmodica voglia impositiva di esser vincitori, mentre il mondo si
perde in chiacchiere...torno ad ascoltare il suono dimenticato nello spazio tempo.
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giovedì 24 novembre 2011
Io Canto
Canto nell'oscurita dei sottopassi
gestualità inconsuete mi accompagnano
sento sinfonie sferragliare
Canto nei fondali marini
gorgogliare di speranze
sento sinfonie naufragare
Canto nel deserto del sole
per la frescura dell'oasi
sento sinfonie di miraggi
Canto....ma non so cantare
urlo nella campana di vetro
mi guardo negli occhi
non osate ho paura
Canto per esprimermi...non sono un'artista
adagio il cappello...aspetto l'offerta
sono un pagliaccio per strapparti un sorriso
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giovedì 17 novembre 2011
Milano, Roma, Napoli........last minute I^
un furto in flagranza di attimi vissuti e non estrapolati dalla rete, da usare in base alla
convenienza economica e sentimentale, per andare a ritrovare
parenti, amici, divagazioni. Sono metropoli distanti che uniscono il tessuto di un
paese variegato come la stracciatella. Aereo, macchina, treno, nave, per
raggiungere, incontrare persone e allora…per le strade di Milano il
centro pulsa come un cuore a cielo aperto, ci sono gli studenti che hanno fatto
“sega, bigiato, filone”, i colletti bianchi che schizzano da una
parte all’altra, il Mac Donald sempre stracolmo. In via della spiga c’è
un’interminabile fila, penso tra me e me, ci sarà una svendita, però alzando
gli occhi la scritta è inequivocabile…”Tiffany”…divertito faccio una foto come
se fosse un serpente colorato, poco più avanti la scena si ripete da Moncler,
un paio di guanti impellicciati segnano uno spread di 1200 euri. Entro da Lous Vuitton
come si entra in un luogo di culto, domando alle mie accompagnatrici
lunedì 14 novembre 2011
Pippe mantali
Anche la logica è un atto di fede.
Ernst W. Eschmann
Provocatorio MARK.....!!!!!!!!!!
Sparatevi la visione a tutto volume...e arrivate fino in fondo...vivi!!!!!!
martedì 8 novembre 2011
Sangue Italiano per Vampiri Europei...
Dopo gli
eventi alluvionali drammatici del Nord Italia, la flottiglia di opportunisti
cavalcatori di emergenza si è riproposta a spron battuto, si attendono cadute
eccellenti di amministratori e politici, mentre le signorotte e signorotti
dell’Europa unita ci propinano risoluzioni al flambé, nell’aria ne sento
l’odore bruciaticcio che a molti inebria le papille gustative. Dopo le ultime
vicende economico-sociali, ho i brividi che mi invadono come un’orda di
cavallette affamate, perché se qualcuno ha ancora qualche dubbio ci vogliono
mangiare come un piatto prelibato, schiavizzarci come non potete immaginare,
rendere periferia europea di Germania e Francia, e questo per il bene dell’Euro, del potere e di qualche tasca ingorda…ma al nostro didietro qualcuno è interessato? Articolo da leggere, in merito all’avanzata silente dei conquistadores considerazioni
che avevo fatto tra me e il me incazzato, però esternarle da profano
intellettivo mi sembrava un po’ fuori luogo, magari se lo fa qualcuno con un
minimo di curriculum è meglio. Comunque a scanso di equivoci consiglio
vivamente a chi possiede qualche spicciolo di consumare il gruzzolo il prima
possibile, in quello che ritiene più opportuno.
Poi magari tra qualche decennio torneremo a trainare l’economia come
India e Cina, dove i lager lavorativi spacciati per opportunità di crescita,
ricattano popolazioni assuefatte dal miraggio del successo e la necessità di
mangiare, nel contempo applaudite dai media per non creare scompensi tra i
pensieri. In attesa della crocetta da apporre alle prossime elezioni ci stanno
appuntando una bella croce sulla schiena…Prosit
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venerdì 4 novembre 2011
Perchè non basta esser indignati...
Qui non si
sciolina buona letteratura, ma una gran dose di arrabbiatura, perché questa è
una protesi estesa, una protuberanza dell’Io. Ritorno ai vecchi concetti, di
coloro che affermano il principio di “beato
a te che non capisci un cazzo” apprezzandone sempre più il cardine con il
quale non si ha minimamente il sentore di ciò che accade realmente. Una
vita real-virtuale, che si è appropriata di una gran fetta di umanità. Se si
pensa che ciò, sia prerogativa Italiana vi sbagliate di grosso, coloro che
gestiscono lo sport in India stanno negando le più elementari strutture alle
masse, proprio quando sono immersi fino al collo nella corruzione e
nell’incompetenza,
eppur il resto del mondo ne decanta i meriti per un’economia tra le più
fiorenti, si potrebbe fare un elenco interminabile di esempi, dalla Francia al Giappone,
dalle Americhe all’Africa passando per la Cina e andando nella Russia.
Ognuno ha le proprie metodologie di ricerca per farsi un'idea, questo mio cercare, affiancato alle incompetenze del mio settore lavorativo hanno riproposto lo spirito bellicoso nel precedente post, che vorrei veder realizzato...in definitiva non dimentichiamoci che la vita si è materializzata dopo un’esplosione. Forse a molti può apparire uno sfogo estemporaneo, un’ira fine a se stessa, un atto della non ragione. Potrei esser d’accordo con voi, però tornando a bomba, preferirei far parte di quel “beato a te che non capisci un cazzo” perché in fondo il risveglio della coscienza, la condivisione, il dialogo, e ogni tipo di rapporto umano e lavorativo è ormai imperniato, intriso, inquinato dalla denigrazione, il non rispetto, la strafottenza, la scalata sociale a discapito di tutto e tutti…ma io, me medesimo in qualità di Officina in Trasformazione domando a voi, cosa fate per contrastare questa melma? Cosa vorreste fare? Non mi basta solo esser felice, io voglio di più, voglio che lo siano il maggior numero di persone…scusate, ma forse non basta isolarsi e raggiungere uno stato interiore superiore, non basta staccare la spina e disinteressarsi del resto, siamo sette miliardi, un po’ troppi per esser sopportati da questo pianeta, e figuriamoci se posso farlo io nel mio piccolo.
Ognuno ha le proprie metodologie di ricerca per farsi un'idea, questo mio cercare, affiancato alle incompetenze del mio settore lavorativo hanno riproposto lo spirito bellicoso nel precedente post, che vorrei veder realizzato...in definitiva non dimentichiamoci che la vita si è materializzata dopo un’esplosione. Forse a molti può apparire uno sfogo estemporaneo, un’ira fine a se stessa, un atto della non ragione. Potrei esser d’accordo con voi, però tornando a bomba, preferirei far parte di quel “beato a te che non capisci un cazzo” perché in fondo il risveglio della coscienza, la condivisione, il dialogo, e ogni tipo di rapporto umano e lavorativo è ormai imperniato, intriso, inquinato dalla denigrazione, il non rispetto, la strafottenza, la scalata sociale a discapito di tutto e tutti…ma io, me medesimo in qualità di Officina in Trasformazione domando a voi, cosa fate per contrastare questa melma? Cosa vorreste fare? Non mi basta solo esser felice, io voglio di più, voglio che lo siano il maggior numero di persone…scusate, ma forse non basta isolarsi e raggiungere uno stato interiore superiore, non basta staccare la spina e disinteressarsi del resto, siamo sette miliardi, un po’ troppi per esser sopportati da questo pianeta, e figuriamoci se posso farlo io nel mio piccolo.
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mercoledì 2 novembre 2011
Ho voglia di esplodere
Ho solo voglia di liberare il me stesso sopito, latente, ignaro
Ho voglia di lasciarlo libero
Ho voglia di unirmi a lui
Ho voglia di non esser più uomo
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un po di me
martedì 1 novembre 2011
In Viaggio...
Quando ti metterai in viaggio per Itaca
devi augurarti che la strada sia lunga,
fertile in avventure e in esperienze.
I Lestrigoni e i Ciclopi
o la furia di Nettuno non temere,
non sara` questo il genere di incontri
se il pensiero resta alto e un sentimento
fermo guida il tuo spirito e il tuo corpo.
In Ciclopi e Lestrigoni, no certo,
ne' nell'irato Nettuno incapperai
se non li porti dentro
se l'anima non te li mette contro.
Devi augurarti che la strada sia lunga.
Che i mattini d'estate siano tanti
quando nei porti - finalmente e con che gioia -
toccherai terra tu per la prima volta:
negli empori fenici indugia e acquista
madreperle coralli ebano e ambre
tutta merce fina, anche profumi
penetranti d'ogni sorta; piu' profumi inebrianti che puoi,
va in molte citta` egizie
impara una quantità di cose dai dotti.
Sempre devi avere in mente Itaca -
raggiungerla sia il pensiero costante.
Soprattutto, non affrettare il viaggio;
fa che duri a lungo, per anni, e che da vecchio
metta piede sull'isola, tu, ricco
dei tesori accumulati per strada
senza aspettarti ricchezze da Itaca.
Itaca ti ha dato il bel viaggio,
senza di lei mai ti saresti messo
sulla strada: che cos'altro ti aspetti?
E se la trovi povera, non per questo Itaca ti avrà deluso.
Fatto ormai savio, con tutta la tua esperienza addosso
gia` tu avrai capito cio` che Itaca vuole significare.
Kostantin Kavafis
Grazie a Daniela...mia sorella ^_^
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sabato 29 ottobre 2011
Come nella danza della pioggia
Le due ruote in questi giorni sono di moda, al centro
dell’attenzione, e quindi ieri approfittando del calore del sole, ho inebriato
le narici del profumo del vento, per un lasso temporale necessario ad assorbire
le estenuanti quanto
inutili attività lavorative, troppo spesso concentrate sul nulla. Sono un
romantico dell’utilità delle operazioni, non riesco a valutare positivamente la
ripetitività che non porta già dall’origine, palesemente, a nessun risultato. Non
faccio la spalla all’esercito di esseri volti a trascinare le azioni perché
istruiti a farlo, ed è per questa latente anticonvenzionalità che mi trovo
spesso a discutere con argomentazioni così estranee al prestabilito. La dicitura
affibbiata, è quella del polemico ad oltranza, e forse ne sono un tantino
condizionato, tanto da auto censurarmi, ma qui non c’è un contraddittorio vis à
vis e quindi posso concedermi la licenza.
Mi sono immerso in me stesso, languido, puro, essenza…ho urtato
lo sguardo, il mio spirito indagatore, da bambino pulito…felice di quel me
stesso, contento del contorno.
Agito la parola, articolo il linguaggio per comunicare,
gesticolo tra la folla, cerco di attirare l’attenzione, sembrano tutti automi
volti a far trascorrere il tempo e non al viverlo. Presi tra mille problemi
quotidiani, scorriamo senza accorgercene verso la fine, facendo passare quell’intervallo
per alcuni dono, per taluni sofferenza. Vorrei tornare ad usare il normografo
per dipingere ogni lettera, per dare importanza ad ogni particolare, riscoprire
l’antico, quello nascosto, quello celato con abilità, in un “mondo determinato
dove nulla è determinabile” per la complessità dei suoi elementi…mi siedo, e
alla fine di una giornata pennellata, la notte è protagonista, e da comprimario
alzo lo sguardo al cielo stellato, ruoto su me stesso più volte…le vertigini mi
avvolgono, naufragando i pensieri in una grossa risata.
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mercoledì 26 ottobre 2011
I sogni terminano solo nelle nostre fantasie
Sono stato assente qualche giorno, e gli accadimenti sono stati molteplici, in molti di voi avranno parlato di politica, economia, Gheddafi, terremoti, insomma quel che è successo in giro.
Io vorrei parlarvi di una passione, di una passione sempre presente in me, guardata di sottecchi quando i diktat famigliari erano irremovibili, perché dietro quel desiderio si nascondeva l'imprevidibilità della vita, quell'angosciante sensazione che prendeva sotto braccio mia madre e le impediva di avere il ben minimo contatto. Gli anni passarono, i vari ritardi accumulati nelle esperienze di vita hanno fatto si che le scoperte e le sensazioni forti le abbia distribuite in questa parte di esistenza.
Sono salito in sella alla moto, sono salito in sella ad un vecchio sogno, di bambino alla ricerca della libertà. In gergo non ho il "manico" del pilota, mi piace la progressione del motore, il suono docile che ti avvolge lungo il cammino, il vento che ti accarezza o ti sferza a secondo della velocità, lo strappo sul manubrio con il gas aperto, il mezzo in piega incollato all'asfalto, il calore che sale dal basso mentre sei in attesa di ricominciare la corsa verso il nulla....perché non c'è luogo da raggiungere, non c'è nessuno che attende, c'è solo la voglia di guidare e lasciarsi trasportare...sensazione inebriante che vibra come sinfonia dentro di te, non fugge, non chiede nulla, la coltivi....è, passione. Una passione coltivata da giovane, sfociata nella realtà, ed è per questo che ti ricordo un po' commosso, e anche se non ti conosco mi unisco a qull'immenso abbraccio virtuale che avvolge tutti i sogni realizzati...
Estratto dell'intervista di Alex Zanardi:
"Sono cose inaccettabili, dai la colpa al destino, ma accadono anche nella vita di tutti i giorni. Se Marco era lì a correre era perché lo aveva scelto, aveva realizzato il suo sogno. Poi ci sono operai che cadono dalle impalcature e muoiono sull'asfalto: rischiano la vita a 50 metri d'altezza senza averlo scelto".
Io vorrei parlarvi di una passione, di una passione sempre presente in me, guardata di sottecchi quando i diktat famigliari erano irremovibili, perché dietro quel desiderio si nascondeva l'imprevidibilità della vita, quell'angosciante sensazione che prendeva sotto braccio mia madre e le impediva di avere il ben minimo contatto. Gli anni passarono, i vari ritardi accumulati nelle esperienze di vita hanno fatto si che le scoperte e le sensazioni forti le abbia distribuite in questa parte di esistenza.
Sono salito in sella alla moto, sono salito in sella ad un vecchio sogno, di bambino alla ricerca della libertà. In gergo non ho il "manico" del pilota, mi piace la progressione del motore, il suono docile che ti avvolge lungo il cammino, il vento che ti accarezza o ti sferza a secondo della velocità, lo strappo sul manubrio con il gas aperto, il mezzo in piega incollato all'asfalto, il calore che sale dal basso mentre sei in attesa di ricominciare la corsa verso il nulla....perché non c'è luogo da raggiungere, non c'è nessuno che attende, c'è solo la voglia di guidare e lasciarsi trasportare...sensazione inebriante che vibra come sinfonia dentro di te, non fugge, non chiede nulla, la coltivi....è, passione. Una passione coltivata da giovane, sfociata nella realtà, ed è per questo che ti ricordo un po' commosso, e anche se non ti conosco mi unisco a qull'immenso abbraccio virtuale che avvolge tutti i sogni realizzati...
Estratto dell'intervista di Alex Zanardi:
"Sono cose inaccettabili, dai la colpa al destino, ma accadono anche nella vita di tutti i giorni. Se Marco era lì a correre era perché lo aveva scelto, aveva realizzato il suo sogno. Poi ci sono operai che cadono dalle impalcature e muoiono sull'asfalto: rischiano la vita a 50 metri d'altezza senza averlo scelto".
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giovedì 20 ottobre 2011
Estrema riluttanza
Lei si sentiva sempre molto sola, perché lui faceva molti viaggi per lavoro. Un giorno lui portò a casa un San Bernardo e le disse: "Ti ho fatto un regalo. Si chiama Estrema Riluttanza. Così quando vado via potrai sempre dire che ti ho lasciato con estrema riluttanza". Lei lo colpì con un mestolo.
Morale prima di lasciarla con, riluttanza, fai sparire i mestoli....
Charles Schulz
Morale prima di lasciarla con, riluttanza, fai sparire i mestoli....
martedì 18 ottobre 2011
L'indifferenza dei passanti
Bimba investita tra l'indifferenza passantiPrendo sempre con le molle ogni cosa, anche in rete, e in questo caso sarei felice se fosse un falso. Scene di questo genere sono forti da digerire, anche se ho visto alcuni filmati sul Darfur con "protagonisti" bambini da far accapponare la pelle. Poi trovo meraviglia e stupore se parlo dell'essere umano in termini dispregiativi, che bisogna aver fiducia, mantenere la calma, pensare al nulla, riposizionare le priorità, perché l'indifferenza nella politica e dannosa, che Cicciolina e Milly D'abbraccio si sfideranno per la poltrona di sindaco, che gli scontri del 15 erano programmati, la crisi è tutta colpa del pessimismo, che sono un visionario, il PIL è la priorità, che il lavoro nobilita, che il contributo di solidarietà è una presa in giro, che il sistema è fallito, non daranno più buoni pasto, che l'illegalità è furbizia mentre l'onestà e stupidità, che la rete ci salverà, che la lotta è l'unica soluzione, che non bisogna far sprechi, che i comunisti mangiano i bambini, che i terroristi sono d'appertutto ed estremamente organizzati, che l'america è la culla della civiltà moderna, che...che...che ...chè!!!....nooooo....negli ultimi giorni ho lavorato troppo, stiamo sulle dodici ore giornaliere, forse sono un po' sotto pressione, ma queste immagini sono...come fai a non incazzarti...comunque non importa questa sera c'è la Champions.
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domenica 16 ottobre 2011
Voglia di cambiare la forma
Ho commentato vari Blog in merito all'opportunità di mantenere i vecchi modelli dimostrativi. In medicina si è passati dall'aprire il corpo come un frutto, alle metodologie meno invasive ma più efficaci. Questo paese è uno dei fulcri più ambigui della terra, la storia lo insegna, cambiamo le metodologie di azione. Tempo fa scrissi che nelle strade si fronteggeranno fratelli, figli, amici, mentre i burattinai continueranno a muover fili.
Se un sasso cade in uno stagno le onde si propagheranno, se lo lanci in mare a malapena lo vedrai muovere, dobbiam smettere di esser stagno e diventare mare.
Può esserci rivoluzione soltanto là dove c’è coscienza.
Se un sasso cade in uno stagno le onde si propagheranno, se lo lanci in mare a malapena lo vedrai muovere, dobbiam smettere di esser stagno e diventare mare.
Può esserci rivoluzione soltanto là dove c’è coscienza.
Jean Jaurès
Scusate, ma non ne vedo così tanta di coscienza, di consapevolezza....non è solo un problema di materialità. Un giorno anch'io fronteggerò il mio amico occhi negli occhi...se sarà mio figlio incontrerò la morte.
giovedì 13 ottobre 2011
Cosa volete sentirvi dire?
E’ un classico del quotidiano, irreprensibili, ed intransigenti anche nel confronto. Religione, politica, calcio, cultura, nozioni, tutti barricati dietro le proprie idee, irremovibili dietro trincee invisibili a volte insormontabili. Come marinai in navigazione nel mare dei pensieri, non si accorgono delle acque stagnanti, a volte putride del marciume che esse contengono. Per codardia barricato nello stagno, mi cullo nella facilità, posso solcare i mari, ma continuo imperterrito a rimanere al riparo…da li il me stesso furioso parla e canta di gesta epiche, come leggenda, tramanda, ma in realtà silente tace, inerme.
Volete esser adulati, compiaciuti, capiti, coccolati, assecondati...ma questo non è volere il vostro bene, non è esser sinceri. Sono pieno di difetti, potrei regalarne come da un sacco di caramelle ad un Halloween improvvisato, e non dovreste disturbare neanche la manina nel tuzzuliare l'uscio, sarebbe tutto gratis. Venghino signori e signore venghino il giullare di corte fa la sua apparizione, per contentare i gaudenti e gli afflitti. Volete facciate colorate di palazzi fatiscenti su terreni dissestati, incuranti dei crolli continuate a desiderare, accumulare, apparire. Vorrei prendere la valigia, con due stracci e un paio di scarpe di ricambio, per non sentire più parole senza senso, obiettivi, risultati, percentuali, corse contro il tempo, discussioni piatte come un l'ardesia del biliardo...ma in buca ci vanno le palle colorate, la bianca scorre solitaria mentre rimane sul tappeto verde e l'ignaro giocatore non la degna di uno sguardo.
Domani è un'altra partita, un'altro giorno, e come vedete le palle girano e vanno tutte in buca.
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sabato 8 ottobre 2011
Una Mela come una Croce
Mi sono autoisolato, autopunito, autodisinformato, per non cadere nel vortice rabbioso. Un po’ di stressante lavoro, dosi di affetto,libri, pratiche sportive hanno fatto il resto. Perché o sono scemo, e qui l’ipotesi non è da scartare, oppure il bombardamento mediatico di questi giorni sta raggiungendo apoteosi da disinformazione ed artifizi da guinness dei primati. Questo spazio non vuole imporre una ragione, giudizio o rivoluzione al di sopra di tutto...ma una delle tante plausibili opzioni. Oltre ai vari fatti di cronaca che si stanno susseguendo e che imperversano e imperverseranno prossimamente, ho notato una referenza modello religioso intorno ad un uomo "pace all'anima sua "(non un Dio si presume) e un marchio. Tempo fa lessi un qualcosa inerente gli hamburger di McDonalds "...non sono i panini più buoni, ma sicuramente sono i più venduti al mondo..." la semplicità del concetto bisognerebbe applicarla in tutti i settori senza remore, non perpetuare a mo' di gregge ogni litania prodotta dal Pastore, che oltre a far mangiare un po' di erbetta, non vede l'ora di tosare o portare al macello.
Forse sarebbe stato un big brothers d'annata....ma dopo tutti questi anni, ora qual'è la direzione?
..............o_O!
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martedì 4 ottobre 2011
Come un Anfiteatro...aperto e ridondante!!!
La crisi è frutto di uno strascico temporale non definito, non sono in grado di estrapolare ne le cause, ne gli sviluppi, quindi i rigurgiti mentali sono solo supposizioni su basi personali e collegamenti tra episodi accaduti nel tempo. Se un “Nuovo Tempo” ci sarà, le “rivoluzioni” attuali mi sembrano ben lontane dal voler risolvere il problema, anzi mi sembrano alleate occulte.
Il fattore Tempo, è sempre determinante perché ormai la politica vetusta e le sue radicali ideologie viaggiano con lassi temporali inadeguati per dar risposte e attuare soluzioni, perché dal momento che si pensano a quello della loro applicazione sono già passati anni luce e quindi ormai prive di significato. Arrovellarsi la mente dando le colpe a questo o quella fazione non ha alcun senso, perché questo sistema è fallimentare. Lo so, parlare è facile sono le proposte a latitare. Eppur proposte interessanti ci sono state ma troppo spesso declassate a mera immondizia, per poi, e solo poi, riproposte a soluzione.
La rimodulazione parte da noi stessi, il desiderio di poter fare o voler possedere deve esser cambiato, le esigenze devono essere modificate e la concezione della globalizzazione deve esser soppiantato da armonizzazione. Si continua imperterriti sul dualismo politico e sulla ripartenza del PIL, ma a mio avviso non si può curare un malato di cancro con l’aspirina. Le metastasi sono diffuse, il numero di esseri umani interessati dagli eventi son ben al disopra di una circoscritta nazione. Sono molti ad esser “indignati”, ma la mancanza di obiettività e una dose di sano ragionamento stanno facendo più danni della inattività politica e della furberia economica finanziaria.
Dopo le guerre e in particolar modo quelle mondiali, il pianeta era stato predisposto alla ripartenza, in quanto nulla c’era e tutto bisognava ricostruire, ora io dico, scrivo, che “Tutto c’è, ed è venuto il Tempo di abbandonarlo”. Questo pensiero, abbandona “l’Ottimismo” come volano dell’economia e pone al centro l’essere umano e le sue esigenze, che non sono la crescita smisurata, lo sviluppo a prescindere, la produttività da esasperazione, queste schiavizzano mente e corpo. Noi abbiam bisogno di libertà per poter rinascere, per il momento mi nutro di questa...filosofia da rigurgito o del cazzo fate voi (senza offesa posso sempre rettificare).
Esternazioni o predisposizione al pessimismo, direbbero gli economisti, ma sinceramente me ne fotto.
lunedì 3 ottobre 2011
Processo Meredith....l'attesa e il dopo
Processo Meredith, a breve la sentenza Amanda e Raffaele già arrivati in tribunale....Segui la diretta TV
Questa è la nostra società....è per questo che mi sento un'estraneo.....
Dopo l'assoluzione non c'è un solo spazio che non ne parli...vado a leggere un libro!!!!!!!!!!!!
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domenica 2 ottobre 2011
Un filo di speranza.....Occupy Wall Street!!!!
La Grande Mela mi fa riscoprire il sapore della frutta, il retrogusto che ne ricavo e quello della sorpresa perché questo è un frutto speciale. Vedendo le immagini e leggendo gli articoli la notizia mi sembra degna di nota e per la prima volta in questi ultimi anni mi inebrio la speranza di una nuova apertura. Sono curioso di osservarne gli eventi, perché mentre nel vecchio continente è ancora la politica ad essere al centro degli indignati, forse da quelle parti hanno cominciato ad ampliare la visuale, e stanno rimodulando il loro senso di democrazia. La storia a stelle e strisce è nel complesso un capolavoro degno di rappresentazione teatrale, dove capire il limite tra realtà e recitazione è compito assai arduo, quindi questi spasmi di un gigante in fin di vita mi rincuorano ulteriormente e penso che in fondo al barile oltre al petrolio ci sia un po' di buon senso da rivendere come bene prezioso. Non è il movimento in se a procurarmi la scossa, ma la sua rappresentazione pubblica nel luogo in cui "il male" ha sviluppato le origini. Attendo e nell'attesa....sogno!!! Anche se nella foto vedere Ipad mi fa venire un po' l'orticaria e affiorare un contestuale vorticoso dubbio....ma l'Americanos non finirà mai di stupirmi.
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